













il fatto è che chi ha aperto questo topic non credo sia stato spinto da esigenze propriamente informative...
cmq la storia l'hanno sempre scritta i vincitori, e ovviamente gli sconfitti, oltre che eliminati fisicamente, dovevano essere condannati alla damnatio memoriae, bollati per l'eternità come traditori, sabotatori, fascisti, conniventi col nemico.
ora che quell'episodio della storia si è chiuso, i vincitori sono altri - e si sono messi a riscrivere la loro storia - mentre noi siamo gli sconfitti, tutti indifferentemente.
non ci resta che rimuovere le macerie e capire, studiare, criticare il passato per agire nel presente, con la mente libera da demonizzazioni, faziosità, preconcetti, rifuggendo dalla facile scorciatoia dei personalismi e del tifo da stadio.
è molto importante che, specialmente i compagni più giovani, conoscano a fondo la storia della Rivoluzione d'Ottobre e del partito bolscevico, la parabola dell'Unione sovietica e del movimento operaio internazionale, usando gli strumenti di analisi propri del marxismo piuttosto che dell'apologetica cristiana.


Trotzky parlava di rivoluzione permanente...
...il suo proposito ed auspicio fu osteggiato (e di fatto sconfitto) dalla pratica del socialismo reale in russia...
...perchè, se il concetto di rivoluzione permanete è affascinate, esso presuppone un divenire, spinto all'infinito, che mai si determina....lasciando il proletariato con vittorie e riscatti "in transito"...




Sono d'accordo: specie dopo la morte di Stalin e la "destalinizzazione", la propaganda borghese ha coperto di immondizia la sua tomba, e al tempo stesso ha esaltato come "comunista buono" o "vero comunista" chiunque gli si opponesse. L'unica condizione é che tali oppositori non arrivassero ad incidere davvero nella storia: Tito, per esempio, non era "abbastanza" buono, mentre Trotsky, lui sì, era un vero rivoluzionario.