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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Quod erat demonstrandum

    Tu sei il corrispettivo meridionale dei leghisti che ci sono qua in Lombardia e che purtroppo conosco bene.

    Sei di quelli che intuiscono che l'Italia è in una gravissima crisi morale, sociale, economica e politica, ma assumono una linea di difesa paranoica.

    Al posto di dire il nostro paese ha dei gravi problemi di cui anche noi siamo la causa, rimboccarsi le maniche e cominciare mettendo in discussione noi stessi, si adotta un approccio paranoico. Dal tipo noi non abbiamo nessun problema, noi siamo perfetti tutte le nostre difficoltà ci sono state portate dall'esterno da altri, basta mandarli via e tutto ritornerà a posto.

    Così a Nord si dice noi non siamo italiano, gli italiani ci hanno colonizzato portando immigrazione e problemi economici. L'economia va male? Non è perché noi non siamo più capaci di competere ma è colpa di Roma ladrona, ecc.

    A Sud invece si dice noi vivevamo nel nostro bel Regno delle Due Sicilie ricco e prospero, poi sono arrivati gli italiani e ci hanno ridotti in povertà, hanno creato la Mafia, la Camorra ecc e ci hanno coperto di rifiuti.

    Bene, bravi bis. I problemi vengono sempre da fuori, mai dall'interno.... quindi quelli come te non devono cambiare e neanche assumersi responsabilità, solo piangersi addosso e fare le vittime.


    C'è poi anche un altro aspetto, i localismi sono l'altra faccia dell'europeismo. A furia delegittimare e indebolire il legame nazionale in nome dell'Europa Sempre Positiva, la gente si ritrova priva di identità e allora ripiega nei localismi tribali.
    La differenza è che la Nazione è un modello inclusivo che cerca di costruire un'identità comune per tutti al di là delle differenze etniche, religiose, ecc. mentre il localismo è un modello esclusivo che divide ed alimenta la xenofobia.

    Ah.... dimenticavo io sono italiano e faccio parte della Nazione italiana quindi per te non esisto. Guarda i lati positivi non devi rispondere a chi non esiste.
    Caro amico a parte l'analisi che hai fatto di me che e' opinabile, vorrei sapere da te cosa ne pensi del periodo piu' importante della storia italiana il "risorgimento", mi interessa davvero, vorrei sapere inoltre che cosa e' per te una nazione (e non uno stato). quato in pieno quello che c'e' scritto sotto il tuo avatar.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da STABIA Visualizza Messaggio
    Per me l'unita' d'italia e' stata un annessione forzata, e se volete vi spiega anche il perche'.
    Vero, e fu pure illegale.
    Stati sovrani invasi (spesso senza neppure dichiarare la guerra) e annessi.
    Questo secondo il diritto internazionale.
    Seguendo questa logica, furono colpi di stato le Rivoluzioni (a partire da quella francese), e seguendo questa logica allora dovremmo ripristinare l'impero bizantino, il regno degli incas, ecc.
    Quello da considerare, è che esisteva l'esigenza di unificare la penisola (e le motivazioni storiche, culturali ecc. non mancavano, anzi) e che questa esigenza era portata avanti da persone coscienti e lungimiranti. Peccato che i loro mezzi economici erano limitati e peccato che non vi fosse una potenza laica e repubblicana interessata a creare una potenza locale per bilanciare quel rudere medioevale che era l'impero degli Asburgo.
    I rivoluzionari unionisti non avevano armi, e queste invece le avevano i Savoia (pieni di debiti, ma che con l'Unità d'Italia si impossessarono delle proprietà degli spodestati). A livello internazionale vi furono appoggi e sostegni, ma ovviamente (trattandosi di stati monarchici come GB e Francia) evitarono di favorire una ipotetica vittoria delle forze mazziniane. Anche perchè un anticipo di cosa sarebbe stata una Repubblica Italiana lo ebbero con la gloriosa Repubblica Romana.

