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Discussione: Indoeuropei...

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da SolConservator Visualizza Messaggio
    ciao mjolnir bentornato !

    ipotesi artica ! empiricamente sono molto poco convinto di ciò (non me ne voglia il grande tilak !) sul prossimo "scienze" è in arrivo un'articolo di gran lunga dettagliato simile al seguente.


    QUANDO IL POLO NORD ERA COME I TROPICI

    Equipe di geologi rivela: nella preistoria il clima era mite. E potrebbe succedere di nuovo.

    Dal nostro corrispondente ANNA GUAITA

    NEW YORK – Quella che oggi è la calotta polare, con la sua immensa distesa di ghiacci e con le sue temperature gelide, una volta era un lago dalle acque miti e dal clima sub-tropicale. La superficie era coperta di felci, e nell’acqua prosperavano le alghe, come oggi in Florida. La scoperta, descritta nell’ultimo numero della rivista ‘Nature’, è stata compiuta da una squadra di geologi olandesi e statunitensi, che ha lavorato nel 2004 vicino al Polo Nord con il supporto di due navi rompighiaccio e una nave ‘laboratorio’. La squadra ha potuto raccogliere sedimenti a quasi mille metri di profondità, arrivando con le trivelle 430 metri sotto il fondale marino. Ha così riportato in superficie una ‘carota’ di sedimenti, che è stata definita un “documento geologico preistorico”. Per due anni i ricercatori hanno studiato la ‘carota’ , nei laboratori dell’università di Utrecht e del Rhode Island, traendone deduzioni che rivoluzionano quello che finora sapevamo della storia del nostro Pianeta. Prima di tutto, si scopre che 55 milioni di anni fa la calotta polare era calda, probabilmente come conseguenza di massicce eruzioni vulcaniche ce avevano rilasciato nell’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, creando nella Terra lo stesso effetto serra causato oggi dall’impatto delle attività umane. Il progressivo scomparire dell’anidride carbonica prodotta dai vulcani favorì poi l’avanzamento dei ghiacci: e anche qui c’è una grande sorpresa, perché contrariamente a quanto si è creduto finora, la calotta polare dell’Artico si è creata nello stesso arco di tempo in cui si sono creati i ghiacci dell’Antartico. Finora si è pensato che il Polo sud si fosse raffreddato prima, in seguito al progressivo allontanarsi delle terre del Sudamerica e dell’Australia. Il polo nord si credeva fosse molto ‘giovane’ e che risalisse a circa 3 milioni di anni fa. Invece ora si capisc che le due calotte ghiacciate si sono cominciate a formare insieme, circa 45 milioni di anni fa.
    Questi studi serviranno agli esperti di clima per tracciare previsioni più precise: “Le rivelazioni – spiega il professor Matthew Huber, della Pur due University – ci dimostrano quanto caldi erano i poli allora. E ci testimoniano che i modelli che abbiamo usato finora sottovalutano il peso dei gas serra”. Non è solo questa constatazione che metterà in allarme gli ambientaliti. Uno dei ricercator, il professor Henk Brinkhuis, dell’Università di Utrecht, pensa che la grande quantità di materiale organico sepolto nelle profondità del Polo nord suggerisce che quelle aree possano contenere vaste riserve petrolifere. I colleghi di Brinkhuis si sono detti riluttanti a concentrasi su questo aspetto della loro ricerca, per il timore che esso possa scatenare un’esplorazione petrolifera che non farebbe che liberare altri gas serra e peggiorare ulteriormente le condizioni climatiche del nostro pianeta. E non sembra un timore infondato. La professoressa Kathryn Moran, dell’Università del Rhode Island, è stata invitata dalla Bp, il gigante petrolifero, a tenere una conferenza davanti a una trentina di petro-geologi: “Ho decisamente notato che hanno preso appunti” ha poi raccontato la professoressa.

    Articolo de “IL MESSAGGERO”, venerdì 2 giugno 2006


    C'e' un vulcano attivo sotto i ghiacci dell'Antartide. Si trova nella zona occidentale del continente e ha un'estensione confrontabile a quella dell'Emilia Romagna. La sua ultima eruzione risale a poco piu' di 2.000 anni fa (al 325 avanti Cristo) ed e' stata la piu' violenta avvenuta nel continente bianco negli ultimi 10.000 anni. La scoperta, pubblicata on line sulla rivista Nature Geosciences, e' dei ricercatori dell'istituto britannico per la ricerca in Antartide (British Antartic Survey, Bas). Secondo gli studiosi, che lo hanno identificato grazie al radar, il vulcano sta provocando cambiamenti importanti nei ghiacci e i nuovi dati aiuteranno a costruire scenari futuri sul loro eventuale scioglimento e sulle variazioni del livello del mare. ''E' una scoperta unica'', osserva il coordinatore della ricerca, Hugh Corr.

    I dati radar hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'eruzione, che provoco' una nube di cenere e gas alta 12 chilometri. Ma anche di interpretare in una nuova luce alcuni eventi, come l'avanzamento di uno dei piu' grandi ghiacciai della calotta occidentale, il Pine Island. Secondo il co-autore della ricerca, David Vaughan, ''l'avanzamento di questo ghiacciaio si e' accelerato nelle ultime decadi ed e' possibile che questo sia dovuto al calore del vulcano.

