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  1. #111
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    sardignaruja,
    una domanda: cosa ne pensano di noi (www.comunitarismo.it tanto per capirci) gli appartenenti di A Manca pro s’Indipendentzia ?

  2. #112
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    Citazione Originariamente Scritto da resistente71 Visualizza Messaggio
    Mo ci si mette pure Fiorello...

    ROMA - Fiorello come Grillo. Lo showman torna ai microfoni di Viva Radio2 e riparte dall'antipolitica. Con un appello all'astensione. Eccolo: "Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate".
    http://www.repubblica.it/2008/02/sez...on-votate.html
    Benissimo!!!

  3. #113
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    Predefinito ...


    non conosco nessun documento ufficiale di aMpI sull'area del comunitarismo. perciò parlo personalmente. non condivido la liquidazione della teoria comunista che appare nel vostro manifesto, cito:

    "La stessa idea comunista è anch'essa ostaggio di chiesastiche interpretazioni che spaziano dal 'veteromarxismo' alla disinvolta accettazione, da parte di tanti, della globalizzazione capitalistica e dei suoi effetti devastanti".

    ciò è vero per ciò che concerne appunto veteroarxismi e deviazionismi, ma non per il pensiero vivo del marxismo-leninismo a cui noi ci rifacciamo (senza molta retorica). ricordo anni fa un giornale che si chiamava "Rosso è nero" e teorizzava l'unione fra sinistra anticapitalista e destra sociale. loro si chiamavano comunitaristi. ma non so siano in raporto con voi e neppure se esistano più (non credo).
    per il resto, noi discutiamo e ci confrontiamo con tutti coloro (realmente antifascisti e di sinistra) rispettano il nostro progetto e la dignità della nostra lotta di liberazione.

    adiosu

  4. #114
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    Citazione Originariamente Scritto da sardignaruja Visualizza Messaggio
    non conosco nessun documento ufficiale di aMpI sull'area del comunitarismo.


    Chiedi perché mi risultano strane voce. Comunque non esiste un'area "comunitarista", ma un pensiero filosofico comunitarista legato alla categoria marxiana di Gemeinwesen.

    perciò parlo personalmente. non condivido la liquidazione della teoria comunista che appare nel vostro manifesto, cito:

    "La stessa idea comunista è anch'essa ostaggio di chiesastiche interpretazioni che spaziano dal 'veteromarxismo' alla disinvolta accettazione, da parte di tanti, della globalizzazione capitalistica e dei suoi effetti devastanti".

    ciò è vero per ciò che concerne appunto veteroarxismi e deviazionismi, ma non per il pensiero vivo del marxismo-leninismo a cui noi ci rifacciamo (senza molta retorica).
    A parte il fatto che questo documento è un po' vecchio, lo ritengo tutt'ora valido e non mi sembra che ci sia scritto che "liquidiamo la telria comunista". Non è un caso se la nostra rivista si chiama "Comunismo e Comunità"...
    Ad ogni modo, mi pare che la tua critica sia pretestuosa.

    ricordo anni fa un giornale che si chiamava "Rosso è nero" e teorizzava l'unione fra sinistra anticapitalista e destra sociale. loro si chiamavano comunitaristi. ma non so siano in raporto con voi e neppure se esistano più (non credo).
    Quel giornale è morto da 10 anni...buongiorno!

    per il resto, noi discutiamo e ci confrontiamo con tutti coloro (realmente antifascisti e di sinistra) rispettano il nostro progetto e la dignità della nostra lotta di liberazione.
    Io non sono di sinistra (sono comunista) ed ho una particolare visione dell'antifascismo. Spero che non sia un problema.

  5. #115
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    Disposizioni per lo svolgimento delle elezioni politiche ed amministrative nell'anno 2008






    Presentazione

    Il 15 febbraio 2008, il Presidente della Repubblica ha emanato il decreto-legge, n. 24, recante “Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche ed amministrative nell'anno 2008”, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.40, del 16 febbraio.

