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Discussione: Da Marco Tarchi

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Bhà io ritengo che alla Metapolitica di derivazione neo-destra manca quello che il marxismo ha nel dna : la prassi Leninista.
    Il Leninismo è in grado di tradurre le teorie in classi dirigenti in grado di applicare le teorie.
    Saranno pure ideologicamente sbagliate, ma come traduzione dalla teoria a alla pratica non fanno una piega.

    Gramsci alla fine deve sfociare concretamente nell'applicazione dell'atto, tragico, storicizzato. Altrimenti è meglio Evola se devo rimanere " individuo" ..

    La nuova-destra non calata nella prassi politica sfocia nel post-ideologismo d'accatto voluto Fini; perfetto alleato dell'ideologia liberare ed occidentale che la nuova destra critica.
    C'è un equivoco di fondo. La ND non rinuncia alla cosiddetta prassi ma, più precisamente, rinuncia alla prassi politica quale mezzo - ritenuto insufficiente - per raggiungere le mentalità. Che poi non ci riesca è un altro discorso.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
    C'è un equivoco di fondo. La ND non rinuncia alla cosiddetta prassi ma, più precisamente, rinuncia alla prassi politica quale mezzo - ritenuto insufficiente - per raggiungere le mentalità. Che poi non ci riesca è un altro discorso.
    Allora priviamo a capirci :

    Io conquisto culturalmente L'Università
    Io conquisto culturalmente il Teatro
    Io conquisto culturalmente il Cinema
    Io conquisto culturalmente la Magistratura
    Io conquisto culturalmente lo sport

    Ma se non conquisto la classe politica che poi mi deve trasformare con le leggi, L'Università, Il teatro, il Cimena, la Magistrutura, Lo sport e quindi ancge cacciare gli americani, proporre il revisionismo storico , creare il controllo sull'economia multinazionale a cosa mi è servito conquistare culturalmente tutto ciò ?

    Io temo che Tarchi debba proporsi in prima persona con un proprio progetto politico che ratifica la spinta culturale ultradecennale o legarsi a qualcuno o a qualcosa.
    Lo vogliamo chiamare post-modernità, ecologismo comunitarista, tercerismo culturale ecc. ecc. Non lo so ...
    Ma manca questo passaggio, altrimenti vince la ND di Malgeri che sta al consiglio di amm.zione Rai e ci fa passare le veline del Berlusca ...
    Spero nella mia minimalistica interpretazione di essere stato un pò più chiaro ...

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Allora priviamo a capirci :

    Io conquisto culturalmente L'Università
    Io conquisto culturalmente il Teatro
    Io conquisto culturalmente il Cinema
    Io conquisto culturalmente la Magistratura
    Io conquisto culturalmente lo sport

    Ma se non conquisto la classe politica che poi mi deve trasformare con le leggi, L'Università, Il teatro, il Cimena, la Magistrutura, Lo sport e quindi ancge cacciare gli americani, proporre il revisionismo storico , creare il controllo sull'economia multinazionale a cosa mi è servito conquistare culturalmente tutto ciò ?

    Io temo che Tarchi debba proporsi in prima persona con un proprio progetto politico che ratifica la spinta culturale ultradecennale o legarsi a qualcuno o a qualcosa.
    Lo vogliamo chiamare post-modernità, ecologismo comunitarista, tercerismo culturale ecc. ecc. Non lo so ...
    Ma manca questo passaggio, altrimenti vince la ND di Malgeri che sta al consiglio di amm.zione Rai e ci fa passare le veline del Berlusca ...
    Spero nella mia minimalistica interpretazione di essere stato un pò più chiaro ...
    Ti faccio anche io un esempio, sperando di farti comprendere cosa intendo. Cosa sarebbe stato il nazionalsocialismo tedesco senza quel bacino di idee e formidabile laboratorio di ideali rappresentato dalla Rivoluzione Conservatrice? Non sarebbe stato.

  4. #14
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    Ti faccio anche io un esempio, sperando di farti comprendere cosa intendo. Cosa sarebbe stato il nazionalsocialismo tedesco senza quel bacino di idee e formidabile laboratorio di ideali rappresentato dalla Rivoluzione Conservatrice? Non sarebbe stato.
    Esempio quanto mai sbagliato, perchè i rivoluzionari conservatori tedeschi erano scrittori insurrezionalisti e praticavano la lotta armata contro Weimar ( E. Von Salomon - Junger ).
    Il problema è proprio questo : l'assenza totale dalla prassi in politica genera (come conseguenza della critica solamente metapolitica all'occidente) il post-ideologismo di Malgeri-Campi-Veneziani-Fisichella.
    Altrimenti Fini sarebbe dovuto finire come W. Rathenau

