



...e un bignè si avvicinò alla torta e le disse: cosa pensi ?
Lei rispose: vorrei sapere perchè esisto.
Il bignè replicò:Perchè ti fai queste domande? tanto tu sei come tutti gli altri; vuoi sapere, ma non vuoi imparare.
E uno strudel aggiunse: della serie, TUTTI VOGLIONO ANDARE IN PARADISO, MA NESSUNO VUOLE MORIRE!
Che cosa volete dirmi? Disse la torta irritata.
I due risposero: Non conosci la storia della sacra bottiglia?
No!
C'era una torta, che come te, si faceva tutte queste domande e qualcuno le disse che se trovava la sacra bottiglia questa avrebbe risposto a tutte le sue domande.
Il bello è che questa torta, la sacra bottiglia l'ha trovata!!
Ma era una torta un pò tonta, perchè andava a dire in giro che la bottiglia non ha risposto a nessuna delle sue domande.
L'unica cosa che le ha detto è stata: BEVI !
Z4rdoz


Mahhh.. senti Balduinus, io nelle tue dissertazioni filosofiche non riesco a seguirti, così come gli strani racconti, o favole o metafore del tuo maestro Z4..etc.
Per cui non saprei che dirti, avrai ragione.
Non mi interessa più di tanto.
Sull'alchimia (operativa) ti trovo scricchiolante, ridurre le opere di fulcanelli a tre vie:umida, secca e breve è poco esaustivo, anzi limitativo, o limitato.
Va' bene per i dilettanti, ma i professionisti come te dovrebbero ... osare un po' di più.
Lo fai per 'tradizione del silenzio' o per tua ignoranza dell'argomento???
Intendo laboratorio alchemico, non da pasticciere, in questo sei di vino.
A te.
L.F.


Pallina (da pingpong) al centro.
Oh invece é molto semplice. Devo recuperarlo, ma ti posterò un testo che spiega bene questa metafora. Qui non c'entrano le metafore alchemiche. D'altra parte le vie sono molte, ciascuna ha uno o più sistemi di simboli .
La Via del Rosolio per esempio, a me mi fa ammattire..!!!




La Torta si disse :No, io non voglio essere così tonta.
In quel momento passava di lì un grissino che le disse: Mamma mia come sei
grassa !
Dal di dentro arrivò un pensiero: Lascialo dire , quello lì è un IMBECILLE. E' lui che si deve preoccupare , non vedi, ha carenza di proteine. Non ti devi preoccupare sei una torta come tutte le altre.
Heilà, la torta notò : E' tornato.....è IL PENSIERO RASSICURANTE.
Ed è anche un pò aggressivo.
Forse ho capito chi sei.
Sei allergico alle mie sofferenze.
Cerchi di proteggermi da tutto il male che questo mondo mi può procurare.
Ad ogni evento doloroso mi costruisci una corazza.
Così la prossima volta sarò preparata, anzi difesa.
Hai anche la capacità di mimetizzarmi.Cambi il mio aspetto a seconda della situazione.
Mi fai più grande, come quegli animali che si gonfiano per scoraggiare i predatori.
Mi mascheri per farmi più bella in modo che tutti i pasticcini mi possano accettare.
Sai anche essere spietato; quando mi guardo allo specchio mi trovi mille difetti da correggere.
Se poi qualcuno mi critica mi convinci che si sta sbagliando, non mi conosce come mi conosci tu, ma subito dopo corri ai ripari facendomi uniformare alla massa , al pensiero comune.
Fai di tutto perché non sia una pecora nera o una voce fuori dal coro.
Complimenti hai un bel pò di lavoro. Quanta energia per portare a termine tutti questi compiti.
E’ un’impresa titanica perché se non ce la fai corri il rischio che diventi una torta disadattata.
E non basta ! Tutti questi obiettivi devono essere coordinati da una strategia che possa capire, razionalizzare, altrimenti divento una torta depressa.
Al contrario se ci riuscissi, potrei dire: ‘Sono una torta realizzata.’-
Ci fu una pausa, poi la torta disse: Sì, ma che stress !!!
Z4rdoz


