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  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Caro Pastorelli,

    Lei ha detto che in Cattolica si metterebbe (e si manterrebbe) in cattedra Satana in persona. Ancora una volta le perdonerò le ellissi: ma il senso è ben chiaro. Le chiedo quindi formalmente di giustificare nei fatti, argomentandola, questa sua incredibile affermazione, o alternativamente di scusarsi per aver mormorato pubblicamente.

    Poi, se non vuole farlo, pazienza, io dormo tranquillo lo stesso. Però evidentemente anche il silenzio mi dice qualcosa. Su di lei.

    B.
    PER L'ULTIMA VOLTA
    Tu fingi di non capire per continuar ad aggredir le persone, anche aggrappandoti agli specchi aguzzi dello stile. Sull'argomento ho già scritto in privato a Lepanto.

    Ho chiarito la genesi dell'errore, cioè la confusione che ho fatto tra Cattolica e S. Raffaele e me ne son rammaricato, ma tu non hai voluto prenderne atto ed hai continuato in modo ignobile la polemica.
    Anche un bambino, dopo il mio chiarimento, avrebbe compreso che Le mie parole, da te citate, si riferivano non alla Cattolica ma a S. Raffaele che affida cattedre a teologastri come il Mancuso (distrutto da Civiltà Cattolica: grazie, Giacomina. per la segnalazione: son io che t'avevo ringraziato in privato) il quale sparge le più perniciose eresie, anzi distrugge, com'ho scritto in precedenza, l'essenza stessa del Cristianesimo. E chi fa ciò non è certo un angelo sceso dal cielo: o forse sì, quello che porta un altro Vangelo.
    E ora pigliati 'na tisana e riposa in pace (momentanea: preciso, perché potresti attribuir altro significato a questo invito).

    LEPANTO E MAPPO, VI PREGO VIVAMENTE, POICHE' LA MIA IMPERIZIA M'IMPEDISCE DI FARLO, DI CANCELLARMI DAL FORUM. GRAZIE

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da dante pastorelli Visualizza Messaggio
    Ho chiarito la genesi dell'errore, cioè la confusione che ho fatto tra Cattolica e S. Raffaele e me ne son rammaricato, ma tu non hai voluto prenderne atto ed hai continuato in modo ignobile la polemica.
    Anche un bambino, dopo il mio chiarimento, avrebbe compreso che Le mie parole, da te citate, si riferivano non alla Cattolica ma a S. Raffaele che affida cattedre a teologastri come il Mancuso (distrutto da Civiltà Cattolica: grazie, Giacomina. per la segnalazione: son io che t'avevo ringraziato in privato) il quale sparge le più perniciose eresie, anzi distrugge, com'ho scritto in precedenza, l'essenza stessa del Cristianesimo.
    Ma non si arrabbi, Pastorelli, siamo qui per parlare. Io sono rilassatissimo, le giuro. Non prenda cappello, stia qui e discuta, se può. A volte non ci si perde a confrontarsi anche duramente, non trova?

    Mi scusi ma non sono convinto di quel che dice. Lei ha certamente sbagliato indicando Mancuso come docente della Cattolica. Ma quando lei, commentando, aggiunge:

    Mi dicon che insegna alla Cattolica di Milano. Oggi, in questa università un tempo fiore all'occhiello della Chiesa, metterebbero e manterrebbero in carica Satana in persona. Le cattedre "cattoliche" ormai son diventate seggiole rotte.
    è evidente che si riferisce proprio alla Cattolica. Vita-Salute non è mai stata fiore all'occhiello di alcuna Chiesa, direi (e per fortuna sua). Mi dispiace, ma è fin troppo chiaro che lei prende spunto da un errore per fare una considerazione fortemente negativa - generale e generica - sull'Università Cattolica. E io di questo le chiedevo conto. A che cosa si riferisca, e che volti e che nomi avessero questi satanassi. E' una domanda difficile?

    Le ripeto, Pastorelli, non si alteri. Se può risponda, se no pazienza. Ma non voglio farla arrabbiare.

    B.

  3. #33
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    Per la rabbia, un pò di sollievo

    http://it.youtube.com/watch?v=Mg24Ys...eature=related

    e anche

    http://it.youtube.com/watch?v=3D8DCZ6Sz4c




    Torniamo a parlar (mò comincio pur io), di teologia o bischeri.

