COMUNICATO STAMPA CIRCOLO "L.LAFFRANCO"

Ancora una volta la nostra Regione sale alla ribalta della cronaca nazionale come covo di terroristi: da quelli islamisti a quelli ora degli anarco-insurrezionalisti che amano in Umbria farsi chiamare COOP-FAI: "Contro ogni ordine politico Federazione Anarchica Insurrezionale".

Sono gli stessi che hanno minacciato con bossoli di proiettili la Presidente Lorenzetti, Prodi e il presidente della Banca centrale europea. Sono gli stessi firmatari di pacchi bomba davanti ai comandi dei carabinieri di Torino, Genova e di tante altre città nel territorio umbro.
La politica sociale umbra ha fallito in ogni ramo, le regole non esistono per nessuno e la criminalità e il degrado sono stati lasciati liberi di espandersi: è così che nasce il terrorismo, l'insoddisfazione e l'ingiustizia sociale.
Dove c'è "tolleranza passiva" nascono i germi del terrorismo, capaci di nutrirsi dell'indifferenza delle istituzioni, della benevolenza di alcuni parti estremiste politiche e della rassegnazione di buona parte della popolazione che da 60 anni vede sempre la stessa politica di immigrazione sregolata e di regole sensa senso che valgono più per gli italiani che per gli stranieri.


La Regione Umbria invece di importare ricchezze e turismo nella nostra terra sa solo importare due cose: spazzatura dal Sud e terroristi di ogni sorta.

Comunque plaudiamo il lavoro delle forze dell'ordine e fiduciosi nel lavoro che svolgerà la magistratura per fare luce sulla vicenda dei 5 ragazzi. Ad oggi non ci sentiamo di definirli ancora terroristi in attesa di sentenza, però siamo qui ancora una volta per ribadire che la "questione sociale" umbra ormai è un disastro ed è colpa di una Giunta regionale rossa affarista, incapace di gestire la questione immigrazione e le classi meno abbienti.