



Dal punto di vista teorico non è male.Dal punto di vista pratico un proprietario privato di area marina se vuole inquinare l'area non avrà nessun problema,se la vuole mantenere pulita come farà quando dovrà scontrarsi con una nave che batte bandiera itagliana?Non potrà fare nulla,la nave scaricherà il petrolio e se oserà opporsi farà la fine dei templari.Gli stati fanno ciò che fanno con la forza bruta,non con la forza del diritto.Se poi è una nave privata anche qui vince la legge del più forte,gli inquinatori usano cavilli legali e non pagano nulla.


Si può anche fare in modo che un'area marina sia venduta a un'associazione ambientalista, a una ONLUS, libera di raccogliere fondi per preservarla e renderla fulcro delle così dette politiche di sviluppo sostenibile. Non necessariamente tutto ciò che si privatizza deve finire nelle mani di una "corporation" interessata allo sfruttamento o alla speculazione. Sinceramente io che abito vicino a un'area marina gradirei che all'ente attuale, un carrozzone burocratico, si sostituisse un'associazione di cittadini (o cooperativa) desiderosi di valorizzarla nel rispetto dell'ambiente , che per un'economia turistica rappresenta un importante valore aggiunto.
Non si può assumere il turbocapitalismo come unico paradigma di proprietarismo, anzi: in quanto linea potenziale di sviluppo il neo-liberismo è legato a filo doppio allo Stato. Dubito che in assenza di Stato le così dette multinazionali riuscirebbero ad abbattere la concorrenza e soprattutto a esternalizzare i costi. Avete mai pensato alle infrastrutture? Chi compie gli espropri? Chi le finanzia?
Se succedesse milioni di persone gli intenterebbero causa e se verrà stabilito che il suo comportamento causa loro un danno dovrà recedere dai suoi propositi o pagare i danni: essendo questi incalcolabili non potrà pagarli in nessun caso e non potrà tagliare indiscriminatamente senza aspettarsi una legittima rappresaglia.


Quindi un tribunale (privato?) potrebbe limitare a un privato di usare come meglio crede la sua propietà?
La domanda ve la pongo nel caso in cui il mondo fosse una società anarcocapitalista dove un pazzo possiede tutta la foresta amazzonica e senza alcun motivo (la foresta è del pazzo e ci fa quello che gli pare) decide di disboscarla.
Noto che continui ad insistere su argomenti astrusi e questo la dice lunga sulla solidità del pensiero statalista. Un insostenibile cumulo di menzogne insopportabile per qualsiasi persona di buonsenso. Anche in una society by consent se io usassi una mia proprietà causando danni ad altri verrei giudicato e verrei punito. Pensi davvero che potrei usare la mia pistola o il mio fucile come mi pare? Come al solito voi adoratori dello stato continuate ad insistere pensando che senza di esso non esista nulla senza fornire uno straccio di argomento logico. Abolito lo stato è abolita anche la giustizia mentre invece è proprio il vostro idolo che la calpesta ad ogni passo che fa. Quindi non diciamo sciocchezze: se tagliando la foresta fa un danno agli abitanti del pianeta questi possono chiedere il risarcimento dei danni o che non tagli la foresta.


Tutti potrebbero farlo, probabilmente attraverso intermediari come le polizie private. La proprietà è una creazione giuridica. Il punto è che nell'anarchia tutti potrebbero avanzare pretese giuridiche di varia intensità ed il diritto che ne risulterebbe costituirebbe l'equilibrio dinamico della loro interazione.
Tuttavia è ragionevole aspettarsi un rafforzamento del diritto di proprietà sui frutti del proprio lavoro, in quanto questa norma incentiverebbe la creazione di ricchezza e garantirebbe la massima utilità per tutti.
Allo stesso tempo, però, la proprietà non si cristallizerebbe come un dogma inviolabile e potrebbe essere limitata laddove diventasse una minaccia per gli interessi di tutti gli altri.


Ho solo posto un esempio esagerato, se vuoi possiamo cambiarlo in cosa succederebbe se il mio vicino di casa si mettesse a produrre energia eletrica bruciando carbone e inquinando l'aria circostante.
la giustizia deve essere superiore agli individui altrimenti è letteralmente anarchia, nel senso che ogni individuo la penserebbe in modo diverso in ogni occasione.
La propietà è una creazione giuridica? credevo fosse un diritto naturale


A quel punto, consiglierei a te, cittadino virtuoso, di cominciare a pensare di comprare qualche etaro di terra e piantarci un bel po' di piante. E che siano Eucalipti, che crescono abbastanza velocemente.
P.S. In una società Anarco Liberale, il mercato non consente situazioni di monopolio, per cui quello di cui parli è impossibile. Solo gli Stati possono essere monopolisti. Infatti il Brasile detiene, non dicco il monopolio, ma un ampia parte del mercato dell'ossigeno. Se fossi un privato comunque, chiederei al resto del mondo, una percentuale, per ogni mia pianta che emette ossigeno.