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Discussione: Kazak

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da leo-one Visualizza Messaggio
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    Se mai un giorno dovessi ritrovarti in un Bazar Persiano non scoppiare in eccessi di ira funesta e violenta quando ascolterai con le tue orecchie da qualsiasi mercante come unica classificazione dei tappeti caucasici quella di "RUSSO"!!!!!


    Dove porto a lavare i tappeti, sono persiani. Due restauratori non dicono che due parole in italiano, tipo caffè, Crodino, bello tappeto. Gli altri, da lontano, come vedono un Kashan o un Kirman lo girano e rigirano parlandone volentieri. Ma se gli porti un Karagashli o uno Yomut, sembra come non volessero vederli: che sia antico o moderno dicono “russo”, proprio come dicevi tu, e lo buttano nel mucchio. Trovo siano molto sciovinisti. Nel 1986, sono stato nel Fars, accompagnavo un commerciante presso una cooperativa che produceva tappeti tipo Kashkuli e Gabbeh, iniziavano ad essere richiesti dal mercato italiano. Ci accompagnava un intermediario, un anziano e molto riverito commerciante del posto. Parlando con lui, gli dissi che avevo acquistato da poco una kalleghy di Malayer antica. Mi disse che avevo buttato i soldi, perché solo un matto può acquistare una cosa vecchia. Restammo con lui tre giorni: raccontava a tutti questa cosa e…..ridevano.

  2. #32
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    Nel salutare tutti, mi scuso con Tucboro per non avere risposto subito, ma oggi ero fuori per lavoro e sono rientrato da poco. Quanto alla domanda che mi fai, credo sia riferita ad un tappeto d’epoca altrimenti ci troveremmo davanti al caos evidenziato da Leo, vorrei fare una premessa che riguarda solo me e come la penso. E’ sempre giusto leggere testi che ci spiegano determinati argomenti, fidandosi e valutando quello che grandi esperti ci dicono. E’ di grande importanza colloquiare ed ascoltare, in modo diretto, con studiosi del settore per crearsi quella che si chiama “cultura specifica” ma, a mio giudizio, bisogna considerare che nessuno è depositario della assoluta verità. Soprattutto in un campo che ha si basi tecniche di riferimento, ma che non ha una certezza assoluta, matematica, delle affermazioni. Voglio ricordare che è da poco che il tappeto è studiato con criteri “archeologici” e che, quasi giornalmente, nuove teorie, supposizioni, ipotesi, sono enunciate. Spesso, il ritrovamento di un pezzo con un disegno un po’ ingrandito o rimpicciolito, con una colorazione anomala o quant’altro, rivoluziona tutta una serie di deduzioni fino ad allora accettate. Quindi, leggere ed ascoltare tutto, facendo una somma, e poi ragionare con le proprie sensazioni e il proprio cervello. Detto questo, affronto il quesito con quel poco che so o rammento. Per chi non lo ricorda, il motivo “Afshan” è composto da un intreccio di elementi vegetali multicolori (fiori piccoli e grandi, alcuni a bordo stellato altri arrotondati, più o meno uniti da racemi) e dal motivo “sadjajad”, a volte descritto come quattro foglie falciformi, altre come quattro uccelli stilizzati; spesso piuttosto grande, è sempre di colore bianco. E’ certamente tipico dell’area Kuba, anche perché gli esemplari del XVII°/XVIII° secolo (vedi foto allegata) definiti concordemente da tutti gli studiosi “Kuba floreali”, portano in loro i prodromi di quello che sarebbe stata l’evoluzione ottocentesca. Tuttavia, come già detto in altri scritti, può comparire in diverse produzioni, soprattutto Shirvan e, assieme al motivo “botteh”, nei Khila. Ricordo che Khila è nel distretto di Baku, ovvero area Shirvan (la regione, per chi non lo sapesse, è per tutti l’Azerbaigian). A questo punto solo l’annodatura può soccorrerci. Quanto all’harshang (o kharchanghi, o motivo a granchio) è, a dire di alcuni, un’evoluzione ingrandita dell’afshan, presentato a volte come una sorta di medaglione, altre come decoro ausiliare. Nei Karagashli il motivo è indicato dai più come una modificazione, in forma più schematica, del motivo harshang. La rappresentazione semplificata del sadjajad, è unita ad un medaglioncino quadro/ottagonale che, come tu dici, sono ambedue di colore rosso. Voglio segnalare, e questo è un mio parere personale e quindi vale poco, che nei Karagashli il sadjajad rosso è quasi sempre rappresentato con un occhio, ed a volte con un ciuffetto. Ergo, se questa è un’evoluzione dell’harshang che a sua volta è nato dall’afshan, hanno ragione coloro che sostengono che il motivo sadjajad non rappresenta foglie ma uccelli. Una buona serata a tutti.


  3. #33
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    Grazie della precisa risposta. Tra l'altro noto che quando vado a memoria non azzecco una grafia di un nome che sia una! Quanto al presunto ritardo della risposta, già tanto che rispondi! Mi farebbe anche piacere se dicessi la tua sul Konya (cfr. discussione "Spazio identificazione").

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da leo-one Visualizza Messaggio
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    Se mai un giorno dovessi ritrovarti in un Bazar Persiano non scoppiare in eccessi di ira funesta e violenta quando ascolterai con le tue orecchie da qualsiasi mercante come unica classificazione dei tappeti caucasici quella di "RUSSO"!!!!!
    Prometto che mi tratterrò. Non prometto nulla invece sull'eccesso opposto, tipo se cercheranno di vendermi un Saruq ferahan mustefi acmeninejad kelleghi etc etc.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da tucboro Visualizza Messaggio
    Grazie della precisa risposta. Tra l'altro noto che quando vado a memoria non azzecco una grafia di un nome che sia una! Quanto al presunto ritardo della risposta, già tanto che rispondi! Mi farebbe anche piacere se dicessi la tua sul Konya (cfr. discussione "Spazio identificazione").
    Un saluto. Non ho risposto perché ritenevo che il buon Leo l’avesse fatto in modo esauriente; oltretutto i tappeti anatolici sono una sua passione ed è molto preparato. Visto che vuoi sentire qualcosa, comincerò dicendo che è sicuramente un tappeto di nomadi delle montagne, come già detto, usando un termine generico, “Yuruk”. Qui però sorge un dilemma: Anatolia centrale, quindi Konia, o orientale? E’ un’idea mia, magari errata ma quelle losanghe dentellate nel campo a grande motivo, quei medaglioni stellati riportanti altri motivi al loro interno, le bordure grandi, una delle quali con un motivo a quattro uncini chiamato “gotschak”, di grande utilizzo presso i turcomanni: insomma, tutto mi fa pensare all’Anatolia orientale, verso il Caucaso. Dall’altra parte c’è la Georgia, e ci sono i Borciali, popolo di origine centro asiatica, annodatori dei Kazak Borcialu dei quali, il nostro Yuruk, credo sia parente. Buona serata a tutti.

  6. #36
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    Carissimi colleghi: oltre sabahi, qualche libro, ed internet, non ho molte foto di kazaz particolari. Potete suggerirmi siti strani od avete foto di kazak antichi disegno lesghi particolari, da mettermi sul forum, xchè nelle prossime settimane devo vedere forse quello del tappeto bicolore e della stella tagliata, così come un lori pambak ..... a conferma che mi piacciono anche tribali-seminomadali-anatolici ..... ma tappeti veri, sia chiarissimo !!
    Grazie comunque

  7. #37
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    GRAZIE SARUQ ...... X ALTRO POST.

    MAIUSCOLO VERO.

