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  1. #11
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    Come non essere d'accordo con chi nota il mancato ricambio generazionale?

    Secondo me questo è dovuto al fallimento del movimento - inteso in senso largo, cioè dal pci al movimento "alter-global". Con il movimento finisce anche un certo modo di fare politica. Ormai un giovane non si spiega perché dovrebbe assistere regolarmente ad assemblee noiose che inoltre sono per lo più infeconde.

    Si deve anche notare che ormai il mondo occidentale è pienamente conforme a quella rivoluzione culturale che fecero i studenti nel 68. La carica sedicente soversiva che portavano queste lotte si è ormai denunciata per quel che era, cioè una stupida pagliacciata di piccoli borghesi annoiati. Il problema è che la fine di questo soversivismo piccolo-borghese sta trascinando la fine della politica in quanto lotta nel quotidiano.

    Per chi vuole davvero oppore una critica radicale a questo mondo, ci vuole chiara coscienza che la via del sinistrismo, più o meno cattolico e più o meno comunista, ma in tutti i casi buonista, è ormai chiusa.
    Si deve essere molto più spregiudicati e cattivi. Decisamente la critica radicale non è e non sara mai affare di piccoli borghesi.

  2. #12
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    Secondo me molto è dovuto all'incapacita' anche di uscire dagli stereotipi di far politica degli anni 70..si continua a scimmiottare quel modo di fare politica perche' è l'esempio piu' vicino ma è vecchio rispetto alla velocita' dei cambiamenti sociali ed inividuali..oggi un giovane che vuole fare politica non sa dove andare ma se va tra gli "alternativi" trova sempre e solo le stesse rituali forzature ed allora si chiude in se' stesso....

  3. #13
    Utente comun-socialista
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Tu che problemi hai?! Tanto la tua amata Israele è in piedi. Non vedo perché ti preoccupi dei tuoi "compagni" che, male o bene, una fetta di potere riescono sempre ad ottenerla.
    Mi dispiace, ma Israele con questo thread poco centra, io almeno non vado in giro a sputtanare la gente per quello in cui crede e quello in cui dice, se dobbiamo metterci a discutere iniza pure, non sono io che turbo la quiete del thread.

  4. #14
    sionismo = infamità
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    Rispetto al dicorso di Geronimo, mi vengono in mente due osservazioni da fare:

    1) Rispetto agli studenti: potrei sbagliarmi, dato che negli ultimi tempi ho sempre più finito per vari motivi nel chiudermi in una torre d'avorio e di perdere contatto con il mondo esterno, così come per il fatto che da ormai un lustronon faccio più le superiori. Però resta il fatto che, seppur dall'esterno, mi pare di vedere una minore presenza degli studenti nelle lotte e nell'impegno rispetto ad allora. Non solo per quanto riguarda i temi legati alla scuola, ma in generale: mi sembra di vedere meno diciassettenni e diciottenni oggi di quanti coetanei vedevo qualche anno fa quando avevo quell'età. Sempre all'epoca, io ed altri eravamo riusciti - sulla spinta del Social forum, non va sorvolato - a costituire nella mia città un "Movimento Studentesco" su posizioni marxiste libertarie, che ad un certo punto era arrivato a contare anche quaranta persone come numero massimo. Oggi vedo solo un Collettivo vicino a Rifondazione, nulla più.

    2) Rispetto ai sindacati di base: in un'analisi a cui mi ha indirizzato un mio amico di un'organizzazione politica, emerge (e prima ancora era emerso dall'esperienza concreta di chi il documento l'ha scritto) come anche nel sindacalismo di base non avviene un ricambio generazionale. I vari cobas sono portati avanti dalla vecchia guardia così che, anche ammettendo e concendendo ad essa le più buone delle intenzioni, senza circolarità e ricambio degli incarichi, i vari cobas assumono sempre più forme simili ai sindacati confederali, mentre i giovani ne restano all'esterno, anche perché condizioni quali la precarietà non stimolano certo l'idealismo.

  5. #15
    Kether è Malkuth del NM
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    Alcuni spunti di riflessione:

    1) La crisi investe tutte le organizzazioni giovanili, comprese quelle cattoliche. A Torino in meno di 10 anni si sono ridotti e accorpati del 50% i reparti Scout AGESCI tanto per fare un esempio concreto.

