Perchè il "non-voto" fa gioco a roma.
Per capire il perchè bisogna riflettere molto bene e considerare ogni fattore in campo:
1°) chi sono i propugnatori del "non-voto" e che cultura politica hanno??
2°) valutare equidistantemente la realtà politica attuale e considerare cosa possa realmente cambiare il "non-voto".
3°) considerare in quale base politica ci si riconosce maggiormente e in quale progetto (e non i quadri dirigenti che dovrebbero essere solo rappresentativi in un movimento che propugna il federalismo ovvero governo dal basso, la contingenza attuale trova spiegazione solo in una immaturità di cultura e pratica federalista cui bisogna porre rimedio rimboccandosi le maniche).
4°) cosa "produce" il "non-voto" di positivo per le popolazioni padane??
Io votando LN non voto Bossi, che considero solo una fase di questo movimento, ma voto un progetto, probabilmente bistrattato, svenduto, cammuffato, in mano a personaggi inadeguati, tuttavia esistente sotto la cenere e nello spirito delle persone con cui vivo.
Non rinuncio anche ad una seppur infinitesimale possibilità di rivendicare il meglio della storia di questo movimento.
Poi ci sono tantissime ragioni di realpolitik...questo è assolutamente il momento della realpolitik perchè anche se quello che c'è è poco...il "non-voto" è il nulla. E c'è un sacco di gente che ha bisogno di un'azione politica forte e padana. E chi riceve il voto non può continuare a barare in eterno, prima o poi deve rendere conto.