Sinistra critica ha le idee chiare perchè parla come se fosse già fuori dal partito, non le interessa cosa succederà dentro il partito perchè secondo lei il percorso è già tracciato, gli interessa formalizzare la scissione attraverso congresso.
Chi affronterà il congresso "da dentro" intanto dirà che tipo di partito comunista vuole, quale deve essere la tattica di fase e la strategia di lungo periodo, quale il metodo gestionale, quali le alleanze e quali gli antagonisti, quali le formule organizzative e le prospettive immediate. Ma non si può ragionare a bocce ferme, come se la storia non procedesse per la sua strada e se le cose restassero sempre uguali. Ancora non sappiamo quanto durerà il governo Prodi, quale legge elettorale uscirà dall'inciucione, che sviluppi prenderà la lotta di classe nel prossimo futuro, se realmente i piani della direzione seguiranno un percorso lineare o se verranno scompaginati dall'evoluzione dei fatti.
Ancora non c'è niente di scritto -a parte il simobolo della Sinistra -, nè la Cosa rossa nè altro. Una cosa sono le intenzioni (che conosciamo), un'altra la realtà. Sappiamo però che tanta gente seguirà Rifondazione e non capirà scissioni e frazionismi. Abbiamo visto che tanta gente -più di quanto prevedessero i suoi organizzatori - ha seguito le bandiere del partito il 20 ottobre. Sappiano che non possiamo separarci da quella gente rinchiudendoci nel cortile dei rivolizionari senza macchia e senza paura.
E' l'evoluzione della lotta di classe che ti dice se è giunta l'ora per fare le scissioni o no. Sarà la lotta di classe a decidere delle sorti di Rifondazione. Allora si vedrà come comportarsi.






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