



non è esattamente così.
la composizione etnica degli stati dell'unione, secondo un preciso indirizzo staliniano, fu volutamente non omogenea
vale a dire che le repubbliche non erano l'espressione di un substrato etnico puro, e ciò proprio al fine di impedire spinte nazionaliste centrifughe
questo elemento - messo in luce da sergio romano - è emerso chiaramente in occasione della crisi georgiana dell'agosto 2008


C'era solitamente un'elite russa d'apparato in ogni repubblica. Era necessaria per le arretrate condizioni di sottosviluppo, specialmente nell'Asia Centrale.
Ma è da sottolineare l'omogeneità sostanziale delle regioni. Un esempio è la città russa e ortodossa di Karakol, completamente russa, in Kirghizistan.
Spesso i russi giunti dalla Madrepatria si stanziavano nelle città esterne fondate dai "pionieri" dello Zar dell'Ottocento.


solidarnosc nasce negli anni 89, ma prima vi erano state ripetute espressioni della protesta operaio in polonia, basti pensare agli scioperi di danzica nel 70, o a quelli degli anni 50 che riportarono al potere gomulka
che la cia favorì e finanziò l'ascesa di solidarnosc è del tutto evidente, ed anche normale, in italia il PCI ha ricevuto finanziamenti sovietici fino agli 80, per non parlare della gladio rossa di pietro secchia, o della corrente cossuttiana
per il riformismo cinese, sul forum dei comunisti c'è la discussione di red shadow in cui cerca di dimostrarci che in realtà trattasi di socialismo purissimo, mettetevi d'accordo
ad ogni modo, la crisi dei rapporti colla cina, che tenne impegnata l'unione sovietica sul doppio fronte, con il dispiegamento forzato di ingenti truppe sul confine orientale, risale agli anni 60. e la visita di nixon in cina, che crea una situazione di accerchiamento per l'urss, è del 72, quando mao era vivo e vegeto, e deng ridotto a vita privata.
continui a fuggire dal nodo centrale, vale a dire l'inefficienza del sistema economico sovietico, la sua incapacità di vincere la sfida con lo sviluppo intensivo, il divario crescente con l'occidente sul piano dei consumi e della crescita della qualità della vita. gorbaciov, come ti ho detto, è stato condannato dalla storia: il giudizio sul gorbaciov politico, visto l'esito, non può essere negativo. può essere anche che l'immobilismo brezneviano fosse determinato proprio dalla percezione dell'irriformabilità del sistema, e dalla consapevolezza che, tolto un elemento, tutto sarebbe crollato come un castello di carta. ma al confronto decisivo sul terreno della innovazione scientifica, dell'informatica e della robotica, l'urss postbrezneviana ci arriyò in braghe di tela
l'incidente di cernobyl dell'86 mise in luce anche l'arretratezza in quello che era il fiore all'occhiello del sitema, l'industria dell'atomo. e l'evacuazione di 150000 persone incise ulteriormente sulle disastrate casse sovietiche


che io sappia - ma disponibile ad essere smentito - spesso i segretari degli obkom erano di etnia locale
la liquidazione di andropov della nomenklatura uzbeca riflettteva, ad esempio, l'idea che si fosse formata una sorta di cricca locale
in georgia, l'abkazia è totalmente russa: perchè non costituirla come republicca autonoma, o annetterla alla repubblica russa stessa? idem per l'ossezia, alla radice del conflitto sopra ricordato


certo, reagan aumentò notevolmentei finanziamenti al comparto militare: sfida improba per l'ingessato sistema sovietico
rubinetti aperti anche per le operazioni di intelligence in funzione antisovietica
e utilizzò l'arma di pressione dello scudo stellare. pericolo più minacciato che reale ( e in urss una certa consapevolezza c'era) ma che, indubbiamente, costituiva una spada di damocle sulla leadership comunista




1) Solidarnosc nasce nel 1980 e Lech Walesa nel 1983 diventerà Premio Nobel per la pace.
2) non fuggo da nulla. Ho spiegato le differenze ontogenetiche tra Capitalismo e Socialismo, che consentirono al primo di nascondere le numerose crisi (dovute alle sue contraddizioni intrinseche e di classe).
3) l'incidente di Chernobyl non scalfisce i primati spaziali (l'Urss arrivò sullo spazio nel 1961, con l'impresa di Yuri Gagarin), i primati militari (la balistica avanzatissima, i MiG, tra cui il 29 o Fulcrum A, tra i più grandi cacciabombardieri mai realizzati, o gli Ekranoplani di grande efficacia e velocità notevole) e i primati industriali (come la produzione agricola, la produzione energetica e l'industria pesante)


L'etnia Russa (con altri slavi di complemento) arrivò ad essere il 60% della popolazione del Kazakhstan a cavallo tra gli anni 50/60.
Ma nella grandi città (ASTANA per esempio), la quota degli europei/slavi saliva all'80-90%.
Ma persino in una repubblica periferica come il Kirghizistan la compenente slava arrivò ad sfiorare il 20% negli anni 60.
Il controllo grande-russo era fortissimo, sì.
Ultima modifica di Mc Queen; 14-04-10 alle 00:35


Il carattere etnico delle dirigenze dopo gli anni 70 dimostra la buona fede della Madrepatria. Esaurito il compito di "sviluppo autoctono" nelle Repubbliche, i dirigenti sovietici dagli anni 80 in poi sarebbero stati quasi tutti espressione del Paese. Basti pensare a Nazarbayev, a Gapurow poi sostituito da Nyyazow in Turkmenistan ecc...
Attualmente in Kazakistan i russi non sono più del 23%.
Ultima modifica di Stalinator; 14-04-10 alle 00:40