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  1. #1
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    Predefinito Il problema generazionale.

    Cari compagni,
    vorrei condividere con voi alcune riflessioni riguardanti il mancato ricambio generazionale che si viene a determinare oggi nel 2008 nell'ambiente della cosiddetta sinistra rivoluzionaria.
    Non so nelle vostre realtà, ma nella mia,nonostante siamo in piena campagna elettorale,non vedo attività da parte dei compagni che militano (credo di usare un parolone) negli ambienti della sinistra extraparlamentare (altro parolone).
    Eppure fino a 5-10 anni fa questi frangenti elettorali davano modo a tutti, nel bene o nel male di attivizzarsi, oggi non vedo questo fermento.
    Altra considerazione che ritengo opportuno fare: non vedo oggettivamente giovani studenti pronti ad attivizzarsi in nessun campo che sia lambitamente politico,mentre noto che l'attivismo dei vari gruppi ed associazioni cattoliche non risente di questa crisi.
    Qualcuno mi potrebbe dire:guarda che non c'è più nè l'Urss,nè il muro di Berlino,nè il Pci e proseguendo non c'è più nemmeno il movimento di Seattle nè quello di Genova.
    Ebbene allora cosa rimane?
    Quel che è peggio è che vedo,e in primis su me stesso, una certa stanchezza, che non ritengo neppure essere tale, una sorta di apatia e indifferenza tale da non farmi avere quell'entusiasmo per le iniziative di quello che ritengo essere il mio mondo.
    Manifestazioni,dibattiti,conferenze,attacchinaggi, e tutto ciò che concerne l'attività politica di un militante (chi mi conosce sa che sono fatto così), l'ho sempre presa di petto (forse troppo?); ora se mi dicessero che domani c'è una manifestazione di piazza, forse participerei ma come se mi venisse imposto dalla mia coscienza e non anche perchè mi piace o ne sono entusiasta.
    Quello che voglio dire che forse la ripetitività dell'agire politico,le immancabili scadenze annuali, i soliti riti se riescono a rendere indifferente chi come me ha anteposto sempre l'attivismo politico ad ogni altro interesse, dunque comprendo anche il fatto di come non ci siano giovani disposti a raccogliere il nostro testimone.
    Certo che il nostro isolamento è dovuto anche da questa società opulente ed egoista (almeno in occidente) che tramite tutti i suoi mezzi di coercizione e di alienazione riesce ad inebetire le nuove generazioni.
    Non voglio deprimervi compagni, anzi cerco io in primis di darmi delle risposte sul "Che fare",e pertanto chiudo qui questa riflessione,sperando che possa ascoltare,ops leggere anche le vostre opinioni a riguardo.

    A pugno chiuso!

  2. #2
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    ti do ragione compagno, le attività della sinistra extraparlamentare sono invisibili, eppure i giovani ci sono, sono di Roma e di ragazzi e ragazze pronta a manifestare con striscioni ingaggianti alla rivoluzione ve ne sono, siamo però poco organizzati, dispersi nelle diverse zone della città...frecquento spesso i centri sociali di Roma est e vedo compagni che preferiscono divertirsi invece di andare a manifestare o a sabotare, riusciamo ad uscire dal torpore solo nei casi delle grandi manifestazioni, come il 20 ottobre a Roma, la sinistra extraparlamentare c'è, e conta un gran numero di persone, persone che però a migliorare la politica ci hanno perso gusto, dopo 14 anni inutili e schifosi in cui ogni loro sforzo è stato abbattuto dal sistema.

  3. #3
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    Caro compagno,
    dopo domenica sono inziate riflessioni dentro alcuni di noi che ci portano alle tue stesse domande. Parlo per me, visto che sono il più giovane e quello più "scoppiato"...

    La grossa paura che ho e condivido con te è quella della mancanza dei giovani. Il problema è che quando ci sono non si attivano come piacerebbe a noi, non partecipano come facciamo noi. Questa cosa è avvilente.