    Tuttavia - aggiunge - la presenza del vulcano non riesce a spiegare il diffuso scioglimento dei ghiacciai della calotta occidentale, responsabili dell'innalzamento del livello del mare di 0,2 millimetri l'anno''. I vulcani svolgono un ruolo importante in Antartide. Molti di essi sono ormai spenti, mentre altri sono ancora attivi, come il Monte Erebus, Deception Island e South Sandwich Islands. Le eruzioni erano molto comuni in Antartide 25 milioni di anni fa ed hanno coinciso con il periodo di grandi cambiamenti climatici che ha portato alla formazione della calotta antartica.(ANSA)

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    La mia forse è una domanda banale e già accennata, ma vorrei sottolineare questo aspetto per comprendere il commino degli indoeuropei: la rituaria cultuale e il rapporto con il sacro. O forse questo aspetto e come la linguistica si è facilmente discostato dall'origine.Le grandi divinità alla base degli indoeuropei quali erano?
    Pare che 'Diaus Patri', 'Vesta', o i 'Gemelli Divini'(Dioscuri), per citarne Qualcuno/a, fossero presenti chiaramente sin dalle origini.

    Saluti,
    Frumentarivs

    PS: non ricordo la fonte di questi studi in questo momento
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  3. #23
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    Predefinito Cosa ne pensate

    Colin Renfrew è venuto circa un mese fa a tenere una lezione articolata presso l'Università di Verona.Chi era presente è rimasto di stucco dato che durante la conferenza ha affermato che quello che e stato scritto da lui in merito agli indoeuropei e tutto da rivedere e correggere con delle valutazioni completamente errate. Ha continuato spiegando tutte le difficoltà e ha citato con estrema competenza studiosi come Tilak e Evola,con lo sciamanesimo legato ad Apollo Iperboreo, ha accennato allo stesso Romoaldi, certe intuizioni della Gimbutas Hans Gunter, Lombardo, Lota Kilian . Possiamo aggiungere Pagliaro e molti altri, dimostrando una competenza e una conoscenza vastissima e organizzarta, ma che ci ha lasciato senza una precisa soluzione.Il più accreditato studioso di indoeuropei ha messo in discussione le sue proprie teorie, certo un atto di grandissima onestà, ma ci lascia ancora più nella confusione, in specialmodo persone che vogliono cecare di capire. Insomma sono toprnato dalla interessante conferenza con ancora più confusione di prima.

  4. #24
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    Colin Renfrew è un archeologo non un'indoeuropeista
    le sue tesi inizialmente smentivano l'invasione (cosa assai improbabile)
    TI ha parlato di romualdi ? è malato o rincoglionito
    quando lo saprà il professor cavazza si evirerà !

    ciao

  5. #25
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    Predefinito Per essere sinceri

    La conferenza non ho potuto ascoltarla tutta, in ogni modo ha accennato alle varie teorie e ha fatto un cenno di Romualdi riportando solo il nome. Non c'era nemmeno una traduzione e mi son dovuto appoggiare a un mio amico. Colin Renfrew sta rivedendo le sue stesse teorie, ma c'è da dire che conosce e si è documentato su tutto quello che è stato scritto in merito. Forse per questo motivo è andato in crisi, il troppo storpia.Personalmente ripeto ho molta più confusione di prima, però ho riportato una sterminata bibliografia, che non potrò leggere mai per la vastità. Probabilmente venendo a fare una conferenza in Italia ha pensato bene di citare i personaggi italiani che si sono occupati della questione.

  6. #26
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    A Verona ci dovrebbe essere stato il vecchio Gusmani, se non vado errato (quanti ricordi...l'anatolico...Archi...Ah, il tempo che fu...).
    Tutto è bene ciò che finisce bene: alla fine anche lo stesso Renfrew ha capito di aver detto tutte corbellerie.
    In definitiva, un simpatico lord inglese.

    M.

  7. #27
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    dunque, immagino siano forse in egual misura le stesse valanghe di corbellerie dei pan-germanisti ?



    saluti.

  8. #28
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    comunque la maggioranza dei parlanti indoeuropei dell'asia hanno tutti
    delle marcate caratteristiche agricole

    armeni, sarti, kàsgari-iuguiri turkmeni ( tò -kù-meng) tekkè, yomut, gòlken,kirmànik,khalur,tagiki,.

    saluti.

  9. #29
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    Predefinito Ecco!

    Nella conferenza è ricorso, più volte, il legame con l'agricoltura. La coltivazione dei cereali è alla base di questo cammino. Scusa se ti rispondo a frammenti, ma non ho preso appunti per la mia incapacità di comprendere l'inglese e di conseguenza di non poter fare una sintesi. Per questo non me la sento di postare e aspetto Vostri interventi, visto che toccate i punti nodali delle questione.

  10. #30
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    lei è sempre un signore sideros !
    è una fortuna averla come moderatore !

    saluti.

 

 
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