  4. #34
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    Ottima scelta per un break,

    very goodl Pf

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Torniamo a parlar (mò comincio pur io), di teologia o bischeri.
    Eh, ma guarda che la stiamo facendo, la teologia, o grullo :- )

    Senti. Né il mio interlocutore né io stimiamo particolarmente Vito Mancuso (anche se secondo me la critica di Forte è più raffinata ed efficace di quella del padre Barucci) eppure ci scontriamo e ci siamo scontrati. E perché? Se ci pensi, c'è più di una ragione.

    In primo luogo confesso e accuso un mio limite personale e autobiografico nel confrontarmi con un linguaggio e uno stile religioso (come direbbe Hans Urs von Balthasar) che conosco - ahimé - fin troppo bene. Non è solo questione di apocope, di scapaccioni, di uggiosi vezzi di scrittura, ovviamente. E' (o: Gli è) che quel linguaggio evoca in me un mondo soffocante e meschino che con gioia profonda mi sono lasciato alle spalle. Questo mondo è fatto, per sfortuna di Firenze, dai fiorentini medesimi, che sono la vera piaga della città, ben più dei turisti o dei piccioni. Non credo che nessuno se non un fiorentino (o, come me, un ex-fiorentino) possa veramente capire cos'è la Chiesa a Firenze, cosa sono i pissi-pissi da sacrestia, i giudizietti velenosetti, i taglia-e-cuci a mezza bocca, i pallori (sic, sic...) gonfiati. La Chiesa di Firenze talmente insopportabile (nello splendore della sua storia e nella bellezza - anche - della sua gente) che i santi, che pure vi nascono, hanno quasi la sola scelta di rovesciare tutto, e sono vigorosamente tentati dall'errore e - purtroppo - dall'eresia.

    Penso che fare il Pastore a Firenze sia veramente una chiamata ad un lento martirio, così scarno è il gregge e così tanti invece i pastorelli (mi si perdoni la brutta e troppo facile battuta di cui immediatamente mi pento). Ma sta di fatto che - giungendo a Milano - mi è subito sembrato di uscire all'aperto e di respirare aria fresca. Lo ripeto: è un mio limite. Sentire quei discorsi è come se risvegliasse in me una ferita antica. Se sono stato sgarbato con il mio interlocutore gliene chiedo scusa con sincerità.

    Ma, in secondo luogo, mi ha spinto e mi spinge a scontrarmi il desiderio che siano preservate le condizioni per un confronto adeguato.

    Qui si fanno nomi di persone, di sacerdoti, di scandali. Si parla di un don Santoro fiorentino - che non conosco - alludendo alle sue messe come a chissà-che-cosa (e naturalmente ci si guarda bene dal dire che cosa sia questo chissà-che-cosa: si tratta di una messa nera o uno schitarramento come - ahimé - tanti?) - si parla di don Stinghi, del cardinale Piovanelli, del cardinale Martini, si allude ad Istituzioni accademiche cattoliche come a quinte colonne del demonio. Si ingiuria Mancuso, definendolo teologastro. Non va bene.

    Prima di tutto perché potrebbe addirittura integrare il reato previsto e punito dall'articolo 595 del Codice Penale con le aggravanti del mezzo stampa (e forse su questo la moderazione dovrebbe effettivamente essere un po' più accorta, perché potrebbe andarci di mezzo anche lei, e mi dispiacerebbe molto). Ogni tanto io lo ripeto, però è importante che tutti noi (a cominciare da Barsanufio, specie quando fa il toscano) ci assumiamo responsabilmente il compito di andarci cauti coi nomi, coi dati sensibili, con le offese. Però, anche se vogliamo perdere questo, si tratta atteggiamenti che rendono impossibile l'articolazione di qualunque genere di discorso. La critica deve essere possibile, e talvolta può e deve essere durissima. Ma quanto più è dura e inflessibile sui contenuti tanto più deve essere poggiata su una base indiscutibile di rispetto.