    A parte questo, anche da parte mia inizia ad esserci un po' di stanchezza, non per altro, ma vedere sempre e solo le solite persone, anche con un impegno costante e serio, certe volte è un vero pugno allo stomaco...

    Senza dilungarmi troppo, io penso che solo l'attività di ognuno di noi, ognuno nel proprio settore, ognuno col proprio compito, potrà portarci fuori da questa fase di stanchezza. Lo dico sopratutto a te, che sei molto molto simile a me: rimettiti in moto non come prima, certo, ma con la gioia di essere parte integrante di una comunità politica e non solo di un gruppo (ci capiamo).
    Agli altri più giovani (politicamente, al di là dell'età) dico solo che se tengono a quello che facciamo, devono muoversi di più, se no duriamo poco...

    Diamoci da fare tutti se teniamo al comunismo ed alla sua vocazione, altrimenti lasceremo tutto in mano alle alleanze rosaverdastre...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Miki_Ginecologo Visualizza Messaggio
    ti do ragione compagno, le attività della sinistra extraparlamentare sono invisibili, eppure i giovani ci sono, sono di Roma e di ragazzi e ragazze pronta a manifestare con striscioni ingaggianti alla rivoluzione ve ne sono, siamo però poco organizzati, dispersi nelle diverse zone della città...frecquento spesso i centri sociali di Roma est e vedo compagni che preferiscono divertirsi invece di andare a manifestare o a sabotare, riusciamo ad uscire dal torpore solo nei casi delle grandi manifestazioni, come il 20 ottobre a Roma, la sinistra extraparlamentare c'è, e conta un gran numero di persone, persone che però a migliorare la politica ci hanno perso gusto, dopo 14 anni inutili e schifosi in cui ogni loro sforzo è stato abbattuto dal sistema.
    Tu che problemi hai?! Tanto la tua amata Israele è in piedi. Non vedo perché ti preoccupi dei tuoi "compagni" che, male o bene, una fetta di potere riescono sempre ad ottenerla.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Miki_Ginecologo Visualizza Messaggio
    ti do ragione compagno, le attività della sinistra extraparlamentare sono invisibili, eppure i giovani ci sono, sono di Roma e di ragazzi e ragazze pronta a manifestare con striscioni ingaggianti alla rivoluzione ve ne sono, siamo però poco organizzati, dispersi nelle diverse zone della città...frecquento spesso i centri sociali di Roma est e vedo compagni che preferiscono divertirsi invece di andare a manifestare o a sabotare, riusciamo ad uscire dal torpore solo nei casi delle grandi manifestazioni, come il 20 ottobre a Roma, la sinistra extraparlamentare c'è, e conta un gran numero di persone, persone che però a migliorare la politica ci hanno perso gusto, dopo 14 anni inutili e schifosi in cui ogni loro sforzo è stato abbattuto dal sistema.

    A sabotare? Ma tu certe cose le scrivi a caso o lo fai apposta? Tu quindi fai azioni di sabotaggio debbo dedurre.
    A parte il fatto che se il problema del ricambio generazionale si dovesse estinguere nella partecipazione ad un atto determinato nel tempo come una manifestazione o ad un qualsiasi atto comunque puramente simbolico allora direi che stamo apposto. Il 9 giugno c'erano decine di migliaia di giovani a Roma. Ieri al Centro Sociale di Terni per una riunione di coordinamento regionale tra Perugia, Terni, Todi, Spoleto etc mettevamo insieme una ventina di persone e tutte sopra i 30. Domenica a Roma alla Manifestazione Nazionale Astensionista Outis era il più giovane, ed Outis non è più un ragazzino.
    L'atto partecipativo ed organizzativo che richiede una militanza creativa e quindi pronta per prendere il testimone della generazione precedente va molto ma molto al di là di una manifestazione o di un qualsiasi atto organizzato magari proprio dalla generazione chiamiamola dirigente dell'area.

