Doina Matei, la ragazza rumena protagonista di un alterco alla metropolitana conclusasi con la morte di Vanessa Russo, è stata condannata a sedici anni di carcere, nonostante non si poteva non riconoscerle la preterintenzionalità del delitto. Non c'era alcuna volontà di uccidere.
La ragazza e la sua amica minorenne sono state oggetto di un pubblico linciaggio dei massmedia italiana che hanno insistito a lungo sulla tesi dello omicidio volontario e della protesta organizzata dalla destra nazifascista romana. La loro triste condizione umana è stata svergognata senza alcun rispetto.
Non c'è dubbia che la durezza inusitata della sentenza è influenzata anche dal fatto che la ragazza è rumena e che per vivere di prostituiva.
Certamente la sua degradata condizione di vita (anche se dovuta alla necessità di aiutare la famiglia in patria) ha influito su una decisione che non fa onore al diritto italiano.
Non credo che esistano molti delitti preterintenzionali che siano stati puniti cosi severamente. In media la pena varia da tre a sei anni.
Spero che la sinistra vorrà reagire a tanta durezza ed aiutare la ragazza nelle fasi successiva del giudizio.
Spero che i Giuristi Democratici e l'Ambasciata rumena a Roma non abbandonino ad un destino cosi inaccettabile Doina.
Pietro Ancona
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