    Ma c'è anche un terzo luogo. Sento che vi è un compito in un certo senso (limitatissimo) storico: che consiste, per la precisione, nel togliere a certi 'tradizionalisti' il monopolio della difesa della Tradizione. Non è tollerabile che la difesa dell'Antico Rito, della sua grandezza e bellezza, sia affidata a gente così, totalmente incapace di confrontarsi, a viso aperto e a visiera alzata, con quel luogo teologico che è il presente (nel caso di specie le tesi di Mancuso). Senza sparlare e infangare questo e quello. Quel tesoro deve essere loro sottratto. Non si deve più pensare che chi ama, difende e diffonde l'antico rito, faccia necessariamente parte di questa compagnia.

    L'Antico Rito è un bambino che ci giunge nel suo bagnetto di acqua sporca. Il Concilio V-II, probabilmente, fu talmente disgustato dall'acqua sporca che volle buttare via - come si dice - anche il bambino. Ma questi 'tradizionalisti', invece, sono affascinati precisamente dall'acqua sporca: e per averla sono disposti, bongré malgré, a tenersi il bambino.

    Grazie, Barsanufio

  6. #36
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    Prima di tutto perché potrebbe addirittura integrare il reato previsto e punito dall'articolo 595 del Codice Penale con le aggravanti del mezzo stampa (e forse su questo la moderazione dovrebbe effettivamente essere un po' più accorta, perché potrebbe andarci di mezzo anche lei, e mi dispiacerebbe molto). Ogni tanto io lo ripeto, però è importante che tutti noi (a cominciare da Barsanufio, specie quando fa il toscano) ci assumiamo responsabilmente il compito di andarci cauti coi nomi, coi dati sensibili, con le offese. Però, anche se vogliamo perdere questo, si tratta atteggiamenti che rendono impossibile l'articolazione di qualunque genere di discorso. La critica deve essere possibile, e talvolta può e deve essere durissima. Ma quanto più è dura e inflessibile sui contenuti tanto più deve essere poggiata su una base indiscutibile di rispetto.


    Saggio consiglio questo. Dovrebbe far riflettere.





    ps.

    OT (domanda grullesca).
    Nel Novecento, si è mai visto un pianista così bello, così wow mi vien da dire, di un Horowitz?

    Ogni volta, ma proprio ogni volta che risento (per esempio), la sua esecuzione della Ballade di Chopin in G. Minore (quella del film il 'Pianista' per intenderci), ho i brividi. Sempre. E regolarmente, un istante dopo la chiusura maestosa, gigantesca, penso tra me e me: 'tremendo.....tremendo.....'.





    Un caro saluto

  7. #37
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    Personalmente ho una straordinaria ammirazione per Antonio Socci...non è un apologetico, ma difende una certa tradizione (pur senza essere "tradizionalista"); è rispettoso dell'autorità, ma nel suo libro "Il terzo segreto di Fatima" ha fatto una interessante ricostruzione con cui addebita precise manchevolezze anche ai pontefici in merito, ad esempio, alla mancata (perchè non c'è stata, chi ci è andato più "vicino" è stato Giovanni Paolo II) consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. In questo libro Socci è molto duro con i Papi. Cammilleri scrisse in una sua newsletter che non bisogna credere che i giornalisti cattolici - anche quelli che scrivono su una stessa testata cattolica - abbiano tutta questa corrispondenza d'amorosi sensi. Ognuno la pensa in un certo modo su determinate cose, ma da qui a essere eretico ce ne passa. Per esempio, c'è un libro del cattolico Roberto Beretta che si chiama "Chiesa Padrona". Ecco io un libro così non lo comprerei mai. Dirà il buon Beretta che il contenuto non è quel che può sembrare dal titolo. Sì, ma pensare che quel libro finisca in mano a mio figlio, che lo prende dalla libreria e non riesce a cogliere la "sfumatura" - e magari, poi, si dà ad altre letture per approfondire - mi dà fastidio. E' questione di punti di vista. Lo scrittore siciliano è oggi il "secondo" (dopo Messori) scrittore apologetico italiano e vi garantisco che rimbrotta 'certi' sacerdoti senza mezze misure. I carismi sono tanti quante sono le persone e qua sta il bello del mondo. Non è che se un cattolico dice A, devo pubblicare un fondo di 10 pagine sul quotidiano per dire che è giusto che si dica B.

