



Quindi la volontà dell'ospite (madre in divenire) non è in alcun modo determinante per la nascita di questo essere umano? Neppure quella di continuare a vivere? Sai è che l'embrione non soprvvive al di fuori dell'utero. Se non c'è utero non c'è essere umano in divenire.
Quindi visto che come il mancato concepimento la possibilità di divenire essere umano per una blastocisti deriva comunque da una scelta e quindi un atto volontario, se si decide di non concepire si uccide un essere umano in divenire.
Imparo in fretta.


Ripeto: una blastocisti è una blastocisti, un embrione è un embrione, un feto è un feto, un bambino è un bambino. Detto questo, nessuno obbliga nessuno ad abortire. Ognuno in merito ha i suoi convincimenti e decide secondo le sue personali convinzioni. Tuttavia una blastocisti o un embrione non sono un bambino in quelle fasi dello sviluppo embrionale e ciò mi pare sia chiaro per tutti, per cui è scorretto e poco serio (cioè disinformatja) chiamare bambino qualcosa che bambino non è.




Appunto questo è ciò che è un essere umano finito "quì e adesso". Un embrione non è questo, e se decidiamo che l'individuo è ciò che è quì e adesso allora è un grumo di cellule e basta.
Se invece decidiamo che un essere è ciò che è adesso e anche ciò che sarà nelle sue storie future, la conclusione è diversa.
Quindi quello che hai deciso tu in merito è chiaro. Ma non potrebbe essere una conclusione dovuta al fatto che i nostri sensi sono limitati al quì e adesso?
non credo che sia nella percentuale di probabilità la risposta dal momento che l'azione volontaria di un uomo (e donna) va oltre tutto questo. Io ho una certa probabilità bassa (spero) che uscendo di casa qualcuno mi spari. Ma se un individuo decide di spararmi mi spara e la probabilità non c'entra più.
Per questo ho tirato in ballo l'azione volontaria; l'azione volontaria volta alla distruzione di un individuo è omicidio, quella volta a generare un nuovo individuo è concepimento e la mancata azione nell'uno e nell'altro caso potrebbe essere considerata neutra


Guarda, per me ognuno può decidere ciò che gli pare: a me interessa l' informazione corretta. Se si dice che una blastocisti o un embrione sono un bambino, ciò non è corretto da nessun punto di vista, allo stesso modo che non si può dire che un uovo gallato sia una gallina, perchè si dice il falso.
Ps: ho tre figli, felicissima di averli. Ma, appunto, felicissima, non costretta ad averli contro la mia volontà.


Anche un bambino non è un uomo e un uomo non è un vecchio..
la blastocisti è l'inizio di un viaggio ..e noi questo viaggio lo stoppiamo..
Abbiamo il diritto di farlo e ciò mi basta..ma non è che se non ci vede o non ci sente..merita la morte..la morte viene data perchè è nostro diritto darla..perchè è ancora parte del nostro corpo..e abbiamo il diritto di gestirlo il corpo..come vogliamo..
Il problema è solo uno...vale o non vale la pena sopprimere questa forma di vita..? e non se soppriamo vite e foruncoli..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Il pensiero e quindi la scelta è equiparabile all'azione, ma principalmente nell'ambito soggettivo. L'azione volta alla distruzione di un essere umano è tale nell'ambito reale e fisico, così come il concepimento è un'azione in ambito reale e fisico. La scelta di far continuare una gravidanza è un pensiero e quindi un'azione ma principalmente in ambito soggettivo. E' un'azione in ambito reale e fisico solo nella misura in cui il cervello di una persona è presente nel mondo fisico.


Guarda, una blatocisti si trova nelle stesse condizioni di un paziente con elettroencefalogramma piatto. Da un individuo con elettroencefalogramma piatto è consentito l'espianto di organi, cioè fa fede la cosiddetta "morte cerebrale". E' il sistema nervoso sviluppato umano e funzionante che fa l' uomo. Se si è contro la 194, coerenza vuole che si debba essere anche contro l'espianto degli organi.


Se decidiamo che l'individuo è anche ciò che è nelle sue storie future, l'embrione E' un bambino e un uomo (o donna). Se invece intendi che l'embrione "quì e adesso" non ha organi atti a percepire e elaborare dolore e consapevolezza della propria vita o morte, allora siamo d'accordo
No perchè un paziente con elettroencefalogramma piatto non sarà mai più un essere umano cosciente. Se invece QUEL paziente avesse elettroencefalogramma piatto ma i medici fossero certi al 100% che tra una settimana quel paziente si risvegli, allora avremmo ricreato una situazione simile a quella di un embrione: un essere non in grado di percepire nè di elaborare ma destinato a diventere/ridiventare un essere umano senziente