    Quindi, il discorso deve vertere non sulla (inutile, perchè non erano il paradiso in terra e le loro gerarchie meritavano di essere rovesciate) difesa di stati che non esistono più (e che nessuno rimpiange), ma su come il Risorgimento venne inquinato, allontanato dai fini iniziali, piegato alle esigenze della borghesia settentrionale.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Masherov Visualizza Messaggio
    Vero, e fu pure illegale.
    Stati sovrani invasi (spesso senza neppure dichiarare la guerra) e annessi.
    Questo secondo il diritto internazionale.
    Seguendo questa logica, furono colpi di stato le Rivoluzioni (a partire da quella francese), e seguendo questa logica allora dovremmo ripristinare l'impero bizantino, il regno degli incas, ecc.
    Quello da considerare, è che esisteva l'esigenza di unificare la penisola (e le motivazioni storiche, culturali ecc. non mancavano, anzi) e che questa esigenza era portata avanti da persone coscienti e lungimiranti. Peccato che i loro mezzi economici erano limitati e peccato che non vi fosse una potenza laica e repubblicana interessata a creare una potenza locale per bilanciare quel rudere medioevale che era l'impero degli Asburgo.
    I rivoluzionari unionisti non avevano armi, e queste invece le avevano i Savoia (pieni di debiti, ma che con l'Unità d'Italia si impossessarono delle proprietà degli spodestati). A livello internazionale vi furono appoggi e sostegni, ma ovviamente (trattandosi di stati monarchici come GB e Francia) evitarono di favorire una ipotetica vittoria delle forze mazziniane. Anche perchè un anticipo di cosa sarebbe stata una Repubblica Italiana lo ebbero con la gloriosa Repubblica Romana.

    Quindi, il discorso deve vertere non sulla (inutile, perchè non erano il paradiso in terra e le loro gerarchie meritavano di essere rovesciate) difesa di stati che non esistono più (e che nessuno rimpiange), ma su come il Risorgimento venne inquinato, allontanato dai fini iniziali, piegato alle esigenze della borghesia settentrionale.

    Vi fu molto di neocoloniale nella impresa dei Mille e sotto tutela della Gran Bretagna che coleva un nuovo elemento di destabilizzazione ai danni della Francia e dell'Impero d' Asburgo.

    La storia del Risorgimento e' tutta da riscrivere !

    B: Mussolini Storia di un anno - il tempo del bastone e della carota "
    1944 Il Corriere delle Sera - anche 2 milioni di copie.!

  4. #24
    Nessun vincitore crede al caso
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    La storia del Risorgimento e' tutta da riscrivere !
    Basta leggere Gramsci...

  5. #25
    dubito, ricerco, costruisco
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Basta leggere Gramsci...
    no? ma scherzi? non vedi che cita un grande storico italiano, benito-appeso pe' piedi-mussolini?

    ignorante...niccolò, studia di più..

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Quod erat demonstrandum

    Tu sei il corrispettivo meridionale dei leghisti che ci sono qua in Lombardia e che purtroppo conosco bene.

    Sei di quelli che intuiscono che l'Italia è in una gravissima crisi morale, sociale, economica e politica, ma assumono una linea di difesa paranoica.

    Al posto di dire il nostro paese ha dei gravi problemi di cui anche noi siamo la causa, rimboccarsi le maniche e cominciare mettendo in discussione noi stessi, si adotta un approccio paranoico. Dal tipo noi non abbiamo nessun problema, noi siamo perfetti tutte le nostre difficoltà ci sono state portate dall'esterno da altri, basta mandarli via e tutto ritornerà a posto.

    Così a Nord si dice noi non siamo italiano, gli italiani ci hanno colonizzato portando immigrazione e problemi economici. L'economia va male? Non è perché noi non siamo più capaci di competere ma è colpa di Roma ladrona, ecc.

    A Sud invece si dice noi vivevamo nel nostro bel Regno delle Due Sicilie ricco e prospero, poi sono arrivati gli italiani e ci hanno ridotti in povertà, hanno creato la Mafia, la Camorra ecc e ci hanno coperto di rifiuti.

    Bene, bravi bis. I problemi vengono sempre da fuori, mai dall'interno.... quindi quelli come te non devono cambiare e neanche assumersi responsabilità, solo piangersi addosso e fare le vittime.


    C'è poi anche un altro aspetto, i localismi sono l'altra faccia dell'europeismo. A furia delegittimare e indebolire il legame nazionale in nome dell'Europa Sempre Positiva, la gente si ritrova priva di identità e allora ripiega nei localismi tribali.
    La differenza è che la Nazione è un modello inclusivo che cerca di costruire un'identità comune per tutti al di là delle differenze etniche, religiose, ecc. mentre il localismo è un modello esclusivo che divide ed alimenta la xenofobia.

    Ah.... dimenticavo io sono italiano e faccio parte della Nazione italiana quindi per te non esisto. Guarda i lati positivi non devi rispondere a chi non esiste.
    sottoscrivo in pieno, bell'intervento

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Basta leggere Gramsci...

    DIO ci scanzi e liberi dall'appeso mussolini, nel periodo del fascio non si potevsa nemmeno parlare del "regno delle due sicilie", perche' l'appeso era per l'unita' e valorizzava il "risorgimento" .

