



Non lo nego, sostengo che sono il cancro dell'Islam e che parrocchie interessate provano a farle apparrire come maggioritarie e/o dominanti.
Purtroppo, per varie ragioni, sono anche le correnti che dispongono di grandiosi mezzi finanziari e appoggi di importanti lobby politiche. Sul carro di chi si presenta con scettro e corona, c'é chi é disposto a salire e assumere ruoli ideologici con la speranza di guadagnare i suoi cinque minuti di gloria al banchetto della corte.
Come giá nell'opera di Verdi, possiamo commentare con un bel: "cortigiani, vil razza dannata".
Ma generalizzare sarebbe uno sbaglio altrettanto tremendo.




Ci sono altri versetti che meritano di essere spiegati per evitare incriminanti interpretazioni sull'Islam: quando Allah vi promise che una delle due schiere [sarebbe stata] in vostro potere, avreste voluto che fosse quella disarmata!Invece Allah voleva che si dimostrasse la Verità [delle sue parole] e [voleva] sbaragliare i miscredenti fino all'ultimo (Corano 8, 7). Sembra che il Dio dei musulmani voglia la guerra a tutti i costi, e pure sanguinosa. In realtà questa sura fu in parte rivelata a Maometto durante e appena dopo la grande battaglia di Badr, guerra che segnò la svolta decisiva della prima comunità islamica. Una piccola notazione sul termine "miscredenti": esso è una traduzione generica di molti termini arabi, con esso si intendeva riferirsi ai Quraysh (i pagani), ai politeisti, agli ebrei, ai cristiani e ai traditori musulmani che minacciavano continuamente la neo-comunità islamica.
Ritornando alla nostra sura. I "miscredenti" avevano intenzione di attaccare e distruggere la nuova città islamica di Medina (Yahtrib), dopo che la comunità musulmana aveva, nel 623 d.C., deliberato la costituzione islamica della stessa. Allah diede l'autorizzazione alla sua comunità non solo di difendersi, ma anche quella di riprendersi i propri beni e diritti negati dai miscredenti alla Mecca. Ci furono due scontri tra i medinesi e i Quraysh di Mecca. Il primo avvenne sulla strada da Ta'if a Mecca, presso Nakhla, dove i musulmani vinsero su una carovana di mercanti meccani; il secondo scontro vide come protagonisti un'altra carovana di Mecca di ritorno dalla Siria, questa volta i musulmani persero la battaglia (i meccani avevano saputo da traditori dell'agguato e si prepararono per vincere). A questo punto Maometto, ispirato da Allah, decise di combattere per sconfiggere "una delle due schiere": la carovana (quella meno armata) o direttamente l'esercito meccano. Ecco il senso del versetto 7 della sura 8, combattere la schiera più armata, l'esercito meccano, per sconfiggerlo definitivamente.
Da qui seguono i versetti 12-15 della stessa sura 8: Io sono con voi, rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nel cuore dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! [.] I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! O voi che credete, quando incontrerete i miscredenti in ordine di battaglia non volgete loro le spalle.
In definitiva gli appelli alla violenza presenti nel Corano o attribuiti al profeta Maometto, una volta separati dal particolare contesto storico in cui sono stati per la prima volta enunciati, acquisterebbero il senso figurato di quelli, non meno bellicosi, del Dio biblico o del "Dio degli eserciti" a cui fa riferimento la preghiera cristiana. Una citazione dalla Bibbia: Io manderò innanzi a te il mio terrore; metterò rotta ogni popolo... (Esodo, 23, 27). Letta in questa maniera l'indicazione potrebbe far pensare che l'Altissimo dei cristiani è un Dio violento. Inserita nel suo contesto, la citazione ovviamente cambia "colore".