    Sintesi delle norme riguardanti i cittadini temporaneamente all’estero.
    Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente per gli elettori italiani residenti all'estero, esercitano il diritto di voto: a) il personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia impegnato nello svolgimento di missioni internazionali; b) i dipendenti di amministrazioni dello Stato qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero sia superiore a sei mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero, i loro familiari conviventi; c) i professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e aggregati che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del presente decreto si trovano all'estero da almeno tre mesi.
    In particolare:
    - Gli elettori appartenenti alle Forze armate compresa l'Arma dei carabinieri, e alle Forze di polizia se già effettivi sul territorio nazionale a grandi unità, reggimenti, battaglioni e equivalenti, o unità navali, impiegati organicamente in missioni internazionali esercitano il diritto di voto per corrispondenza per la circoscrizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in cui è compreso il comune ove hanno sede i citati enti di appartenenza. Tali soggetti presentano apposita domanda, che deve pervenire al comando o amministrazione di appartenenza entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, indicando il nome ed il cognome, il cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove, il luogo e la data di nascita, il sesso, l'indirizzo di residenza, il comune di iscrizione nelle liste elettorali, l'indirizzo della propria dimora all'estero e, ove possibile, i recapiti telefonici, telematici e telefax all'estero.
    - I familiari conviventi di dipendenti di amministrazioni dello Stato entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, fanno pervenire la domanda all'Amministrazione di appartenenza del proprio familiare ed unitamente ad essa rendono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente del dipendente.
    - I professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e aggregati fanno pervenire direttamente all'ufficio consolare la domanda per esercitare il diritto di voto per corrispondenza all'estero entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente alla data della votazione in Italia, ed unitamente ad essa rendono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e la presenza, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, all'estero da almeno tre mesi.
    Quanti hanno fatto pervenire la domanda per esercitare il diritto di voto per corrispondenza all'estero, possono revocarla mediante espressa dichiarazione, datata e sottoscritta dall'interessato, che deve pervenire direttamente all'ufficio consolare entro e non oltre il ventitreesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia.

    Gli elettori che hanno revocato la domanda e gli elettori che non hanno fatto pervenire la domanda nei termini e con le modalità previsti restano iscritti nelle liste della sezione del comune di residenza ed ivi esercitano il proprio diritto di voto per le circoscrizioni del territorio nazionale in cui è compresa la sezione di assegnazione.
    Le schede votate per corrispondenza dagli elettori temporaneamente all'estero sono scrutinate negli uffici elettorali di sezione individuati, entro e non oltre il ventesimo giorno antecedente alla data della votazione in Italia, in un elenco approvato dalla Commissione elettorale circondariale dei comuni interessati, su proposta dell'ufficiale elettorale dei rispettivi comuni.
    In attuazione degli impegni internazionali assunti nell'ambito dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), è ammessa la presenza di osservatori elettorali internazionali.
    Infine, per ciò che riguarda il turno annuale ordinario delle elezioni amministrative il DPR stabilisce che le elezioni dei presidenti delle province, dei consigli provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali si svolgano, limitatamente al turno annuale ordinario del 2008, tra l’1 aprile ed il 15 giugno.


    Fonte: Ministero dell'Interno

  6. #116
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  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Disposizioni per lo svolgimento delle elezioni politiche ed amministrative nell'anno 2008






    Presentazione

    Il 15 febbraio 2008, il Presidente della Repubblica ha emanato il decreto-legge, n. 24, recante “Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche ed amministrative nell'anno 2008”, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.40, del 16 febbraio.