    Gramsci infatti e' molto critico su quel periodo.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Vi fu molto di neocoloniale nella impresa dei Mille e sotto tutela della Gran Bretagna che coleva un nuovo elemento di destabilizzazione ai danni della Francia e dell'Impero d' Asburgo.

    La storia del Risorgimento e' tutta da riscrivere !

    B: Mussolini Storia di un anno - il tempo del bastone e della carota "
    1944 Il Corriere delle Sera - anche 2 milioni di copie.!
    La frase "la storia del Risorgimento è tutta da riscrivere" non dice nulla sul Risorgimento, ma dice molto su Mussolini e la sua mentalità. Per chi ha un approccio totalitario, il passato è una tabula rasa da scrivere e riscrivere a seconda delle convenienze politiche del momento..... per esempio dopo il "litigio" con la Monarchia, Mussolini decise che era il caso di riscrivere la storia del Risorgimento in funzione antimonarchica, mentre pirma gli andava bene in funzione filosabauda.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da STABIA Visualizza Messaggio
    DIO ci scanzi e liberi dall'appeso mussolini, nel periodo del fascio non si potevsa nemmeno parlare del "regno delle due sicilie", perche' l'appeso era per l'unita' e valorizzava il "risorgimento" .

    Gramsci infatti e' molto critico su quel periodo.
    Infatti pensava che la Rivoluzione comunista basata sull'alleanza tra operai del nord e contadini del sud sarebbe stata il compimento del Risorgimento perché avrebbe superato gli squilibri economici e sociali lasciati dall'unificazione politica fatta dalla borghesia.

  10. #30
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da STABIA Visualizza Messaggio
    Caro amico a parte l'analisi che hai fatto di me che e' opinabile, vorrei sapere da te cosa ne pensi del periodo piu' importante della storia italiana il "risorgimento", mi interessa davvero, vorrei sapere inoltre che cosa e' per te una nazione (e non uno stato). quato in pieno quello che c'e' scritto sotto il tuo avatar.
    Prendo questa risposta come un'ammissione implicita dell'esistenza degli italiani e dell'Italia.....

    In fin dei conti.... eppur si muove.

    La Nazione è ovviamente la comunità di tutti i cittadini uniti da un vincolo comune di tipo politico che trascende le differenze di tipo religioso, etnico e ideologico. Essa presuppone il modello antropologico del cittadino e costruisce la sua identità attorno a valori e simboli condivisi e trasmessi di generazione in generazione.

    Il Risorgimento appartiene è la storia delle origini della nostra Nazione e i suoi problemi non sono più assolutamente i problemi dell'Italia attuale.... non c'è più la questione delle conseguenze dell'eversione della feudalità, dell'indipendenza dall'Austria, della lotta contro l'assolutismo, del'alfabetizzazione, dell'industrializzazione del paese, della costruzione di uno stato moderno e neanche quello dell'unità degli italiani.

    I problemi dell'Italia di oggi sono completamente diversi e per questo motivo il giudizio sul Risorgimento dovrebbe essere storico e non politico. Chi vuole dargli un giudizio politico cerca solo una via di fuga per non affrontare i problemi dell'Italia attuale.
    Se proprio vogliamo andare sul politico bisognerebbe dire che oggi il nostro paese ha bisogno di un nuovo Risorgimento.

    In sede di giudizio storico, il Risorgimento fece dell'Italia una Nazione unita, moderna e borghese.

    Anzitutto fece dell'Italia una Nazione facendo evolvere gli italiani da etnia (gruppo unito culturalmente e storicamente) a Nazione comunità di cittadini che partecipavano alla determinazione dei propri destini.
    Per altro questo processo avvenne a partire dei valori civici e umanistici della letteratura e dell'Umanesimo, costruendo un'identità culturale rispettosa delle diversità e che contemplava al suo interno la solidarietà con tutti i popoli oppressi.

    Unita: permise agli italiani di vivere all'interno dello stesso stato presupposto dell'autodeterminazione del nostro popolo.

    Moderna: l'unificazione fu uno dei presupposti della modernizzazione del paese, dello sviluppo industriale e di una profonda trasformazione della società che permise di superare il precedente ordine pre-capitalistico.

    Borghese: la borghesia fu la classe guida di questo processo (che per altro ha un valore che va ben al di là delle suo origini di classe) e questo gli va riconosciuto.... anche perché la borghesia è la mia classe preferità.

    Contento? Bene allora passiamo ad occuparci dei problemi del nostro paese oggi.

 

 
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