La guerra, quindi, per l'islam è ammessa solo come conseguenza alla difesa, a seguito di un'aggressione e limitatamente alla riappropriazione da parte della comunità dei diritti lesi durante un attacco esterno. Secondo un hadith di Maometto, ci sono quattro cose che sono sacre ad ogni musulmano e che lo autorizzano a reagire: il nome di Allah (ossia il rispetto totale dell'Altissimo), il "sangue" (ossia l'integrità fisica dell'uomo nel suo complesso), i beni (ossia ciò che si possiede onestamente), l'onore (ossia la rispettabilità della persona e della sua famiglia). Tutto il resto deve rientrare, come nel Cristianesimo, nel sentimento del perdono, della riconciliazione e della pazienza nelle avversità. Si legge nel Corano alla sura 37, versetto 43: La sanzione di un torto è un male corrispondente (legge del contrappasso), ma chi perdona e si riconcilia avrà in Allah il suo compenso. In verità Egli non ama gli ingiusti. [.] Non c'è sanzione se non contro coloro che sono ingiusti con gli uomini e, senza ragione, spargono la corruzione sulla Terra; essi avranno doloroso castigo. Quanto invece, a chi è paziente e indulgente, questa è davvero la miglior disposizione.
Il Corano, inoltre, enfatizza l'omicidio ingiusto e di aggressione, rendendolo pari alla ripugnanza di uccidere l'umanità tutta. Dice, infatti, l'Altissimo: Chiunque uccide un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra , sarà come se avesse ucciso l'umanità intera (Corano 5, 32).
I giuristi (fuqahâ) hanno concepito una visione del mondo diviso in due parti: la prima si chiama Dâr al-Islâm (Casa dell'Islam) e fanno parte tutti i Paesi in cui regna l'Islam; la seconda è Dâr al-Harb (Casa della Guerra) dove ci sono tutti quei Paesi destinati ad entrare sotto il dominio islamico. Nel frattempo, si stabilisce con loro un trattato di pace, passano cioè nella Dâr al-Ahd (Casa del Patto). I giuristi contemporanei dell'Islam continuano ad usare l'espressione Dâr al-Islâm, in riferimento ai Paesi islamici, e preferiscono l'espressione Dâr al-kufr (Casa della miscredenza) per tutti gli altri Paesi.
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Secondo il riassunto di Ibn Hischam della Sirat Rasul Allah di Ibn Ishaq, che é considerata la piú antica biografia del Profeta (su di Lui la pace), Aischa é diventata mussulmana prima di Umar ibn al-Khattab, ció significa che nell'anno 622 d.C., anno del suo matrimonio, doveva avere almeno 14 anni;
Tabari racconta che Abu Bakr otto anni prima dell'Egira (622 d.C.) quando voleva espatriare per l'Etiopia, é andato da Mut'im, il cui figlio era fidanzato con Aischa, per parlargli del matrimonio fra Aischa e suo figlio. Mut'im rifiutó l'offerta poiché nel frattempo Abu Bakr era diventato mussulmano. Se si presuppone che Aischa si sposó a nove anni, significa che in questo periodo non fosse ancora nata;
Secondo Ibn Hadjar, Fatima era di cinque anni piú vecchia di Aischa e nacque quando il Profeta (la pace su di Lui) ne aveva 35. Da momento che La sua data di nascita viene data circa nell'anno 570 d.C. e che emigró nel 622 d.C., significa che Aischa doveva avere almeno 12 anni;
Secondo Abd al-Rahman ibn abi Zinad, Aischa era di dieci anni piú giovane di sua sorella Asma. Ibn Kathir racconta che Asma fu testimone della morte del proprio figlio nel 695 d.C. e poco dopo morí lei stessa all'etá di 100 anni. Ció viene confermato da Ibn Hdjar al-Asqalani che ´ne conferma l'etá e che data l'anno di morte come il 695 o il 697. Perció Asma aveva 26 anni nel 622 e quindi Aischa ca. 16. Secondo questo calcolo, Aischa doveva quindi avere 18 o 19 anni quando cominció ad abitare col Profeta (su di Lui la pace);
Aischa partecipó alla battaglia di Badr (624) e alla battaglia di Uhud (625). Dal momento che era permesso prendere parte alle battaglie solo dopo il compimento del quindicesimo anno d'etá, significa che nell'anno del suo matrimonio doveva avere 12 o 13 anni;
In un Hadith di Bukhari, Aischa dice: " Ero una bambina (djariya) quando fu rivelata la sura al-Qamar". La sura al-Qamar é stata rivelata otto anni prima dell'Egira. Se si fosse sposata a nove anni, al momento della rivelazione sarebbe stata una neonata (sabiyya). La parola djariya é riservata a bambine fra i sei e i tredici anni, ció significa che al matrimonio aveva almeno 13 o 14 anni;
Aischa viene chiamata da molti autori col nome di Bikr giá al momento della discussione del suo fidanzamento tre anni prima del matrimonio. Bikr é riservato alle ragazze giá sessualmente mature.