    Sintesi delle norme riguardanti i cittadini temporaneamente all’estero.
    Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente per gli elettori italiani residenti all'estero, esercitano il diritto di voto: a) il personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia impegnato nello svolgimento di missioni internazionali; b) i dipendenti di amministrazioni dello Stato qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero sia superiore a sei mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero, i loro familiari conviventi; c) i professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e aggregati che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del presente decreto si trovano all'estero da almeno tre mesi.
    In particolare:
    - Gli elettori appartenenti alle Forze armate compresa l'Arma dei carabinieri, e alle Forze di polizia se già effettivi sul territorio nazionale a grandi unità, reggimenti, battaglioni e equivalenti, o unità navali, impiegati organicamente in missioni internazionali esercitano il diritto di voto per corrispondenza per la circoscrizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in cui è compreso il comune ove hanno sede i citati enti di appartenenza. Tali soggetti presentano apposita domanda, che deve pervenire al comando o amministrazione di appartenenza entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, indicando il nome ed il cognome, il cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove, il luogo e la data di nascita, il sesso, l'indirizzo di residenza, il comune di iscrizione nelle liste elettorali, l'indirizzo della propria dimora all'estero e, ove possibile, i recapiti telefonici, telematici e telefax all'estero.
    - I familiari conviventi di dipendenti di amministrazioni dello Stato entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia, fanno pervenire la domanda all'Amministrazione di appartenenza del proprio familiare ed unitamente ad essa rendono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente del dipendente.
    - I professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e aggregati fanno pervenire direttamente all'ufficio consolare la domanda per esercitare il diritto di voto per corrispondenza all'estero entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente alla data della votazione in Italia, ed unitamente ad essa rendono dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e la presenza, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, all'estero da almeno tre mesi.
    Quanti hanno fatto pervenire la domanda per esercitare il diritto di voto per corrispondenza all'estero, possono revocarla mediante espressa dichiarazione, datata e sottoscritta dall'interessato, che deve pervenire direttamente all'ufficio consolare entro e non oltre il ventitreesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia.

    Gli elettori che hanno revocato la domanda e gli elettori che non hanno fatto pervenire la domanda nei termini e con le modalità previsti restano iscritti nelle liste della sezione del comune di residenza ed ivi esercitano il proprio diritto di voto per le circoscrizioni del territorio nazionale in cui è compresa la sezione di assegnazione.
    Le schede votate per corrispondenza dagli elettori temporaneamente all'estero sono scrutinate negli uffici elettorali di sezione individuati, entro e non oltre il ventesimo giorno antecedente alla data della votazione in Italia, in un elenco approvato dalla Commissione elettorale circondariale dei comuni interessati, su proposta dell'ufficiale elettorale dei rispettivi comuni.
    In attuazione degli impegni internazionali assunti nell'ambito dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), è ammessa la presenza di osservatori elettorali internazionali.
    Infine, per ciò che riguarda il turno annuale ordinario delle elezioni amministrative il DPR stabilisce che le elezioni dei presidenti delle province, dei consigli provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali si svolgano, limitatamente al turno annuale ordinario del 2008, tra l’1 aprile ed il 15 giugno.


    Fonte: Ministero dell'Interno
    tutti voti sicuri per Storace e la Fiamma!

  8. #118
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    Predefinito ho un sogno nel cuore...

    sa al 3,9% e megainciucio pdl + pd: le condizioni poilitiche ideali per progettare qualcosa che rappresenti una vera rottura. e poi il godimento infinito di vedere gli arcobalenisti deprivati dell'agognato seggio, tanti forchettoni rimasti a spasso, magari destinati a prendere insulti e ortaggi ad opera di compagni finalmente esausti! sto esagerando?

  9. #119
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    Citazione Originariamente Scritto da lutulentus Visualizza Messaggio
    sa al 3,9% e megainciucio pdl + pd: le condizioni poilitiche ideali per progettare qualcosa che rappresenti una vera rottura. e poi il godimento infinito di vedere gli arcobalenisti deprivati dell'agognato seggio, tanti forchettoni rimasti a spasso, magari destinati a prendere insulti e ortaggi ad opera di compagni finalmente esausti! sto esagerando?
    Magariii!!!

  10. #120
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    RICEVO ED INOLTRO VOLENTIERI

    La posizione dei COBAS sulle prossime elezioni



    Prima delle elezioni del 2006 avevamo segnalato in tutte le forme
    possibili gli enormi rischi di un governo Prodi che proseguisse le
    politiche berlusconiane senza Berlusconi, con dentro tutta la
    cosiddetta “sinistra radicale”, una parte della quale aveva
    operato per anni all’interno dei movimenti di lotta, guadagnandosi
    benemerenze, simpatia e credito presso significativi settori
    popolari, salariati, di movimento. Dicemmo: “Peggio di un governo di
    destra ci può essere solo un governo di ‘sinistra’, o presunta
    tale, che faccia una politica di destra”. I motivi di allarme ci
    sembravano evidenti: un governo del genere minacciava di disarmare,
    assai meglio di Berlusconi, le sinistre vere, i movimenti, le lotte,
    usando lo spauracchio del ritorno del centrodestra al potere.