    UNA COSA: ma un sito, è il negozio del principe di telemarket mi pare (ma non aveva venduto ??) Bye

  8. #38
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    Se per maiuscolo ti riferisci ai siti no, tutto minuscolo. Oppure clicca direttamente dal forum. E' il fratello ed il figlio Gimmi del signor Bijan, con un socio. Un saluto

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da saruq Visualizza Messaggio
    Se per maiuscolo ti riferisci ai siti no, tutto minuscolo. Oppure clicca direttamente dal forum. E' il fratello ed il figlio Gimmi del signor Bijan, con un socio. Un saluto

    Non fare troppo il furbacchione con me, GRAZIE DAVVERO .....
    e poi guarda che ti ho appena "imbucato" su filosofia ed estetica, pur senza volerti convincere.
    Pensa più in alto, caro saruq, sei troppo in gamba, x perdere tempo, anche con me, e con certi oggetti. Valuta se dedicare più tempo alla nobilitazione dell'arte vera del tappeto, anche vecchia e recente. Servi la causa e ciò che ti appassiona .... io posso solo essere fregato ed essere convinto a comprare qualcosa, ne capisco troppo poco. Però, ho forse gusto, e so emozionarmi ancora di fronte al retro del mio mashad 77x77radja contati su varie serie, o su mm di nodi x mq di herekè con fili d'oro irregolari di dimensione, o x un suf finissimo su kilim dorè di oltre 13mq, .... o una passatoia in seta di mirmedhi, disegno gombadeh, giallo oro e viola, con chiaro-scuri mozzafiato, e talmente leggero da poter sollevare con un indice e che una donna piegandola a metà può indossare come sciarpa. E poi ancora su un caucasico particolare .... pag 151 del libro sul tappeto di deagostini, caucasici .... .
    Sembra tutta robina, da usare ....... ?? GRAZIE ANCORA

  10. #40
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    HAI APPENA DETTO LA COSA MAGICA DELL'ARTE, CARO SARUQ ..... ABBELLIRE E' ARTE, NON USO. LE FINALITA' ..... ESTETICA, AMICO MIO.

    Non so se abbellire è un’arte. E chi lo sa fare, io sono un disastro, utilizza di tutto, anche cose semplici, con grandi risultati. Una composizione di fiori freschi, recisi o in vaso, delle composizioni di fiori secchi, dei paraventi di carta, delle magnifiche stampe alla parete,…….oppure un tappeto, qualsiasi esso sia. L’ho detto all’inizio, ognuno usa ciò che più soddisfa il suo gusto estetico, cui personalmente non do valenza d’arte. Non avendo al mio attivo studi filosofici ma tecnici, mi sono permesso di vedere cosa intendevano per arte i grandi filosofi. Platone ritiene che l’arte è la traduzione dell’artigiano, ovvero è la copia di un oggetto copia di un’idea. Kant sostiene che l’arte è un insieme di percezioni recepite da capacità mentali quali il gusto e l’estetica. Croce ritiene sia uno stato della mente che deve restare ben disgiunta dalla sua realizzazione materiale. Il “Devoto–Oli” definisce l’arte: “Qualsiasi forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva”. Se l’annodatrice di Qum, che annoda un finissimo tutta seta da 9000 nodi/dm², o il pastore Kashkuli che sta riproducendo un vecchio disegno in un tappeto da 2500 nodi/ dm², stanno esaltando il loro talento inventivo o la loro capacità espressiva, stanno facendo arte. Ho trovato anche una bella definizione sull’utilizzo del concetto di arte, che mi vede in assoluto accordo:
    “Il collezionista vede le opere d'arte come qualcosa da catalogare e smerciare, il profano compra secondo il suo "gusto", lo studioso considera le opere d'arte come fonte di sapere, i ricchi e i potenti si adornano di arte come segno di prestigio, ma "cosa è l'arte" costoro possono benissimo non chiederselo.
    Su questo argomento è l’ultima volta che intervengo!
    Auguro a tutti una felice notte.

 

 
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