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Esempio quanto mai sbagliato, perchè i rivoluzionari conservatori tedeschi erano scrittori insurrezionalisti e praticavano la lotta armata contro Weimar ( E. Von Salomon - Junger ).
    Il problema è proprio questo : l'assenza totale dalla prassi in politica genera (come conseguenza della critica solamente metapolitica all'occidente) il post-ideologismo di Malgeri-Campi-Veneziani-Fisichella.
    Altrimenti Fini sarebbe dovuto finire come W. Rathenau
    Guarda che ti stai sbagliando, e anche di grosso.
    La RC aveva tra le sue fila i più importanti intellettuali del tempo, figuravano personaggi del calibro di Jünger, Schmitt, Moeller van den Bruck, Heidegger, Spengler, Thomas Mann,Sombart, Benn, Scheler, Klages, e molti altri. In quella caotica Sodoma che era la Repubblica di Weimar - dove la crisidel Reich fu letta come la crisi dell’intero Occidente liberale - tutti questi ingegni avevano un denominatore comune: impegnare la lotta per opporsi al disfacimento della civiltà europea, restaurando l’ordine tradizionale su basi moderne,attraverso la rivoluzione. Eppure nessuno di loro fu mai un politico. E pochi ebbero anche solo cultura politica.
    Quando poi quegli ideali presero forma umana e la campana cominciò a suonare, molti finsero di non sentirci più. L’intellettuale volle lasciare la militanza, la lotta vera, a quanti accettarono di sporcarsi le mani con i fatti, mentrenel momento dell’azione si appartarono in un piccolo mondo fatto di romanzi e divagazioni. Prendiasmo Junger come esempio. Nell’infuriare della lotta vera per il Dominio che si ingaggiò di lì a poco, durante gli anni decisivi della Seconda guerra mondiale, non lo troverai certo nella trincea dove era stato da giovane, ma ai tavoli dei caffè parigini intento ad irridere Hitler nel segreto del proprio diario, sulle cui paginette si dilettava a chiamarlo col nomignolo di Knièbolo: un po’ poco. Spengler? Anch’egli, dopo aver vaticinato il riarmo del germanesimo e della civiltà bianca, non appena questi postulati ebbero il contorno di un partito politico, che pareva proprio prenderli sul serio, oppose uno sdegnoso distacco. E Gottfried Benn? Dopo aver cantato i destini dell’uomo superiore che tragicamente combatte, dopo aver celebrato la “buona razza” dell’uomo tedesco che ha “il sentimento della terra nativa”, come vide che tutto questo diventava uno Stato, una legge, una politica, lasciò cadere la penna…

    Morale: non chiediamo agli intellettuali altro che non il proprio sublime intelletto.

  6. #16
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    Eresia maxima ha scritto cose molto importanti che condivido in pieno. La ND ha su di sè gran parte delle responsabilità che portarono a Fiuggi. Tutta la classe dirigente del Fronte, crebbe con le idee di Tarchi, compresa quella morbosa puttanata del Signore degli Anelli, arrivando alla svolta aennina con la testa stracolma di democratismo, federalismo, antioccidentalismo rabberciato, gongolandosi nel mito di una metapolitica gramsciana che, pur al governo, non è mai stata nè progettata nè attuata. Tarchi ha sulle spalle il peso d'aver plasmato, assieme a De Benoist, una generazione di attendisti, orfani della prassi ideologica ( termine che purtroppo proprio la ND ghettizzò), del senso pratico, leninista appunto, complimenti ad EM, che coincide con il senso rivoluzionario del fare politica.

