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Discussione: Infedele

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da deaprile Visualizza Messaggio
    epperò mi pare che la posizione chiara ce l'hanno solo da una parte sinistra critica e dall'altra i bertinottiani più ortodossi....il resto fa ampio uso di paroloni sulla difesa del partito (in parte condivisibile, eh) però poi, alla prova dei fatti, non si capisce nulla sul dopo....cioè, si va al congresso, e va bene, ma, posto che il percorso che la mozione che uscirà vincente proporrà è chiaro e delinato (questo 3d lo dimostra, anche se a onor del vero non mi pare che sia la prima volta che Vendola muova critiche a Cuba)....i compagni che dissentono (seriamente, eh....non strumentalmente come essere comunisti)....che cazzo faranno??

    EDIT: vedo che qualcuno mi ha preceduto, ma purtroppo non ha ricevuto risposte
    Sinistra critica ha le idee chiare perchè parla come se fosse già fuori dal partito, non le interessa cosa succederà dentro il partito perchè secondo lei il percorso è già tracciato, gli interessa formalizzare la scissione attraverso congresso.

    Chi affronterà il congresso "da dentro" intanto dirà che tipo di partito comunista vuole, quale deve essere la tattica di fase e la strategia di lungo periodo, quale il metodo gestionale, quali le alleanze e quali gli antagonisti, quali le formule organizzative e le prospettive immediate. Ma non si può ragionare a bocce ferme, come se la storia non procedesse per la sua strada e se le cose restassero sempre uguali. Ancora non sappiamo quanto durerà il governo Prodi, quale legge elettorale uscirà dall'inciucione, che sviluppi prenderà la lotta di classe nel prossimo futuro, se realmente i piani della direzione seguiranno un percorso lineare o se verranno scompaginati dall'evoluzione dei fatti.

    Ancora non c'è niente di scritto -a parte il simobolo della Sinistra -, nè la Cosa rossa nè altro. Una cosa sono le intenzioni (che conosciamo), un'altra la realtà. Sappiamo però che tanta gente seguirà Rifondazione e non capirà scissioni e frazionismi. Abbiamo visto che tanta gente -più di quanto prevedessero i suoi organizzatori - ha seguito le bandiere del partito il 20 ottobre. Sappiano che non possiamo separarci da quella gente rinchiudendoci nel cortile dei rivolizionari senza macchia e senza paura.

    E' l'evoluzione della lotta di classe che ti dice se è giunta l'ora per fare le scissioni o no. Sarà la lotta di classe a decidere delle sorti di Rifondazione. Allora si vedrà come comportarsi.

  2. #22
    deaprile
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Sinistra critica ha le idee chiare perchè parla come se fosse già fuori dal partito, non le interessa cosa succederà dentro il partito perchè secondo lei il percorso è già tracciato, gli interessa formalizzare la scissione attraverso congresso.
    Scissione un belino, sinistra critica se ne andrà se verrà confermata (e tutto lascia prevedere che lo sarà) la linea del superamento di rifondazione. E il suo atteggiamento è una scelta obbligata, tra espulsioni, esclusioni, tagli e in alcuni casi mobbing gratuito. Tra l'altro a Genova il partito, falcidiato e ridotto al commissariamento dalla folle gestione bertinottiana ortodossa, viene tenuto in piedi anche da fior di compagni di sinistra critica....su questo punto non accetto morali da nessuno, l'impegno, soprattutto a livello di militanza, è fuori discussione.
    Comunque ci presenteremo al congresso con una mozione netta, la battaglia (non solo nostra, eh) verrà impedita dalle ridicole regole che gli organi designati stanno definendo ma ci si impegnerà lo stesso (più di altri di certo). Se per miracolo il congresso determinasse alcuni dietrofront non credo che la separazione sarà così automatica.