    Per esempio, sulla donazione degli organi, io sento che non è una cosa gradita a Dio e lo dico anche. Ma moltissimi (forse tutti) i sacerdoti direbbero che invece lo è perché è scritto nel catechismo della Chiesa. Naturalmente non è affatto vero che questo è scritto nel Catechismo perché spesso si confonde quel che la Chiesa SCRIVE con quella che la Chiesa SI RITIENE CHE DICA (e la Chiesa scrive e non dice). Per stare nell'esempio, io discuto amabilmente con i cattolici che sostengono che la donazione è lecita e non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di assalirli a male parole. Ma qui siamo OT, magari il discorso lo riprendiamo un'altra volta.

    Tornando a Socci, quando lo vedi in TV non ti trasmette l'aria di una persona esagitata (sì, ci fu l'attacco alla Melandri..lì s'è proprio arrabbiato) o che ti morde non appena dici qualcosa che non è nelle sue corde.
    La sua newsletter è straordinaria, traspare dalle sue parole che molte cose che dice provengono dalla preghiera e non da uno studio freddo a tavolino.
    Vittorio Messori disse che Socci aveva portato un attacco inusitato al cardinal Bertone dicendo "gli è scappata la frizione"...mah, anche il gentilissimo Vittorio (talvolta gli mando email e risponde sempre) forse ha voluto "punzecchiare" Socci dopo la tenzone (a mio avviso interessantissima) con lui circa l'opportunità di chiedere "perdono" (ma a Dio, non tanto agli uomini) per le colpe del passato.

    Ecco, Socci non lo inquadri in una tipologia di cattolico: tradizionalista, apologetico, papolatra, etc. E' uno che ascolta la sua coscienza.

    Ovviamente, se guardiamo alla pericolosa china verso cui si dirige "a grandi passi", come diceva suor Lucia dos Santos, l'umanità intera, un cattolico si chiede: cosa posso fare per evitare questa deriva? Non mi caricherò di un peccato altrui se non denuncio tutto quel che c'è da denunciare, anche in ambito ecclesiastico? E' una posizione da rispettare e da meditare con attenzione. L'intenzione è sempre più importante del risultato di una denuncia, che dipende molto dal carattere del denunciante. Una parola in più si può tollerare. Socci ha detto che al Segretario di Stato è "scappata la frizione", Pastorelli ha detto che il documento sul Limbo è un insieme di "singulti pietosi". Non condivido il tono di ambedue ma comprendo che il fine è un personale (personale: che dipende dal carattere) amore per la verità.

    Tuttavia mi sarebbe piaciuto leggere anche quello che dice Pastorelli. Se è andato via, è una voce di meno. Agitare i fantasmi dei gendarmi ("attento a quel che dici di tal monsignore o teologo sennò ti denuncia") non mi sembra una buona partenza, anche perchè di questo passo i gendarmi arrivan davvero. In fondo lui ci ha messo il suo nome e cognome, accanto a quelle parole.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da solozero Visualizza Messaggio
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  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Lotari Visualizza Messaggio
    Agitare i fantasmi dei gendarmi ("attento a quel che dici di tal monsignore o teologo sennò ti denuncia") non mi sembra una buona partenza, anche perchè di questo passo i gendarmi arrivan davvero. In fondo lui ci ha messo il suo nome e cognome, accanto a quelle parole.


    La Giustizia e le Leggi (non i gendarmi, che tutt'al più portano il peso tragico dell'esecuzione materiale delle loro decisioni) custodiscono quella base minima di civiltà che ci consente di vivere insieme. Differentemente da molti altri - nei cui cervelli scatta immediatamente l'automatismo giustizia-gendarmi) io trovo che la Giustizia e i suoi riti siano una cosa molto bella, molto umana, molto piena di significato.