    Daje va, va a sabotà. E mi raccomando poi scrivilo qui che ti vengono a cercare le madame dopo due minuti vestiti come su Pinocchio.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    A sabotare? Ma tu certe cose le scrivi a caso o lo fai apposta? Tu quindi fai azioni di sabotaggio debbo dedurre.
    A parte il fatto che se il problema del ricambio generazionale si dovesse estinguere nella partecipazione ad un atto determinato nel tempo come una manifestazione o ad un qualsiasi atto comunque puramente simbolico allora direi che stamo apposto. Il 9 giugno c'erano decine di migliaia di giovani a Roma. Ieri al Centro Sociale di Terni per una riunione di coordinamento regionale tra Perugia, Terni, Todi, Spoleto etc mettevamo insieme una ventina di persone e tutte sopra i 30. Domenica a Roma alla Manifestazione Nazionale Astensionista Outis era il più giovane, ed Outis non è più un ragazzino.
    L'atto partecipativo ed organizzativo che richiede una militanza creativa e quindi pronta per prendere il testimone della generazione precedente va molto ma molto al di là di una manifestazione o di un qualsiasi atto organizzato magari proprio dalla generazione chiamiamola dirigente dell'area.

    Daje va, va a sabotà. E mi raccomando poi scrivilo qui che ti vengono a cercare le madame dopo due minuti vestiti come su Pinocchio.
    Io a questo toglierei il diritto di scrivere qui, sia per le sparate precedenti, sia per quelle attuali. Oltretutto ogni volta scrive le sue stronzate e poi sparisce.

    Non roviniamo questo thread molto serio.

  7. #7
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    Evidente l’assenza di giovani dalla scena politica. Per quanto non possa far piacere di ammettere di essere determinati nell’agire sociale dalla situazione “storica” questo è un dato che si registra e che si può solo commentare. È vero che nelle riunioni assemblee e iniziative che richiamano all’impegno della lotta contro l’ordine capitalistico la presenza di giovani è davvero sporadica. E di questo se ne parlava proprio domenica dopo l’assemblea (vero Outis?).

    Il modo più sbagliato di affrontare la questione è quello moralistico che richiama all’impegno perché è giusto che sia così. Anche se è vero che mi fa incazzare constatare che molti tra quelli che si esprimono e si schierano in un certo modo poi preferiscono rimanere a casa adducendo motivazioni tutte giuste ma che sono sempre delle giustificazioni.

    La “colpa” non è dei vecchi, che quello che dovevano dare lo hanno dato, anche se è vero che spesso mi danno fastidio alcune forme autocelebrative sulle quali indugiano i “vecchi”.

    Ci troviamo in una fase in cui è fondamentale il passaggio del testimone, ma questo benedetto testimone rimane lì e tarda il compagno che dovrebbe ritirarlo. La storia non finisce mai, finisce solo quella dei singoli, e i singoli sono soggetti alle alterne vicende della propria vita e si sa che la vita regala più pene e ansie che altro. Ma la storia procede ugualmente e si fa una pippa delle vicende personali. Nuove generazioni interverranno sulla scena e modificheranno inevitabilmente le modalità dell’agire politico e la trasformazione rivoluzionaria sarà nuovamente oggetto di attenzione e diventerà inevitabilmente nuova fonte di ispirazione dell’agire collettivo di chi “non ci sta”.

    Una cosa però non mi piace. È l’idea del successo, maturata nel capitalismo assoluto dell’uso pianificato dello strumento del marketing. Il successo come unità di misura. L’agire profondo che nasce dalla volontà della trasformazione rivoluzionaria dei rapporti sociali (non solo relativi alla sfera economica, ma quella culturale, umana, esistenziale, “artistica”) deve cancellare dal proprio vocabolario la concezione pragmatica (imposta dalla cultura anglo-americana) del valutare il proprio agire sulla base del metro del successo.

