



E' un punto che in parte condivido. In effetti quando parlo di utenti che chiedono a delle agenzie determinati servizi di protezione ambientale, è come se quegli utenti diventassero coprietari di quelle risorse ambientali e le suddette agenzie proteggessero tali proprietà.
L'unica differenza con il tuo modo di vedere sta probabilmente nella diversa visione degli esiti che il libero mercato del diritto produrrebbe riguardo la distribuzione dei diritti di proprietà delle risorse naturali. Non condivido le disposizioni di Locke e dei giusnaturalisti secondo cui basterebbe modificare di una virgola una risorsa naturale per divenirne definitivamente proprietari indiscussi. Secondo me, non essendo state prodotte da nessuno, la nuda proprietà delle risorse naturali potrebbe essere contesa da tutti in qualsiasi momento e l'equilibrio di mercato potrebbe essere raggiunto solo facendo gravare su di esse un canone tale da controbilanciarne il valore e riequilibrare la domanda e l'offerta (tutto ciò ovviamente non è da prendere come una proposta, ma come una previsione). Il canone verrebbe redistribuito agli esclusi in cambio della loro rinuncia alla contesa.
In questo caso gli individui che avessero a cuore una foresta non la dovrebbero "comprare", ma semplicemente pagare una polizia privata a sufficienza affichè questa possa rendere effettiva la loro pretesa proprietaria sulla foresta ed offrire agli altri pretendenti una compensazione sufficiente ad ottenerne la rinuncia.
In altre parole, se l'utilità attesa dalla difesa della foresta fosse maggiore di un suo diverso impiego, allora i difensori della foresta sarebbero disposti a pagare un "canone" maggiore degli altri pretendenti e quindi la foresta passerebbe nelle loro mani.


daccordo sul discorso della scarsità delle foreste, per quanto concerne la protezione delle foreste in un ottica di libero mercato bisognerebbe che tutti i fricchettoni, i pecoraro scanio e gli al gore si comprassero la foresta amazzonica. i risultati sono quelli del mercato, ovviamente, possiamo solo formulare ipotesi.




per non parlare del fatto che un eventuale acquisto della foresta amazzonica (qualche soldino sarebbe richiest) sarebbe obbligatoriamente legato a una "volontà del profitto", il che significherebbe che tagliare in una volta solo tutta la foresta sarebbe un suicidio perchè vorrebbe dire la fine dei gudagni.


La foresta amazzonica in realtà non costa molto a metro quadro, rispetto ai terreni agricoli venduti in Italia. E' notizia di qualche mese fa che un importante imprenditore o banchiere, non ricordo se Svizzero o Svedese, abbia comprato ettari di foresta amazzonica a pocchi soldi a metro quadro, spendendo diversi miliardi, non per tagliare alberi ma per presidiarli!!!!! Mentre il governo di Stato Brasiliano permette tranquillamente il disboscamento. Insomma, lo Stato predica bene ma razzola male, visto ch ei privati sono molto più sensibili dello Stato mangione.
P.S. Per gli ambientalisti: se ci tenete alla foresta ammazzonica o alle specie in via di estinzione, comprate qualche metro quadro di foresta amazzonica e qualche balena. Solo così siete ambientalisti coerenti.
Queste cose vanno scritte e spedite al ritmo di qualche migliaio all'ora alla mail box di Pecoraro Scanio, Realacci, Gore, Greenpeace e del Wwf. Se sparisse lo stato migliaia di ambientalisti raccoglierebbero svariati miliardi di dollari per comprare vaste parti dell'Amazzonia per lasciarle tutelate. E sarebbero felici.


Ottima idea. Adoro l'etica della libertà di cui siamo fieri alfieri.


Vuoi negarmi il diritto di disboscare la mia foresta amazzonica tutta in una volta?
A sto punto ripeto la domanda precedente:
Se la foresta amazzonica è importante per la salute delle persone, ma è anche una tua propietà, disbocandola non rischio di negare il diritto alla vita delle altre persone?