    Non si ingiuriano impunemente le persone, dice la Legge. Indipendentemente dall'intenzione (amore per la verità o semplice maleducazione) questo non si può e non si deve fare. C'è differenza, caro Lotari, tra agitare i fantasmi dei gendarmi e ricordare la presenza della Giustizia qui fra noi.
    La prima cosa potrebbe avere il sapore odioso della minaccia, la seconda punta semplicemente a rammentare con gratitudine che c'è chi garantisce - almeno per ora - le condizioni elementari ma indispensabili di ogni dialogo possibile.
    Mi permetto, FYI, di rammentarti che anche il nostro velarci dietro nicknames, per la Giustizia, non conta assolutamente niente. Se Giustizia decidesse di muoversi, ecco che con gesto fermo e delicato aprirebbe l'archivio di POL e ci guarderebbe dentro, con tanti saluti ai nostri reverendi nomignoli di protezione :- ).

    Se io, per esempio, dico: ...e poi nella parrocchia san Taldeitali c'è don Girolamo Crapolicchio che fa delle messe che diociliberi... e subito dopo: ...il sedicente Professor Spiridione Pappafava è un teologastro da quattro soldi, sì, io devo aspettermi che queste persone - don Crapolicchio e il professor Pappafava - possano sporgere querela contro di me. Anzi io lo troverei giusto, e sento una mancanza civica quando - spesso - questo non succede. Il compito del Giudice non è punire (non almeno il suo primo compito). Il compito del Giudice è di pronunciare sentenze e dire a nome del corpo sociale: questo non avrebbe dovuto essere fatto! questo non sia più fatto!

    Oltre tutto, nel caso di specie, non si tratta di critiche leali ed aperte (le quali in ogni caso devono restare nei limiti rigorosi del rispetto), ma insinuazioni, maldicenze e oltraggi. E allora è giusto che intervenga un Moderatore più alto a dire che queste cose non è che non vanno bene solo a POL (anche, come è ovvio), ma non vanno bene alla comunità degli uomini.


    Grazie, B.



  10. #40
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    Chiedo scusa se intervengo in una discussione che non ho cominciato io. Ho scritto sempre pochissimo sin dalla mia iscrizione, ma se leggo di questioni tra utenti cattolici non posso fare a meno di intervenire.

    Il prof. Pastorelli non è uno sconosciuto e scrive da anni articoli e interventi molto incisivi, che per qualcuno sono esagerati. Sarà anche duro nei toni, ma è innegabile che abbia sempre scritto attenendosi ai fatti, questi sì, davvero poco edificanti. Lui poi ha sempre espresso la sua opinione; può piacere o meno, ma ricordare che si può esser querelati è un po' da sciocchi, perchè il Prof. Pastorelli è maggiorenne e vaccinato e sa bene quali possono essere le conseguenze anche legali delle sue opinioni espresse legittimamente nell'ambito della libertà garantita dalla Costituzione italiana.

    Ora per non tediare nessuno con citazioni lunghe e inutili, vorrei solo richiamare alcuni suoi interventi, legibili da chiunque in rete e sulla carta stampata (egli dirige infatti il bollettino Una Voce dicentes, che raccoglie voci e contributi sul cattolicesimo che ha sempre ossequiato il rito antico in Italia):

    http://www.effedieffe.com/interventi...etro=religione

    (critiche alla Diocesi di Firenze)

    http://www.salpan.org/SCANDALI/Stinghi.htm

    http://www.salpan.org/SCANDALI/Santo...to%20Santo.htm

    (don Stinghi e altri, don santoro)

    I suoi interventi dunque appaiono sempre interventi leali e pubblici, in quanto diffusi in internet oltre che sul bollettino Una Voce dicentes che viene regolarmente recapitato al cardinal Antonelli, al vescovo ausiliari e ad algtri prelati di curia, a tutti i vescovi della Toscana ed ad alte epersonalità della S. Sede e Congregazioni Romane.

    Se poi costituisca un'ingiuria chiamare "teologastro" un teologo sedicente cattolico e che tale vuol continuare ad esser considerato, che altri teologi, addirittura su Civiltà cattolica, dicono che rigetta sette o otto dogmi della chiesa, a cominciar dal peccato originale e che e pertanto distrugge il cristianesimo, beh, nessun dubbio che si tratti di espressione altrettanto forte, ma a volte manca il coraggio delle proprie idee e certo buonismo pare che abbia più devastato che edificato questa nostra amata Chiesa, che anche a voci autorevolissime è parsa "una barca che fa acqua da tutte le parti" (Card. Ratzinger, Via Crucis del venerdì santo del 2005).

    Saluti cattolici

 

 
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