    2) Il movimento si è risolto per quello che era: un grosso bluff. Finita la kermesse radical-chic tutti a casa propria, riflusso riflusso riflusso. Senza un'organizzazione seria, militante, centralizzata (perlomeno come gruppo studi e poi network diffuso), il riflusso è stato totale. Per non parlare dei contenuti di questo movimento che erano davvero ridicoli.

    3) Il giovane capace perché dovrebbe fare "l'antagonista"? A che pro? Cosa gli servirebbe? Qua si teorizza pure l'eliminazione del pragmatismo quando io invece penso che se non si fornisce una soluzione di successo nessuno verrà attirato dalle proposte messe in campo. Se uno porta avanti un modello poco appetibile, irrealizzabile, contraddittorio e altre amenità simili, chi raccatterà se non squilibrati, disadattati, sfigati vari che cercano uno sfogo individuale al proprio fallimento? Questo è il bacino medio dell'antagonismo oggi, inutile stare a raccontarcela. Se uno vuole ingegneri, economisti, tecnici... insomma il cuore pulsante della produzione, deve per forza fornire un qualcosa che sia credibile altrimenti non attacca.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    Alcuni spunti di riflessione:

    1) La crisi investe tutte le organizzazioni giovanili, comprese quelle cattoliche. A Torino in meno di 10 anni si sono ridotti e accorpati del 50% i reparti Scout AGESCI tanto per fare un esempio concreto.

    2) Il movimento si è risolto per quello che era: un grosso bluff. Finita la kermesse radical-chic tutti a casa propria, riflusso riflusso riflusso. Senza un'organizzazione seria, militante, centralizzata (perlomeno come gruppo studi e poi network diffuso), il riflusso è stato totale. Per non parlare dei contenuti di questo movimento che erano davvero ridicoli.

    3) Il giovane capace perché dovrebbe fare "l'antagonista"? A che pro? Cosa gli servirebbe? Qua si teorizza pure l'eliminazione del pragmatismo quando io invece penso che se non si fornisce una soluzione di successo nessuno verrà attirato dalle proposte messe in campo. Se uno porta avanti un modello poco appetibile, irrealizzabile, contraddittorio e altre amenità simili, chi raccatterà se non squilibrati, disadattati, sfigati vari che cercano uno sfogo individuale al proprio fallimento? Questo è il bacino medio dell'antagonismo oggi, inutile stare a raccontarcela. Se uno vuole ingegneri, economisti, tecnici... insomma il cuore pulsante della produzione, deve per forza fornire un qualcosa che sia credibile altrimenti non attacca.

    Mi interessa soprattutto il terzo punto. Indubbiamente concordo in linea teorica ma forse a questo punto sarebbe meglio prima spiegare e chiarirci tutti cosa intendiamo per "fornire qualche cosa che sia credibile". Dico questo perchè se è vero che molto spesso ho notato negli anni di militanza (ed in particolare debbo dire in questi ultimi due o tre anni ma credo sia una mia impressione) un proporre una serie di iniziative simboliche ma anche (e queste sono quelle che più mi fanno rimanere perplesso) pratiche di scimmiottamento (come dice Pietro) e di riproposizione quasi rituale di pratiche oramai sorpassate dagli eventi e dal cambiamento dei classici rapporti sociali e di forza è anche vero che tentativi nuovi di proporre azioni e pratiche più pragmatiche e legate alla realtà concreta e territoriale non hanno avuto a lungo termine un esito migliore in termini di partecipazione giovanile. O se c'è stata essa si è comunque sempre fermata all'accettazione più o meno entusiastica di un qualche cosa di già creato e "organizzato" da qualcun altro.
    Tanto per fare un esempio locale della mia realtà: a Terni si sta costruendo quello che sarà il nuovo centro sociale. Una struttura al cui interno opererà ad esempio anche il collettivo studentesco. Questi ragazzi hanno aderito subito all'idea partecipando alle riunioni ma poi nella pratica quando si tratta di prendere la cazzerola e i pennelli per dare una sistemata ad un posto che ha bisogno di essere ristrutturato si sono fatti indietro e non ci sono mai stati. Paura della fatica? Forse! Ma di fatto i lavori li portano avanti persone di 30-40 anni. E il problema non è chiaramente tanto quello di dividersi i compiti (anche se...) quanto il fatto che non partecipare al progetto in termini pratici e di pratica significherà poi inevitabilmente trovarsi un luogo che è stato costruito e pensato da una generazione precedente. E a parer mio il problema del ricambio generazionale è proprio questo ed è parallelo ma non sinonimo di quello della partecipazione giovanile.