    È chiaro che non sto teorizzando l’insuccesso…

  8. #8
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    Leggo una critica - che accetto - sull'uso (errato) del termine "produttivo"...

    Hai ragione e sposo la tua lettura.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da geronimo76 Visualizza Messaggio
    Cari compagni,
    vorrei condividere con voi alcune riflessioni riguardanti il mancato ricambio generazionale che si viene a determinare oggi nel 2008 nell'ambiente della cosiddetta sinistra rivoluzionaria.
    Non so nelle vostre realtà, ma nella mia,nonostante siamo in piena campagna elettorale,non vedo attività da parte dei compagni che militano (credo di usare un parolone) negli ambienti della sinistra extraparlamentare (altro parolone).
    Eppure fino a 5-10 anni fa questi frangenti elettorali davano modo a tutti, nel bene o nel male di attivizzarsi, oggi non vedo questo fermento.
    Altra considerazione che ritengo opportuno fare: non vedo oggettivamente giovani studenti pronti ad attivizzarsi in nessun campo che sia lambitamente politico,mentre noto che l'attivismo dei vari gruppi ed associazioni cattoliche non risente di questa crisi.
    Qualcuno mi potrebbe dire:guarda che non c'è più nè l'Urss,nè il muro di Berlino,nè il Pci e proseguendo non c'è più nemmeno il movimento di Seattle nè quello di Genova.
    Ebbene allora cosa rimane?
    Quel che è peggio è che vedo,e in primis su me stesso, una certa stanchezza, che non ritengo neppure essere tale, una sorta di apatia e indifferenza tale da non farmi avere quell'entusiasmo per le iniziative di quello che ritengo essere il mio mondo.
    Manifestazioni,dibattiti,conferenze,attacchinaggi, e tutto ciò che concerne l'attività politica di un militante (chi mi conosce sa che sono fatto così), l'ho sempre presa di petto (forse troppo?); ora se mi dicessero che domani c'è una manifestazione di piazza, forse participerei ma come se mi venisse imposto dalla mia coscienza e non anche perchè mi piace o ne sono entusiasta.
    Quello che voglio dire che forse la ripetitività dell'agire politico,le immancabili scadenze annuali, i soliti riti se riescono a rendere indifferente chi come me ha anteposto sempre l'attivismo politico ad ogni altro interesse, dunque comprendo anche il fatto di come non ci siano giovani disposti a raccogliere il nostro testimone.
    Certo che il nostro isolamento è dovuto anche da questa società opulente ed egoista (almeno in occidente) che tramite tutti i suoi mezzi di coercizione e di alienazione riesce ad inebetire le nuove generazioni.
    Non voglio deprimervi compagni, anzi cerco io in primis di darmi delle risposte sul "Che fare",e pertanto chiudo qui questa riflessione,sperando che possa ascoltare,ops leggere anche le vostre opinioni a riguardo.

    A pugno chiuso!
    I giovani pensano che "tanto non puoi fare niente", "resta tutto come prima", la politica è vista come qualcosa di distante, persone che si chiudono in un palazzo e decidono.
    Il cittadino non è più parte attiva della politica, ma spettatore (Berlusconi docet) che ogni cinque anni (o meno) decide quale canale guardare.

    La disgregazione della società inoltre (anche il modello produttivo attuale ne è artefice) ti porta a vederti come singolo contro il resto del mondo.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da mancino Visualizza Messaggio
    I giovani pensano che "tanto non puoi fare niente", "resta tutto come prima", la politica è vista come qualcosa di distante, persone che si chiudono in un palazzo e decidono.
    Il cittadino non è più parte attiva della politica, ma spettatore (Berlusconi docet) che ogni cinque anni (o meno) decide quale canale guardare.

    La disgregazione della società inoltre (anche il modello produttivo attuale ne è artefice) ti porta a vederti come singolo contro il resto del mondo.
    Questi sono i dati di fatto che mi hanno fatto avvicinare al comunismo politico ed al comunitarismo filosofico.

 

 
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