    Senza parlare delle indecenze culturali che lì mossero i primi passi, dal venduto Veneziani, all'effemminato Buttafuoco.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Bardamu Visualizza Messaggio
    Guarda che ti stai sbagliando, e anche di grosso.
    La RC aveva tra le sue fila i più importanti intellettuali del tempo, figuravano personaggi del calibro di Jünger, Schmitt, Moeller van den Bruck, Heidegger, Spengler, Thomas Mann,Sombart, Benn, Scheler, Klages, e molti altri. In quella caotica Sodoma che era la Repubblica di Weimar - dove la crisidel Reich fu letta come la crisi dell’intero Occidente liberale - tutti questi ingegni avevano un denominatore comune: impegnare la lotta per opporsi al disfacimento della civiltà europea, restaurando l’ordine tradizionale su basi moderne,attraverso la rivoluzione. Eppure nessuno di loro fu mai un politico. E pochi ebbero anche solo cultura politica.
    Quando poi quegli ideali presero forma umana e la campana cominciò a suonare, molti finsero di non sentirci più. L’intellettuale volle lasciare la militanza, la lotta vera, a quanti accettarono di sporcarsi le mani con i fatti, mentrenel momento dell’azione si appartarono in un piccolo mondo fatto di romanzi e divagazioni. Prendiasmo Junger come esempio. Nell’infuriare della lotta vera per il Dominio che si ingaggiò di lì a poco, durante gli anni decisivi della Seconda guerra mondiale, non lo troverai certo nella trincea dove era stato da giovane, ma ai tavoli dei caffè parigini intento ad irridere Hitler nel segreto del proprio diario, sulle cui paginette si dilettava a chiamarlo col nomignolo di Knièbolo: un po’ poco. Spengler? Anch’egli, dopo aver vaticinato il riarmo del germanesimo e della civiltà bianca, non appena questi postulati ebbero il contorno di un partito politico, che pareva proprio prenderli sul serio, oppose uno sdegnoso distacco. E Gottfried Benn? Dopo aver cantato i destini dell’uomo superiore che tragicamente combatte, dopo aver celebrato la “buona razza” dell’uomo tedesco che ha “il sentimento della terra nativa”, come vide che tutto questo diventava uno Stato, una legge, una politica, lasciò cadere la penna…

    Morale: non chiediamo agli intellettuali altro che non il proprio sublime intelletto.
    Allora che i massimi rappresentanti della Rivoluzionaria Conservatrice Europea non furono entusiasti dei Fascimi Regime ne siamo tutti convinti.
    Il fatto è che tutti avevano combattuto la prima guerra mondiale, tutti partecipano alla mobilitazione di massa, tutti partecipano al regolamento di conti con la concorrenza comunista ( vedi li chiamo concorrenti e non nemici).
    Insomma tutti calano nella prassi la cultura della crsi. Mi vuoi dire che Junger ed E. Von Salomon non fanno scelte politiche ed addirittura militari ?
    In tutta Europa la Rivoluzione Conservatrive viene ridimensionata dal Fascismo Regime ( se non addirittura massacrata ).
    Ma sta di fatto che gli intellettuali tra le due guerre si sono messi in gioco e come.
    Cito solo Marinetti che è partito a 63 per la campagna di Russia e il mitico Berto Ricci.
    Insomma vorrei vedere Tarchi al caffè centrale di Firenze , ma solo dopo aver azzannato quel nano unto di Malgeri nato alla Sua corte che ha tradito completamente .
    Vorrei vedere Tarchi rialzare le sorti della lotta all'occupazione americana , tentare alleanze " eretiche" tra rossi e neri, esplodere di energie iconoclaste contro il post-ideologismo viscido dei Fini ...
    Ma forse chiedo troppo ..

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Arthos Visualizza Messaggio
    Eresia maxima ha scritto cose molto importanti che condivido in pieno. La ND ha su di sè gran parte delle responsabilità che portarono a Fiuggi. Tutta la classe dirigente del Fronte, crebbe con le idee di Tarchi, compresa quella morbosa puttanata del Signore degli Anelli, arrivando alla svolta aennina con la testa stracolma di democratismo, federalismo, antioccidentalismo rabberciato, gongolandosi nel mito di una metapolitica gramsciana che, pur al governo, non è mai stata nè progettata nè attuata. Tarchi ha sulle spalle il peso d'aver plasmato, assieme a De Benoist, una generazione di attendisti, orfani della prassi ideologica ( termine che purtroppo proprio la ND ghettizzò), del senso pratico, leninista appunto, complimenti ad EM, che coincide con il senso rivoluzionario del fare politica.

    Senza parlare delle indecenze culturali che lì mossero i primi passi, dal venduto Veneziani, all'effemminato Buttafuoco.
    Sei più cattivo di me non c'è dubbio ...
    Detto questo io non rinnego di essermi anche formato su Diorama, Elementi, De Benoist,
    i campi Hobbit ecc ecc
    Ma lo scenario che aspettavo era ben altro che Fiuggi ed il codazzo Berlusconiano.
    Forse non è più tempo di giganti e TItani, ma qui sono rimasti solo i nani ...

  9. #19
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    Caro Marco,
    perchè non tagli i ponti con AN e non vieni con Nuova Destra Sociale?

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Sei più cattivo di me non c'è dubbio ...
    Detto questo io non rinnego di essermi anche formato su Diorama, Elementi, De Benoist,
    i campi Hobbit ecc ecc
    Ma lo scenario che aspettavo era ben altro che Fiuggi ed il codazzo Berlusconiano.
    Forse non è più tempo di giganti e TItani, ma qui sono rimasti solo i nani ...
    io non rinnego di essere stato un evolomane incallito...errori di alta classe Eresia Maxima...

 

 
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