io cambierei nick
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io cambierei nick
ma son tutti contenti se un candidato premier minaccia di manganellare i cittadini che manifestano per la propria salute?:confused::confused:
Tutti Vogliono I Prori Interessi Quindi Credo Che Casini Si Unira' Al Pdl
Ho appena rivisto il discorso che faceva Berlusconi sul "rinunciare al marchio" ed ai "personalismi" di casini. Berlusconi ha fatto un discorso di una ipocrisia allucinante dicendo che anche Lui e Fini tenevano tanto al proprio marchio, ma vi hanno rinunciato per tenere unito il centrodestra..
PECCATO CHE BERLUSCONI NON ABBIA DOVUTO RINUNCIARE A NULLA, NE TANTOMENO AI PERSONALISMI, PERCHE' IL PARTITO SARA' IL SUO E SOLO IL SUO ESATTAMENTE COME FORZA ITALIA; ANZI SARA' UN PARTITO ANCOR PIU' PERSONALISTA PERCHE' PRETENDE DI AVERE GLI EX ALLEATI SEMPLICEMENTE COME SOLDATI DI PARTITO. INSOMMA BERLUSCONI NON HA DOVUTO RINUNCIARE AL SUO MARCHIO, SE NON PER SUA SCELTA E PER CREARE UN ALTRO SUO MARCHIO, DECISO DA LUI E BASTA! E' FACILE CHIEDERE DI RINUNCIARE AI PERSONALISMI QUANDO SI VUOL SOTT'INTENDERE CHE LUI NON DEVE RINUNCIARE PERCHE' LUI E' IL LEADER INDISCUSSO E QUINDI IL SUO E' UN PERSONALISMO "GIUSTIFICATO"..
Se davvero voleva un partito "di centro" in cui si rinunciasse ai personalismi poteva benissimo confluire lui nell'UDC e portare lì i suoi voti..
ma si riferisce alla storia dell'africa di cui parlava con mentana??
che cmq ha detto hce ci andrà....
ma che se ne vadano a quel paese tutti......credono di aver che fare con dei coglioni che dimenticano tutto le balle che dicono....e probabilmente per la maggioranza dei casi hanno anche ragione
Sì, ma in quel caso godeva di un "certo" margine di maggioranza.
Quando nel '94 al Senato stava in minoranza (mi pare), quanto durò? 7-8 mesi?
... e comunque, detto da te mi tocca crederci ... mi sa che mi conviene turarmi il naso e votare l'uòlter ... nella migliore delle ipotesi tra un paio d'annetti si rivota ...
L’EX COORDINATORE DL
Candidature, De Mita incontra Veltroni
Il tema delle candidature resta caldo. Il crocevia del Pd sarà l’assemblea costituente di sabato a Roma. In quella sede si discuterà di regole e criteri. E di deroghe. Punto delicato che tocca innanzitutto Ciriaco De Mita. E proprio ieri l’ex segretario della Dc ha incontrato a Roma, per circa mezz’ora, il leader del Pd. È noto che i vertici nazionali abbiano chiesto a De Mita un passo indietro ed è altrettanto noto che il leader irpino intenda candidarsi. La questione sarà definita nei prossimi giorni. Resta intanto la volontà del segretario regionale Tino Iannuzzi di chiedere la deroga per De Mita che, ricordiamo, conta undici legislature. Già nel 1996, va detto, De Mita si trovò a fronteggiare la contrarietà, quella volta di Romano Prodi, a una sua candidatura. Alla fine l’ex premier si candidò con una lista fai-da-te («Democrazia e libertà») nel collegio uninominale di Nusco ottenendo oltre 30mila voti. E fu chiaramente eletto. Nel 2001 fu capolista della Margherita, nel 2006 guidò la lista dell’Ulivo. Chi invece si tira fuori dalla partita è il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma. Il suo mandato scade il prossimo anno e Di Palma intende rispettarlo. «Il senso di responsabilità istituzionale e personale - spiega l’esponente dei Verdi - mi impegna a portare a termine il lavoro affidatomi. Non mi candido, quindi, perchè ritengo normale portare a termine il mandato e perchè dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini su tanti temi. D’altronde in questi quattro anni la Provincia di Napoli, tra tante difficoltà, ha molto realizzato per la crescita economica, culturale e infrastrutturale dei nostri territori e in questa sfida voglio continuare a misurarmi». Di Palma resta al suo posto dunque. I sindaci e i presidenti di Provincia che vogliano candidarsi hanno comunque tempo sino al 13 febbraio per presentare le dimissioni. In odore di candidatura è certamente il presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone il cui secondo mandato scade la prossima primavera. Tra i sindaci potrebbero candidarsi Nino Daniele (Ercolano), Enzo Cuomo (Portici), Salvatore Vozza (Castellammare), Marco Fiorentino (Sorrento), Almerico Gambino (Pagani) . Chi ha già annunciato le dimissioni (le presenterà domani) è il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello che però avrebbe negato la volontà di candidarsi. La partita delle candidature è tutta aperta e molto dipenderà dalla definizione delle alleanze. Il Pd dovrebbe ricandidare tutti gli uscenti alla prima legislatura. Nel centrodestra, la nascita del Popolo delle libertà crea nuovi scenari. Nel listone, oltre a esponenti di Forza Italia e An, dovrebbero trovare spazio il diniano Giuseppe Scalera, il socialista Stefano Caldoro, il democristiano Paolo Cirino Pomicino, Sergio De Gregorio di Italiani del Mondo. Sempre con il Popolo delle libertà potrebbe candidarsi Clemente Mastella se dovesse decidere di aderire al progetto berlusconiano. Non è esclusa, nel Pdl, la candidatura dell’ex vicesegretario del Psi Giulio Di Donato, oggi con Forza Italia. Un no alla candidatura arriva, invece, da Cristiana Coppola, presidente di Confindustria Campania. Secondo indiscrezioni sarebbe stato Veltroni in persona a pensare al suo nome. «Non ho alcuna intenzione - precisa la Coppola - di impegnarmi direttamente in politica. In questi ultimi mesi del mio mandato intendo dedicare tutte le energie al sistema imprenditoriale che attraversa un momento particolarmente difficile. Inoltre, devo lavorare per avviare le procedure dell’elezione del nuovo presidente di Confindustria Campania. Sono e rimango un’imprenditrice e, in quanto tale, credo di poter ugualmente contribuire a costruire una Campania migliore». p.mai.
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