    Le cose sono andate ancora peggio delle più nere previsioni. Le
    iniziative del governo sono state improntate al liberismo più
    sfacciato, al bellicismo, al disprezzo dei lavoratori e dei settori
    popolari e al culto del padronato; e persino al razzismo anti-
    migranti, alla più vergognosa sottomissione al Vaticano e a tutti i
    poteri forti di questo disgraziato Paese. Sempre più allibiti e
    infuriati, abbiamo visto la riconferma delle missioni militari di
    guerra e l’aggiunta di nuove spedizioni come quella in Libano, che
    hanno portato l’Italia al quarto posto nella scandalosa graduatoria
    dei militari impegnati in missioni belliche; l’ampliamento delle
    basi militari Usa-Nato e l’imposizione alla popolazione vicentina,
    compattamente ostile, di una seconda base al Dal Molin; le spese
    militari aumentate del 25% in due anni; la riconferma della TAV e il
    proseguimento della devastazione ambientale, fino all’esplosione di
    quello scandalo internazionale che è lo smaltimento mafioso e
    assassino dei rifiuti in Campania; gli accordi del 23 luglio che
    hanno ulteriormente massacrato le pensioni ed eternalizzato la
    precarietà; due Finanziarie che, invece di far “piangere” i
    padroni, li hanno satollati oltre misura, colpendo ancora una volta i
    salariati e i settori popolari, portati oramai in massa alla soglia
    della pura sopravvivenza; la ripresa di violenze neofasciste, di
    aggressioni e intimidazioni che si sono alimentate nel generale humus
    politico-culturale di “revisionismo storico”.

    E poi ancora: lo scippo del TFR; l’indulto per i padroni per i reati
    commessi ai danni della salute dei lavoratori, nonostante il
    terrificante record italiano di quattro assassinii sul lavoro in
    media al giorno, su cui il barbaro rogo della Thyssen Krupp ha
    gettato una oscena luce ma senza provocare alcun mutamento; la caccia
    all’immigrato romeno o rom; decreti sulla sicurezza di stampo
    fascista; nomina del principale responsabile delle violenze genovesi
    De Gennaro a comandante della “mondezza” in Campania; G8 del 2009
    imposto alla Maddalena.

    Quello che invece non abbiamo visto sono stati l’abrogazione del
    pacchetto Treu/legge 30, della Turco-Napolitano/Bossi-Fini e della
    riforma Moratti; una legge decente che garantisse i diritti civili
    delle coppie italiane, indipendentemente dall’orientamento sessuale;
    la legge sul conflitto d’interessi; la depenalizzazioni dei reati
    legati alle lotte sociali; la nuova legge sui diritti sindacali, che
    anzi sono stati ulteriormente massacrati dalla sempre più potente
    casta di Cgil-Cisl-Uil.

    In questi due anni abbiamo subito, più che mai, l’erosione del
    potere d’acquisto dei salari, il restringimento degli spazi di
    libertà, il dilagare della clientela, della corruzione, del controllo
    da parte dei politici sulla magistratura e in difesa della casta,
    fino alla vergognosa solidarietà data da tutti all’inquisito
    Mastella; lo scatenarsi della repressione, con condanne a decenni per
    i fatti di Genova 2001, di Firenze 1999 (manifestazione contro la
    guerra in Jugoslavia), richieste di condanne pesantissime
    all’allucinante processo di Cosenza e a quelli a carico di coloro
    che hanno lottato contro il carovita: e tutto nel silenzio quasi
    totale della “sinistra di governo”, che ha invece parlato
    all’unisono per difendere la gerarchia di Ratzinger, contro i
    professori e giovani che, difendendo la laicità dello Stato, si sono
    opposti all’insopportabile ingerenza nella vita politica e culturale
    del nostro Paese di un Vaticano, che in questi giorni sta cercando di
    sferrare un attacco mortale persino al diritto delle donne ad
    abortire senza umiliazioni e con il minimo di sofferenza.