L'ho scritto descrivendo le considerazioni di uno studente al professore di scienze.Originariamente Scritto da are(a)zione
A un certo punto appare, nell'universo materiale, una creatura che ha la capacità di contemplare la materia di cui egli è fatto.
Ma la materia non si lascia contemplare: è questo il punto!
E' questa capacità della materia a indurre l'uomo verso un pensiero stocastico/probabilistico che sfocia nel "CASO".
Quando l'uomo scopre che l'elettrone esiste 'con una maggiore probabilità in un zona di spazio (orbitale), e che questi può essere,contemporaneamente, corpuscolo o onda, allora cosa puoi fare l'uomo,( non è che sia necessario ), diciamo che è questa curiosità innata a muoverlo.
L'uomo può cercare un'altro modo per contemplare la materia e qui inizia la separazione fra quelle che sono le materie scientifiche dove le esperienze sono ripetibili da chiunque e la personale esperienza di UN singolo essere umano, che non è detto che si ripeta.
Qui entriamo in un mondo extrascientifico dove alcuni esseri umani hanno tramandato ad altri un sapere alternativo in cui dichiarano che la materia si può contemplare se l'uomo si libera di un velo che gli impedisce di vedere la materia per quello che è.
Io penso, però, che questa possibilità ce l'hanno tutti gli esseri umani, ma è necessario uno sforzo personale interiore, almeno inizialmente per individuare dove sta questo velo.
Molti ricercatori partono con la spada in resta pronti per la battaglia con forni e quant'altro, ma si dimenticano dell'importanza che ha la preparazione preliminare dell'OSSERVATORE.
Z4rdoz
L'esempio sul caso l'ho letto solo successivamente.
Non voglio mettere in dubbio la tua visione alternativa. Anche perchè in parte l'abbraccio e condivido.
Ciò che, da fisico, mi preme sottolineare, è che, se un qualcosa emana qualcosa, quella tal cosa deve (dovrebbe) essere analizzabile.
Altri strumenti forse servirebbero, perchè non puoi far comunicare un arabo con un cinese nelle loro lingue madri. Tuttavia, sia il cinese che l'arabo possono usare linguaggi universali per comunicare ed intendersi.
Dunque, quale sarebbe questo linguaggio universale, che farebbe da mediatore tra materia e non-materia?


Come farebbe anche uno scienziato, parto con delle ipotesi.
Le ipotesi si basano su quelle osservazioni che abbiamo già
scritto: la materia attraverso le sue combinazioni ha prodotto
la capacità del pensare.
Osservo nella natura alcuni passaggi emblematici: che le prime
forme di vita sono state i batteri che per struttura sono simili
ai mitocondri cellulari e ai cloroplasti (come funzionalità) e poi ha creato delle
strutture cellulari più complesse che si sono servite di questi organuli cellulari.
Voglio dire in parole povere: prima la natura ha creato le batterie poi
ha creato le macchine. (anche l'essere umano procede in questa maniera)
[[[La sintesi clorofilliana si basa proprio su questo: prima si immagazzina
l'energia in queste organuli cellulari che viene rilasciata lentamente per far si che
l'anidride carbonica reagisca con l'acqua per dare zucchero e ossigeno.
Se sei un fisico adesso mi darai una bacchettata sulle mani se affermo che questo va contro
le leggi della termodinamica, (si ha produzione di energia, si passa da un sistema
disordinato a un sistema ordinato con entropia negativa) e mi dirai che la luce che serve per
ricaricare le batterie viene dal sole quindi l'entropia dell'universo aumenta.]]]
Questa cosa però, a me personalmente, ha innescato un pensiero alternativo.
Questa e l'ipotesi.
E se fosse proprio questo l'imprinting iniziale di questo pensiero creatore ???
Ed ora la mia missione, come ricercatore, è : C'è un posto in cui la mia
coscienza può contemplare quel pensiero?
Quindi se potessi contemplare quel pensiero potrei anche contemplare la natura!
La legge sull'entropia è vera se il sistema è chiuso. Se non lo è, non vale.
Quindi non sono un tradizionalista entropico, lascio aperta la strada a sistemi non aperti.
Ciò che ancora non capisco è: qual'è il linguaggio che due diverse forme (possiamo chiamarle attività sensibili?) usano per poter comunicare tra loro?
Ammettiamo che siano Caino ed Abele, nati dagli stessi genitori (magari uno, ermafrodita).
Improvvisamente i gemelli scelgono due strade diverse, ma in loro deve rimanere un linguaggio sopito comune. Una sorta di organo recessivo che è rimasto sepolto nella loro memoria indotta, e che un giorno dovrebbe venir risvegliato.
In scienza usiamo la logica matematica con relativa simbologia proprio per ovviare ai problemi di comunicazione. Con tutti i problemi di interpretazione simbolica che ne derivano. Ma non vorrei entrare in questo settore Derridiano.
Come ci si comporta in campo meta-fisico?
Una volta appurato ciò, come scambiano informazioni gli oggetti meta-fisici con quelli fisici?
Tramite il pensiero?