  7. #17
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    Il ruolo di certi centi sociali oggi è fondamentale per capire almeno in parte una certa deriva giovanile.
    Certo non possiamo e non dobbiamo colpevolizzare tutte le realtà(che in certi casi si proclamano)antagoniste,consci del lavoro duro e sincero di alcuni.
    Palese è però il carattere ludico-evasivo di certi CSOA che riempiono le sale di zombi i fine settimana e si ritrovano quasi desolate in fase assembleare;il Colosseo pieno e l'Agorà vuota.
    Questa fase di svuotamento politico in luoghi nati espressamente per resistere e combattere un preciso modello sociale è in atto ormai da oltre un decennio.Chi ha frequentato i CSOA in passato (e parlo di almeno un paio di generazioni precedenti la mia!)può tranquillamente confermare quanto dico.
    Paradossalmente le situazioni più piccole-e quindi più in difficoltà in fase resistenziale-sono quelle che meglio emergono dal punto di vista dell'iniziativa e sopratutto della proposta politica,anche se devo dire che in alcuni casi specifici si riducono a mere appendici di supporto a strutture più conosciute.
    Ieri si resisteva alle infiltrazioni politiche consci del fatto che tale supporto avrebbe ghigliottinato la necessaria autonomia,oggi assistiamo proprio a questo,mentre i compagni impegnati nelle piccole realtà con un forte accento politico-culturale cadono sotto i colpi della sbirresca speculazione immobiliare altri che si definiscono tali ingrassano le segreterie di partito organizzando grandi eventi ludici e svuotando progressivamente storici luoghi di aggregazione politica giovanile della loro funzione originaria.
    Il risultato finale è il giovane che frequenta il CSO per farsi liberamente una (o più) canna,che si proclama di sinistra,che partecipa alle manifestazioni pacifiste al seguito di una non meglio definita avanguardia disobbediente e che infine si disperde come un branco di avanotti al sopraggiungere del predatore.
    Mi rendo conto che forse ho ecceduto preso dall'enfasi..o forse no..

  8. #18
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    Il punto è che il capitalismo è penetrato compiutamente nella vita quotidiana (sussunzione), per cui oggi c'è un'adesiane spontanea e di massa ai suoi valori, che in altri tempi non c'era. E' per questo che oggi il discorso dell'impegno militante non attira più come prima e bisogna quindi inventarsi qualcosa di diverso (qualcosa del tipo di quello che si è inventato Beppe Grillo, per fare il paio con la discussione di Scapigliato). Non che io sappia bene cosa fare, ma il problema esiste ed è molto serio.

  9. #19
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    Complimenti; discussione importantissima

    provo ad esprimere il mio parere e nel farlo darò implicitamente risposta ad alcuni degli interventi letti.
    A mio avviso la scarsa partecipazione giovanile è da spiegarsi in primis alla luce della stanchezza che il modello di opposizione anticapitalistica "classico" ha ormai prodotto.
    Cosa intendo per modello di opposizione classico ?
    Tale modello si muove secondo due direttrici: da un lato abbiamo la riproposizione, sempre più marginale ed emarginata del marxismo "ortodosso" in tutte le sue varianti più omeno settarie, che predica una visione della realtà onirica del tutto incapace di cogliere la peculiarità del tempo presente( che è bene dirlo e ricordarlo, è un tempo ideologicamente post-classista, in cui il capitalismo ha penetrato ogni spazio). Chi propone visioni classiste in senso tradizionale è destinato a svolgere il ruolo del residuato bellico incapace di ricevere ascolto, e tacciato ( a volte anche igniustamente) di vecchiume e anacronismo.
    La seconda direttrice dell'opposizione "classica" al capitalismo è fondata su una concezione di libertà e di diritto che ha condizionato in grossa parte l'agire politico incisivo dell'anticapitalismo militante, specie nell'ultimo ventennio. In tale concezione, l'opposizione al capitalismo viene vissuta non tanto come attivo sentimento propositivo delle necessità esistenziale di un ordine comunitario, ma come un continuo appello implicito alla scomposizione nichilistica dell'esistente.
    Ovviamente non bisogna generalizzare. E'pieno di realtàè costruttive e benemerite che svolgono con passione e amore il proprio lavorio quotidiano per rovesciare le fondamenta culturali del sistema della merce: e tuttavia non bisogna avere paura di cogliere questo vizio drammatico, che spesso fa del'opposizione al sistema un esercizio di libertà da...piuttosto che una pratica attiva di libertà entro e di libertà nel..
    Oggi il giovane che si avvicina ad una realtà antagonista rischia di trovare un clima lamentoso, urlante, schiamazzante, trasgressivo e fatto di grossi slogan....al che forse, inizia a credere la barzelletta mediatica che dipinge il mondo in estremisti e moderati, e finisce per preferire una critica "moderata" e ONGistica del mondo, perchè nel mondo radicale vede solo tanta esaltazione e poca serietà.
    Inoltre a mio avviso, è assolutamente dirimente, oggi come sempre, l'adesione a valori e principi saldi. Spesso, i più giovani hanno l'impressione di vedere sbraco, approssimazione, posizione rivendicativa di comodo, e soprattutto tanta ma tanta intolleranza verso chi non si allinea ai diktat culturali del politicamente corretto antisistemico.
    Moti giovani "normali" che si avvicinerebbero ad una critica sana e fondata al sistema della merce, finiscono risucchiati dal mondo capitalistico "moderato" dei loro padri o del loro lavoro proprio per colpa dell'approccio esclusvista, settario, ed "estremistico" di chi pretende di essere il portavoce dell'opposizione al sistema.

    Molti, dunque, sono forse stanchi della maniera di fare e del nichilismo ideologico che connota molte realtà. E questa stanchezza si ripercuote per contagio anche sulle realtà più attive e sane....

    Il problema in ogni modo è molto serio, e credo di aver detto solo una parte delle cause che lo comportano....ad esse bisognerebbe aggiungere la già citata struttura capitalistica del benessere conseguito in occidente...in primis.
    L'unica certezza che ho, in tutta onestà, è che un nuovo apporccio capace di accogliere e stimolare, dovrà essere comunitario ed etico nei fondamenti, perchè moltissimi sono stanchi della rabbiosità fine a sè stessa tanto quanto del buonismo sinistrese. Le due cose, orkonner, vanno insieme.
    per questo non sono d'accordo sul tuo "cattivi" in un'epoca in cui è grasso che cola se si riesce a essere in 30 a seguire iniziative politiche.
    Non sarà la maggior cattiveria o rabbia a portare acqua al mulino dell'anticapitalismo, nè maggior buonismo e permissivismo. Le due cose, apparentemente opposte, in realtà viaggiano entrambe sul binario del nichilismo ideologico.

    Sarà dunque il difficile rapporto tra serietà, fondamento veritativo, fermezza etica, accoglienza della diversità, rigetto dell'estremismo come approccio, costanza e disciplina....

    da qui si può ripartire accogliendo giovani capaci di aderire in toto ad una critica radicale e pensata del sistema capitalistico. E forse sarebbe anche un passo decisivo per strappare tante anime in pena dagli ambienti falso-disciplinati delle estreme destre giovanili in espansione ( per lo meno lo dico guardando l'onnipresenza di manifesti dell'estrema destra scolastica nelle strdae). Quanta energia sprecata!!

  10. #20
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    Infatti i livelli si incrociano:da una parte è vero come dice Outis che lo spirito capitalistico è penetrato nelle coscienze giovanili in modo pervasivo disintegrando l'Etica e quindi ogni presupposto di espressione politica.Dall'altra l'estrema sinistra si avvita su se' stessa ed è totalmente incapace di andare oltre la riproposizione di vecchi schemi e di vecchie teorie ..è ormai alla frutta e pensare da partire da quell'ambiente per fare qualcosa di nuovo è come cercare di rimuovere un elefante dal ciglio della strada a braccia.....Il relativismo etico del cd ambiente antagonista il suo essere diventato un luogo di "radicaloidi" senza alcuna idea che non sia il proprio buco del culo lo fotte in partenza.Da un ambiente cosi' non puo' nascere nulla e questo i giovani lo capiscono..hanno fiuto i giovani..che vorrebbero probabilmente trovare"idee forti" portate avanti con coerenza,serieta', disciplina cose molto difficili da trovare in giro nella miscela esplosiva tra postsessantottismo progressista e capitalismo..un mix che uccide...

 

 
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