Dove porto a lavare i tappeti, sono persiani. Due restauratori non dicono che due parole in italiano, tipo caffè, Crodino, bello tappeto. Gli altri, da lontano, come vedono un Kashan o un Kirman lo girano e rigirano parlandone volentieri. Ma se gli porti un Karagashli o uno Yomut, sembra come non volessero vederli: che sia antico o moderno dicono “russo”, proprio come dicevi tu, e lo buttano nel mucchio. Trovo siano molto sciovinisti. Nel 1986, sono stato nel Fars, accompagnavo un commerciante presso una cooperativa che produceva tappeti tipo Kashkuli e Gabbeh, iniziavano ad essere richiesti dal mercato italiano. Ci accompagnava un intermediario, un anziano e molto riverito commerciante del posto. Parlando con lui, gli dissi che avevo acquistato da poco una kalleghy di Malayer antica. Mi disse che avevo buttato i soldi, perché solo un matto può acquistare una cosa vecchia. Restammo con lui tre giorni: raccontava a tutti questa cosa e…..ridevano.![]()






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