Prodi e Napoli
Un solo responsabile
di Arturo Diaconale
Non facciamoci fuorviare dall’impiego dell’esercito nelle strade di Napoli. Si tratta di una semplice sceneggiata. Non napoletana ma più modestamente emiliana. E’ la sceneggiata che il Presidente del Consiglio recita per colpire l’immaginazione dell’opinione pubblica e per dimostrare che il governo non scherza ed ha deciso di fare sul serio per eliminare la “munnezza” che deturpa una delle più belle città del mondo. Ma tutti sanno che l’impiego del “soldato-spazzino”, oltre ad umiliare le Forze Armate che non si meritano di essere condannate alla ramazza in servizio permanente effettivo, è solo apparenza. Nella sostanza le soluzioni radicali di Romano Prodi sono il ritorno al piano presentato da Guido Bertolaso l’anno scorso. E, soprattutto, la decisione di richiamare finalmente all’ordine quel campione del “fronte del non fare” che risponde al nome del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
Le due soluzioni sono strettamente legate. A bocciare il piano dell’allora Commissario all’emergenza dei rifiuti napoletani fu il leader dei Verdi fortemente contrario alla costruzione di un termovalorizzatore. Lo scontro non avvenne affatto in privato ma, sia pure nell’autocensura dei media vicini al centrosinistra, ebbe una certa risonanza sui giornali. Non fosse altro perché, proprio a causa dell’ostilità del Ministro dell’Ambiente, il commissario Bertolaso rassegnò le dimissioni. Rosa Russo Iervolino, seccata per l’evidente tentativo di Prodi di scaricare ogni tipo di responsabilità sulle amministrazioni locali, ha rivelato che il Presidente del Consiglio era a conoscenza della gravità della situazione e non fece nulla per affrontarla. Ma non c’era bisogno delle rivelazioni del sindaco di Napoli per sapere che Romano Prodi conosceva da più di un anno la gravità della situazione e scelse consapevolmente di subire le imposizioni di Pecoraro Scanio e scaricare Guido Bertolaso.
Ora Prodi torna sui propri passi. Recupera il piano predisposto dal Commissario di allora e rimette in riga il Ministro dell’Ambiente con lo spauracchio della crisi di governo sulla “munnezza”. Ma intanto un anno è stato buttato all’aria. Ed una delle città più importanti d’Italia e l’immagine complessiva del nostro paese nel mondo sono state sfregiate in maniera permanente. Tutto per colpa di un Presidente del Consiglio che, pur di non irritare uno dei suoi partner della maggioranza, ha chiuso gli occhi di fronte alla realtà. Sbaglia, allora, l’opposizione, a chiedere le dimissioni di Bassolino e di Pecoraro Scanio. Il responsabile è uno solo. Si chiama Romano Prodi. E per decenza dovrebbe essere il primo ad uscire di scena.
http://www.opinione.it/pages.php?dir...rt=122&aa=2008





Rispondi Citando


......è nato l'uovo o la gallina....meglio cominciare a PULIRE NO?.....la gente ha già cominciato....certe persone NO
.