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Chi affronterà il congresso "da dentro" intanto dirà che tipo di partito comunista vuole, quale deve essere la tattica di fase e la strategia di lungo periodo, quale il metodo gestionale, quali le alleanze e quali gli antagonisti, quali le formule organizzative e le prospettive immediate.
    Questo, tra le minoranze, lo sta facendo solo sinistra critica e pure a chiare lettere, per il resto vedo molto sterile identitarismo, molto mobilitarsi sul breve periodo, ma moltissima confusione sul futuro. Falcemartello ad esempio su cosa farà una volta sancita la cosa rossa tergiversa (per usare un eufemismo). Ovviamente sappiamo tutti come andrà a finire (ridicolo entrismo testimoniale, del quale ci dai ampia anticipazione nel seguito del tuo post).

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Ma non si può ragionare a bocce ferme, come se la storia non procedesse per la sua strada e se le cose restassero sempre uguali. Ancora non sappiamo quanto durerà il governo Prodi, quale legge elettorale uscirà dall'inciucione, che sviluppi prenderà la lotta di classe nel prossimo futuro, se realmente i piani della direzione seguiranno un percorso lineare o se verranno scompaginati dall'evoluzione dei fatti.
    Eh?? Quindi per fare un documento congressuale chiaro occorre saper prevedere il futuro?? E da quando?? Nel 2005 non si sapeva nè dell'esito primarie, nè della percentuali elettorali, nè della legge elettorale, eppure mi pare che i documenti fossero tutti chiari. Il congresso ovviamente si fa tenendo conto della linea precedente e della situazione politica recente, direi che già fermandoci a questo di "carne al fuoco" ce n'è a sufficienza, gli scenari futuri al massimo si possono prospettare (e anche su questo sinistra critica non si tira indietro), per il resto si fa il bilancio degli anni passati. Mi pare veramente paradossale ribadire queste ovvietà, mi rendo conto del resto che svicolare sia pressochè d'obbligo.

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Ancora non c'è niente di scritto -a parte il simobolo della Sinistra -, nè la Cosa rossa nè altro. Una cosa sono le intenzioni (che conosciamo), un'altra la realtà. Sappiamo però che tanta gente seguirà Rifondazione e non capirà scissioni e frazionismi. Abbiamo visto che tanta gente -più di quanto prevedessero i suoi organizzatori - ha seguito le bandiere del partito il 20 ottobre.
    Ma come, prima mi parli di assoluta incertezza e poi fai ampio uso di scenari ineluttabili?? La cosa rossa non sarà ancora cosa scritta (ma tra venti giorni fanno addirittura gli "stati generali"...alla faccia del "nulla è stato deciso") ma c'è, eccome se c'è. E, ripeto, nessuno vuole fare scissioni nè frazionismi fini a se stesso (a parte chi espelle). Qui cambia proprio lo scenario del partito.

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Sappiano che non possiamo separarci da quella gente rinchiudendoci nel cortile dei rivolizionari senza macchia e senza paura.
    Questo non lo vuole fare nessuno. A meno che tu non stia dicendo che stare fuori dalla cosa rossa equivalga ad estraniarsi dalla lotta....nel qual caso, sonore risate.

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    E' l'evoluzione della lotta di classe che ti dice se è giunta l'ora per fare le scissioni o no.
    Ripeto, nessuna scissione, non insistere. Comunque queste sono le classiche argomentazioni da inutile entrismo trotskista, grazie di averci chiarito le idee su falcemartello e sulla sua partecipazione alla cosa rossa, spero lo farete anche nei circoli al momento del congresso.

    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Sarà la lotta di classe a decidere delle sorti di Rifondazione. Allora si vedrà come comportarsi.
    Direi di no, mi pare che a decidere delle sorti di rifondazione siano squallide manovre di palazzo. Rifondazione nei luoghi della lotta di classe farebbe bene a rientrarci, prima di tutto....

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da deaprile Visualizza Messaggio




    Ma come, prima mi parli di assoluta incertezza e poi fai ampio uso di scenari ineluttabili?? La cosa rossa non sarà ancora cosa scritta ma c'è, eccome se c'è.
    E cos'è?

