
Originariamente Scritto da
SolConservator
ciao mjolnir bentornato !
ipotesi artica ! empiricamente sono molto poco convinto di ciò (non me ne voglia il grande tilak !) sul prossimo "scienze" è in arrivo un'articolo di gran lunga dettagliato simile al seguente.
QUANDO IL POLO NORD ERA COME I TROPICI
Equipe di geologi rivela: nella preistoria il clima era mite. E potrebbe succedere di nuovo.
Dal nostro corrispondente ANNA GUAITA
NEW YORK – Quella che oggi è la calotta polare, con la sua immensa distesa di ghiacci e con le sue temperature gelide, una volta era un lago dalle acque miti e dal clima sub-tropicale. La superficie era coperta di felci, e nell’acqua prosperavano le alghe, come oggi in Florida. La scoperta, descritta nell’ultimo numero della rivista ‘Nature’, è stata compiuta da una squadra di geologi olandesi e statunitensi, che ha lavorato nel 2004 vicino al Polo Nord con il supporto di due navi rompighiaccio e una nave ‘laboratorio’. La squadra ha potuto raccogliere sedimenti a quasi mille metri di profondità, arrivando con le trivelle 430 metri sotto il fondale marino. Ha così riportato in superficie una ‘carota’ di sedimenti, che è stata definita un “documento geologico preistorico”. Per due anni i ricercatori hanno studiato la ‘carota’ , nei laboratori dell’università di Utrecht e del Rhode Island, traendone deduzioni che rivoluzionano quello che finora sapevamo della storia del nostro Pianeta. Prima di tutto, si scopre che 55 milioni di anni fa la calotta polare era calda, probabilmente come conseguenza di massicce eruzioni vulcaniche ce avevano rilasciato nell’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, creando nella Terra lo stesso effetto serra causato oggi dall’impatto delle attività umane. Il progressivo scomparire dell’anidride carbonica prodotta dai vulcani favorì poi l’avanzamento dei ghiacci: e anche qui c’è una grande sorpresa, perché contrariamente a quanto si è creduto finora, la calotta polare dell’Artico si è creata nello stesso arco di tempo in cui si sono creati i ghiacci dell’Antartico. Finora si è pensato che il Polo sud si fosse raffreddato prima, in seguito al progressivo allontanarsi delle terre del Sudamerica e dell’Australia. Il polo nord si credeva fosse molto ‘giovane’ e che risalisse a circa 3 milioni di anni fa. Invece ora si capisc che le due calotte ghiacciate si sono cominciate a formare insieme, circa 45 milioni di anni fa.
Questi studi serviranno agli esperti di clima per tracciare previsioni più precise: “Le rivelazioni – spiega il professor Matthew Huber, della Pur due University – ci dimostrano quanto caldi erano i poli allora. E ci testimoniano che i modelli che abbiamo usato finora sottovalutano il peso dei gas serra”. Non è solo questa constatazione che metterà in allarme gli ambientaliti. Uno dei ricercator, il professor Henk Brinkhuis, dell’Università di Utrecht, pensa che la grande quantità di materiale organico sepolto nelle profondità del Polo nord suggerisce che quelle aree possano contenere vaste riserve petrolifere. I colleghi di Brinkhuis si sono detti riluttanti a concentrasi su questo aspetto della loro ricerca, per il timore che esso possa scatenare un’esplorazione petrolifera che non farebbe che liberare altri gas serra e peggiorare ulteriormente le condizioni climatiche del nostro pianeta. E non sembra un timore infondato. La professoressa Kathryn Moran, dell’Università del Rhode Island, è stata invitata dalla Bp, il gigante petrolifero, a tenere una conferenza davanti a una trentina di petro-geologi: “Ho decisamente notato che hanno preso appunti” ha poi raccontato la professoressa.
Articolo de “IL MESSAGGERO”, venerdì 2 giugno 2006