    Oggi, a quasi due anni dall’avvento del governo Prodi, il quadro
    istituzionale è avvelenato come non mai, la mitica unità delle
    sinistre che doveva servire a fare argine a Berlusconi è stata
    distrutta dalle “sinistre” stesse e Berlusconi riaccreditato alla
    grande proprio da esse (Veltroni e Bertinotti in primis), che, come
    ciliegina finale al cianuro su una torta avvelenata, hanno lavorato
    con grande energia alla sua rivalutazione, tramite la trattativa sul
    sistema elettorale, dopo che la battaglia al Cavaliere aveva motivato
    per anni ogni schifezza. Il PD e il PRC sono arrivati al punto da
    proporre un governo con Berlusconi pur di salvare le poltrone,
    cancellando anche l’ultimo, o meglio l’unico, argomento che aveva
    legittimato il governo Prodi anche nei suoi punti più bassi. E non
    solo il centrosinistra tutto ha rivalutato il Cavaliere oltre ogni
    previsione, ma addirittura si è proposto e si ripropone di governarci
    insieme. Dicevamo prima delle elezioni che tra il centrodestra e il
    centrosinistra non ci sarebbe stata più differenza di quanta ce
    n’è negli Stati Uniti tra partito repubblicano e democratico.
    Sbagliavamo. Non c’è nemmeno più quella: il PD vuole, se i
    risultati elettorali saranno di un certo tipo, governare in una
    grande coalizione con Berlusconi e Fini.
    La nostra distanza e ripulsa, dunque, nei confronti di PD e PdL è
    massima. Ma la neonata Sinistra Arcobaleno non merita nulla di più.
    Nasce come operazione obbligata per salvare le burocrazie di quattro
    partiti sottomessi in questi due anni al liberismo, bellicismo,
    clericalismo e razzismo del governo Prodi; e si dà come obiettivo
    ancora oggi l’alleanza e un governo comune con un PD legato al
    Vaticano e alla Confindustria, che a sua volta vuole governare con i
    Berlusconi e i Fini. E soprattutto nella Sinistra arcobaleno ci sono
    i partiti più responsabili dello sfascio a sinistra, della divisione
    e tentata disgregazione dei movimenti, i partiti che più hanno dato
    “scandalo” a giovani e meno giovani, togliendo la voglia, con il
    loro trasformismo senza limiti, a milioni di persone di continuare a
    battersi per un mondo migliore. Quella marea di giovani che a Genova
    si era avvicinata al conflitto e alla speranza di “un altro mondo
    possibile” si è trovata di fronte una casta politica non dissimile
    dalle altre, disposta, oltre che a giustificare ogni infamia del
    governo Prodi, ad esaltare persino reparti bellici di ispirazione
    fascistoide come la Folgore o le gerarchie vaticane indicate come
    “maestre di vita e elevate autorità morali”, e ad attaccare i
    pochi e coraggiosi contestatori del papa-re alla Sapienza.
    Di fronte a questo agghiacciante quadro chi ci dovesse dire: “non
    schierandovi con la sinistra contribuite al ritorno di Berlusconi”,
    verrebbe ridicolizzato proprio dalla sedicente “sinistra”, visto
    che il progetto del PD è proprio quello di andare al governo con il
    Cavaliere, mentre le forze principali della Sinistra Arcobaleno hanno
    trattato con lui fino a ieri per la legge elettorale, definendolo
    interlocutore credibile e affidabile.
    Per tutte queste ragioni, mentre confermiamo come COBAS il nostro
    massimo impegno per l’intensificazione del conflitto contro il
    liberismo, la guerra, il patriarcato, la devastazione ambientale, il
    razzismo, i nuovi rigurgiti fascisti, la repressione e contro
    qualsiasi governo emerga dalle urne del 13-14 aprile, nonchè la
    disponibilità ad ampie alleanze e a fronti e patti unitari tematici
    con chi è intenzionato come noi a lavorare per potenziare tale
    conflitto, dichiariamo che NELLE PROSSIME ELEZIONI NON SOSTERREMO
    NESSUNA LISTA, NON DAREMO INDICAZIONE DI VOTO PER NESSUNO, NON
    METTEREMO CANDIDATI IN ALCUNA LISTA; E CHE NOSTRI MILITANTI CHE
    DOVESSERO EVENTUALMENTE CANDIDARSI LO FAREBBERO SENZA ALCUN
    COINVOLGIMENTO DEI COBAS E NON AVREBBERO IL NOSTRO SOSTEGNO.

    Confederazione COBAS


    Edit: l'hanno appena pubblicato qui: http://www.cobas.it/Sito/Documenti/D...ezioni2008.doc

 

 
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