    Se ce lo spieghi...

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da deaprile Visualizza Messaggio
    Scissione un belino, sinistra critica se ne andrà se verrà confermata (e tutto lascia prevedere che lo sarà) la linea del superamento di rifondazione. E il suo atteggiamento è una scelta obbligata, tra espulsioni, esclusioni, tagli e in alcuni casi mobbing gratuito. Tra l'altro a Genova il partito, falcidiato e ridotto al commissariamento dalla folle gestione bertinottiana ortodossa, viene tenuto in piedi anche da fior di compagni di sinistra critica....su questo punto non accetto morali da nessuno, l'impegno, soprattutto a livello di militanza, è fuori discussione.
    Comunque ci presenteremo al congresso con una mozione netta, la battaglia (non solo nostra, eh) verrà impedita dalle ridicole regole che gli organi designati stanno definendo ma ci si impegnerà lo stesso (più di altri di certo). Se per miracolo il congresso determinasse alcuni dietrofront non credo che la separazione sarà così automatica.
    Ma vedi, matteo, io non sto mettendo in discussione l'impegno e la militanza di Sinistra critica, che è un fatto riconosciuto da tutti, semmai critico una scelta che mi pare affrettata e sbagliata, almeno in questa fase.

    Non c'era proprio bisogno di arrivare a questo congresso per accorgersi del "superamento" di Rifondazione comunista. Cosa rossa o meno, la Rifondazione come partito del conflitto, dei movimenti, della trasformazione, è finita da un pezzo, se mai fosse esistita. L'entrata al governo non ha fatto che sancire un dato di fatto e gli sviluppi successivi (opportunismo, carrierismo, liquidazionismo) erano già presenti in potenza nella cosiddetta fase "movimentista", quando voi sostenevate la maggioranza.

    Se Rifondazione dà per scontata l'alleanza strategica col PD, la concertazione, la logica della riduzione del danno, il governismo a tutti i costi, che lo faccia da sola o in compagnia, non cambia la sostanza delle cose. Non sono i simboli che fanno la differenza. Cosa rossa o meno, Rifondazione è un partito riformista e non comunista da parecchio tempo. La difesa formale di una tradizione è la difesa di un guscio vuoto.

    Sbagliano tutti coloro che faranno un congresso incentrato esclusivamente sulla difesa di un simbolo, che, pur rimandendo tale, verrebbe calpestato e infangato ogni qual volta ci saranno da votare guerre esterne contro i popoli coloniali e guerre interne contro i lavoratori e gli immigrati. Se c'è un modo con cui non si rende giustizia alla difesa del simbolo e della tradizione comunista, quello è il modo seguito dai comunisti italiani fin dalla loro scissione di destra, dal bombardamento della Serbia, dal sostegno ai vari governi degli anni '98-2001. Andare a rendere omaggio alla salma di Lenin, dopo aver inanellato una serie di "successi" di questo genere, aggiunge al danno la beffa.

    Sapevamo tutti di fare attività in un partito in cui i comunisti (con tutte le articolazioni del caso) erano in "minoranza", non vedo cosa cambierà nella sostanza quando la foglia di fico del simbolo verrà definitivamente rimossa. Eppure siamo rimasti in Rifondazione perchè Rifondazione è punto di riferimento, e resterà tale ancora per un po' di tempo, di un certo settore della società da cui i comunisti non si possono nè si devono in alcun modo segregare.

    Se il Congresso avrà un senso, sarà quello di chiarire a tutti gli iscritti cosa intenda fare nel prossimo futuro il partito rispetto al Pd, alle politiche del lavoro, alle guerre imperialistiche, alla repressione dell'immigrazione. Ma in un periodo di grande incertezza e bruschi cambiamenti come questo, non si può determinare a tavolino un'uscita a sinistra o la creazione di un nuovo soggetto. Sarà il dopocongresso che ci indicherà, a prescindere dalle intenzioni dei singoli, quale piega prenderanno gli avvenimenti.

 

 
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