purtroppo la questione è di una complessità devastante....come barker insegna, esami al radiocarbonio dimostrano
che ad esempio In Etruria la produzione intensificata di bronzo, e l’aumento nel numero degli insediamenti, furono accompagnati da importanti cambiamenti nella società. Questi sono stati individuati principalmente nella documentazione funeraria. Le prime necropoli a cremazione comparvero in diverse zone italiane negli ultimi secoli del secondo millennio, e il rito si diffuse rapidamente su gran parte dell’Italia durante l’Età del Ferro (Hencken, 1968). Per decenni il diffondersi della cremazione attraverso l’Europa alla fine dell’Età del Bronzo è stato interpretato come diffusione di un popolo — il «popolo dei campi di urne» (Gimbutas, 1965). All’incirca nell’ultimo decennio, tuttavia, si è
accertato che in quasi tutte le aree che la cultura materiale di questo periodo (e specialmente quella degli insediamenti) trova in realtà le sue radici nelle precedenti tradizioni dell’Età del Bronzo e non c’è il “nuovo ordine” (del nuovo popolo) proposto con i precedenti modelli. Ciò appare chiaro specialmente nell’Italia , dove gli stili delle forme e delle decorazioni ceramiche del Villanoviano sono uno sviluppo ovvio e diretto del repertorio appenninico dell’Età del Bronzo.
Le necropoli dell’Etruria del decimo e nono secolo a.C., l’Età del Ferro villanoviana, erano caratterizzate da circa quattro livelli stratificati. C’erano cremazioni senza alcun oggetto di corredo; c’era un secondo gruppo, di cremazioni con un repertorio assai semplice — una spilla o un rasoio, per esempio; vi era un terzo gruppo con un corredo funerario più importante, come armi da difesa per tutto il corpo
recipienti per bere; e finalmente vi erano esempi isolati di sepolture
inumazione di particolare ricchezza, per persone dotate di una grande varietà di ceramica e oggetti metallici e spesso con “arredamento” funerario in legno, carri funebri, e così via. Sono testimoniate anche pietre poste a segnacolo della tomba, che delimitano aree sepolcrali di famiglia. In breve, la documentazione funeraria dei primi due secoli del primo millennio a.C. dimostra l’emergere in Etruria, di una società chiaramente stratificata, dominata probabilmente da famiglie dinastiche, famiglie che passarono poi a governare le città-stato etrusche, ormai già esistenti alla fine dell’ottavo secolo. La trasformazione nella vita della comunità fu particolarmente profonda in questo passaggio dalla società tribale della tarda preistoria alla città-stato etrusca, fenomeno limitato a questa sola parte dell’Italia centrale e compiutosi nello spazio di poche secoli soltanto. Perché la società italiana rimase stabile così a lungo, e perché in Etruria si trasformò in modo tanto improvviso?
chiaramente queste conclamate evidenze archeologiche, non possono essere "smentite da un linguista" incineritori, ascie litiche, erano già presenti in italia (anzi quelle in ossidiana venivano addirittura fabbricate in italia)
e si badi, questo è un ben misero esempio....
saluti.
l





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