





Il fascismo, e sopratutto il nazismo, era fallimentare quanto il comunismo, solo che la guerra se l'è portato via prima.
Consiglio il libro di Adam Tooze, "Il prezzo dello sterminio, che evidenzia efficacemente come il sistema nazista potesse durare solo con la compressione continua dei consumi, la centralizzazione delle riserve di valuta estera, l'aumento delle tasse (mai accettato da Hitler per motivi "populistici") e sopratutto con guerre di espansione continue. Insomma, io non vedo tutte queste differenze col sistema sovietico, che anzi almeno è durato un cinquantennio senza il bisogno di una guerra, anzi, nonostante una guerra guerreggiata e una annunciataLo stesso vale per le forme di capitalismo fondamentaliste. Insomma, siccome l'econonomia è dinamica, fissarsi su un modello statico è sempre perdente, specialmente se ci si illude di poter andare contro le capacità della propria economia.


A parte che non c'è stato nessuno 'sterminio pianificato', quindi già le premesse e i presupposti da cui parte l'analisi sono sbagliati, ma bisognerebbe sottolineare che nè il Fascismo nè il Nazionalsocialismo sono modelli economici. Il comunismo invece sì.
Il Fascismo e il Nazionalsocialismo proponevano un modello corporativo, fondato sulla collaborazione fra datori di lavoro e lavoratori. Il principio-cardine era: il piano economico è subordinato al piano politico. L'interesse nazionale prima di tutto.
L'applicazione concreta era un'altra cosa: infatti il Fascismo ha avuto sia una fase liberista che una fase dirigista, pur mantenendo in entrambi i casi una struttura corporativa (nel primo caso le corporazioni non erano ancora organi dello Stato, nel secondo caso sì).
Il Nazionalsocialismo a livello economico raggiunse gli obiettivi che si era prefissato. Il comunismo invece no. Anche perchè - del resto - il NS non aveva minimamente velleità pianificatrici.


Il Socialismo Reale di obiettivi ne ha raggiunti e molti.
Russia e Cina, oggi, non avrebbero mai potuto essere ciò che sono senza l'esperienza del Comunismo applicato.
Non si tratta di fare confronti col Fascismo (che non mi interessano qui) ma di farvi entrare in testa che il vostro compiacimento reaganiano è pura fantasia masturbatrice da anticomunisti di professione che non vogliono vedere altro che la loro impostazione fanatica della storia.
Ultima modifica di Stalinator; 14-04-10 alle 14:41


Va bene. Quali? L'uomo nello spazio....?
Marx non sarebbe d'accordo. La rivoluzione proletaria è un evento necessario :giagia:Russia e Cina, oggi, non avrebbero mai potuto essere ciò che sono senza l'esperienza del Comunismo applicato.
Non è un'impostazione fanatica della storia.Non si tratta di fare confronti col Fascismo (che non mi interessano qui) ma di farvi entrare in testa che il vostro compiacimento reaganiano è pura fantasia masturbatrice da anticomunisti di professione che non vogliono vedere altro che la loro impostazione fanatica della storia.
A me neanche piace Reagan. E' solo un dato di fatto: l'URSS è crollata per via della corsa agli armamenti.
Questa è la causa ultima. Se l'Unione Sovietica non avesse abboccato, probabilmente il sistema sarebbe andato avanti.
Ultima modifica di Giò; 14-04-10 alle 14:45


1) Marx ed Engels vanno letti nella lora età matura, non nel Manifesto...
2) Se l'Unione Sovietica si fosse fatta infinocchiare dal SALT e dal SALT II e dal doppio gioco atlantico, sarebbe finita sotto attacco già negli anni 70.
E' il rischio che sta correndo Putin oggi piegandosi e cedendo davanti a due bombe piazzate guardacaso vicino la sede del KGB e del Ministero degli Esteri.


Il Manifesto è un opuscolo propagandistico. Il determinismo materialista è un cardine del marxismo.
Oppure neghi il carattere necessario dell'avvento della società comunista?
L'Unione Sovietica ha ceduto sulla contropartita del sistema difensivo americano, consapevole di non essere in grado di affrontare la sfida del riarmo. A parte poi che l'URSS i trattati SALT li ha firmati :sofico:2) Se l'Unione Sovietica si fosse fatta infinocchiare dal SALT e dal SALT II e dal doppio gioco atlantico, sarebbe finita sotto attacco già negli anni 70.
E' il rischio che sta correndo Putin oggi piegandosi e cedendo davanti a due bombe piazzate guardacaso vicino la sede del KGB e del Ministero degli Esteri.
E' il SALT II che non andò tanto bene...


Il determinismo è inteso nel senso che dei fatti ne producono altri. Punto. Non che un meccanismo a-storico e quasi escatologico debba far andare le cose in un certo modo già pre-ordinato. Sarebbe meccanicismo e teleologismo, cioè due cose che Marx ed Engels avrebbero eliminato dalla faccia della Terra.
Sì, li ha firmati ma Breznev li ha usati come brace per il barbecue... in realtà i programmi militari andavano avanti a gonfie vele, e pochi mesi dopo la prima ratifica del SALT II, già era partito il programma militare LPFI.
Aveva capito che degli americani non ci si doveva fidare. E aveva ragione in definitiva.


Verissimo.Ed a quei tempi si tenevano in considerazione anche le distinzioni etniche all'interno della Russia.Tale componente (com'era ovvio era maggioritaria anche all'interno del partito in quelle aree.
La Russia senza i vecchi confini geopolitici dell'Urss può fare ben poco attualmente.....