Hai ragione, gentile Abdullah.Originariamente Scritto da Abdullah
non intendo generalizzare e so bene che nell'Islam non mancano correnti assolutamente pacifiche, ma la parola di Dio è una e immutabile, come sai...quindi il cancro insieme alla parte sana sarà sempre presente finché ci sarà l'Islam. e, quel che è peggio, non avrà mai una cura.
Non esattamente. la Bibbia è l'Antico Testamento, il Vangelo il Nuovo. entità contigue ma separate.Originariamente Scritto da polemiko
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Giustissimo, tutto è relativo ad un particolare contesto, sia nel Corano che nella Bibbia. però mentre molte situazioni bibliche sono definitivamente storicizzate, e quindi non più attuali, il Corano in quanto parola diretta di Dio vale sempre, incancellabile, in qualsiasi periodo della storia, e ora come allora valgono le sue prescrizioni nella loro integrità. da questo punto di vista, nessun paragone con la Bibbia è possibile.In definitiva gli appelli alla violenza presenti nel Corano o attribuiti al profeta Maometto, una volta separati dal particolare contesto storico in cui sono stati per la prima volta enunciati, acquisterebbero il senso figurato di quelli, non meno bellicosi, del Dio biblico o del "Dio degli eserciti" a cui fa riferimento la preghiera cristiana. Una citazione dalla Bibbia: Io manderò innanzi a te il mio terrore; metterò rotta ogni popolo... (Esodo, 23, 27). Letta in questa maniera l'indicazione potrebbe far pensare che l'Altissimo dei cristiani è un Dio violento. Inserita nel suo contesto, la citazione ovviamente cambia "colore".
Mmmm, no. se così fosse non si spiegherebbero gli innumerevoli attacchi contro le coste del Nordafrica e dell'Europa centromeridionale, italiane in particolare, secoli prima delle crociate e senza una minaccia preventiva... d'altro canto la stessa definizione Dâr al-Harb la dice lunga, il semplice fatto di non essere islamici è motivo di guerra: "Combatteteli dunque finché non vi sia più scandalo e il culto tutto sia reso solo a Dio" (Sura 8La guerra, quindi, per l'islam è ammessa solo come conseguenza alla difesa, a seguito di un'aggressione e limitatamente alla riappropriazione da parte della comunità dei diritti lesi durante un attacco esterno.9) e, per chi non fosse d'accordo come Abdallah, c'è l'ammonimento chiaro e tondo che si spinge fino alla minaccia di dannazione eterna: "V'è prescritta la guerra anche se ciò possa spiacervi" (Sura 2:216) "Se non vi lancerete in battaglia, Iddio vi castigherà di castigo crudele, vi sostituirà con un altro popolo, e voi non gli farete alcun danno, ché Dio è su tutte le cose potente!" (Sura 9
9) "Pensate forse di entrare in Paradiso senza che Dio vi veda combattere la guerra santa con fede salda e sicura?" (Sura della casa di Amram, 142.)
La classica indoratura della pillola. i miscredenti sono comunque destinati ad islamizzarsi o soccombere o sopravvivere come cittadini di serie b, sottoposti a umiliazioni e discriminazioni di ogni tipo. dov'è il rispetto della diversità, compagno?I giuristi (fuqahâ) hanno concepito una visione del mondo diviso in due parti: la prima si chiama Dâr al-Islâm (Casa dell'Islam) e fanno parte tutti i Paesi in cui regna l'Islam; la seconda è Dâr al-Harb (Casa della Guerra) dove ci sono tutti quei Paesi destinati ad entrare sotto il dominio islamico.
I giuristi contemporanei dell'Islam continuano ad usare l'espressione Dâr al-Islâm, in riferimento ai Paesi islamici, e preferiscono l'espressione Dâr al-kufr (Casa della miscredenza) per tutti gli altri Paesi![]()