
Originariamente Scritto da
are(a)zione
Se mi permettete, vorrei proporvi questa mia riflessione: secondo il mio banale punto di vista, sia noi parlamentaristi, che voi extra-parlamentaristi stiamo commettendo un grosso, grossissimo errore, che pagheremo a caro prezzo a breve, se non ci daremo un pizzicotto sulle guanciotte.
Noi parlamentaristi (ormai mi definisco così, almeno in rapporto a voi, credo sia lampante, e non scontenti nessuno) stiamo diventando molli, fiacchi, senza spinta propulsiva, senza uno chiaro spirito antagonista al capitalismo europeo/americano. Non siamo più marxisti in una parola.
Voi state diventando troppo settari, troppo atomizzati, troppo chiusi a riccio sulle vostre idee/scelte. Non siete più un movimento di massa, in una parola.
Io ritengo che questi due atteggiamenti siano esattamente ciò che i capitalisti vogliono: ambiscono a vedere le parti più critiche della società divise, separate, terribilmente conflittuali tra loro, non organizzate, non cooperanti.
Io me li vedo già a ridere come dei pagliacci alle nostre spalle, mentre ci leggono, ci osservano, si sfregano le mani e dicono "guardateli lì i polli, sempre i soliti dilettanti della strategia politica".
Io non voglio che nessuno perda la propria dignità intellettuale o politica, ma auspico che un giorno ci si riunisca ad un tavolo e si tenti di proporre un piano comune, ognuno entro i propri confini, ma con un obiettivo comune, finalizzato, focalizzato, ben strutturato.
Se non si farà questo, non vedo come nè noi, nè voi potremmo dire la nostra ad una platea più ampia dei soliti nostri circoli, sezioni, centri.
Ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni