
Originariamente Scritto da
geronimo76
Cari compagni,
vorrei condividere con voi alcune riflessioni riguardanti il mancato ricambio generazionale che si viene a determinare oggi nel 2008 nell'ambiente della cosiddetta sinistra rivoluzionaria.
Non so nelle vostre realtà, ma nella mia,nonostante siamo in piena campagna elettorale,non vedo attività da parte dei compagni che militano (credo di usare un parolone) negli ambienti della sinistra extraparlamentare (altro parolone).
Eppure fino a 5-10 anni fa questi frangenti elettorali davano modo a tutti, nel bene o nel male di attivizzarsi, oggi non vedo questo fermento.
Altra considerazione che ritengo opportuno fare: non vedo oggettivamente giovani studenti pronti ad attivizzarsi in nessun campo che sia lambitamente politico,mentre noto che l'attivismo dei vari gruppi ed associazioni cattoliche non risente di questa crisi.
Qualcuno mi potrebbe dire:guarda che non c'è più nè l'Urss,nè il muro di Berlino,nè il Pci e proseguendo non c'è più nemmeno il movimento di Seattle nè quello di Genova.
Ebbene allora cosa rimane?
Quel che è peggio è che vedo,e in primis su me stesso, una certa stanchezza, che non ritengo neppure essere tale, una sorta di apatia e indifferenza tale da non farmi avere quell'entusiasmo per le iniziative di quello che ritengo essere il mio mondo.
Manifestazioni,dibattiti,conferenze,attacchinaggi, e tutto ciò che concerne l'attività politica di un militante (chi mi conosce sa che sono fatto così), l'ho sempre presa di petto (forse troppo?); ora se mi dicessero che domani c'è una manifestazione di piazza, forse participerei ma come se mi venisse imposto dalla mia coscienza e non anche perchè mi piace o ne sono entusiasta.
Quello che voglio dire che forse la ripetitività dell'agire politico,le immancabili scadenze annuali, i soliti riti se riescono a rendere indifferente chi come me ha anteposto sempre l'attivismo politico ad ogni altro interesse, dunque comprendo anche il fatto di come non ci siano giovani disposti a raccogliere il nostro testimone.
Certo che il nostro isolamento è dovuto anche da questa società opulente ed egoista (almeno in occidente) che tramite tutti i suoi mezzi di coercizione e di alienazione riesce ad inebetire le nuove generazioni.
Non voglio deprimervi compagni, anzi cerco io in primis di darmi delle risposte sul "Che fare",e pertanto chiudo qui questa riflessione,sperando che possa ascoltare,ops leggere anche le vostre opinioni a riguardo.
A pugno chiuso!
