Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 33

Discussione: I Maggio

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    19 Feb 2007
    Messaggi
    5,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I Maggio

    Ogni primo Maggio il mio cuore e la mia mente sono rivolti a Portella delle Ginestre, dove nel 1947 avvenne una strage di contadini siciliani.


    Un secolo di storia

    Accuso i politici
    di oggi e di ieri:
    Crispi e compagni,
    predicatori della monarchia,
    beccamorti e falegnami
    che inchiodarono la Sicilia viva alla croce.

    Accuso i Savoia,
    i primi e l’ultimo
    re e imperatore,
    fascista e italiano,
    incoronato di medaglie
    strappate con il sangue
    dal cuore delle madri.

    Un secolo di guerre,
    un secolo di stragi:
    ci sono ossa di siciliani
    sotterrate nei deserti,
    nella neve,
    nel fango dei fiumi:
    c’è sangue di zolfatari,
    di zappatori,
    di madri scheletri
    e bambini uccisi
    nelle piazze della Sicilia.

    Non hanno voce e gridano
    gli ammazzati del ’93
    con le pietre nelle tasche
    e la fame nelle pance vuote.

    Non hanno voce e gridano
    con il collo sotto i piedi dei baroni,
    con le ossa storcigliate dal lavoro;
    con la lingua di cani
    e il fiato ai denti.

    Tre giorni di macello
    di mortòri e beccamorti
    di lamenti e pianto
    nelle case dei poveri.

    Ci fu carne a buon prezzo
    sulle tavole dei baroni ;
    a buon prezzo
    per i sovrani di Roma;
    a buon prezzo per Crispi,
    macellaio di Corte;
    e Lavriano
    generale e sicario
    pagato a giornata.

    Li abbiamo qui
    ancora qui
    con le stesse facce
    e il cuore di selvaggi
    gli scanna-popolo;
    gli lecchiamo i piedi,
    gli diamo il voto,
    le unghie per scorticarci,
    la corda per impiccarci;
    la mazza e l’incudine
    per romperci le ossa.

    L’abbiamo qui
    ancora qui la mafia,
    seduta sui banchi degli imputati
    a dettare legge;
    a scrivere sentenze di morte
    con le mani che sanguinano.

    Li abbiamo qui
    i compari della mafia
    con le mani pulite,
    i fabbri di chiavi false,
    gli spoglia altari con la croce sul petto;
    dove posano i piedi secca l’erba,
    secca l’acqua
    spuntano spine e lacrime per la Sicilia.

    Li abbiamo qui
    gli affamati del potere;
    gli affamati di carne cruda,
    che credono la Sicilia
    un porco scannato
    e le spolpano le ossa.

    Se sei siciliano
    alza il braccio,
    apri la mano:
    cinque bandiere rosse,
    cinque!
    Accendi la polveriera del cuore!

    Se sei siciliano
    fatti la voce cannone,
    il petto carro armato,
    le gambe cavalli di mare:
    annega i nemici della Sicilia!

    Li abbiamo qui e cantano
    gli usignoli ammaestrati
    che aggiungono lagrime d’inchiostro
    alle lagrime della Sicilia,
    e stornellano il miserere
    a gloria dei padroni.

    Cantano odi al sole
    al cielo
    al mare
    alla zagara,
    e portano la Sicilia sul trono
    col velo nero
    di mal maritata.

    Il forno avvampa
    e buttano cenere a palate,
    incapaci d’impastare
    i cuori dei siciliani
    e farne uno a tre punte
    tredici volte più grande della Sicilia.

    La Sicilia non ha più nome
    né casa e paese;
    ha i figli sparsi per il mondo
    sputati come cani,
    venduti all’asta:
    soldati disarmati
    che combattono con le braccia.

    Con le braccia
    i rami verdi della Sicilia
    rimescolano la terra,
    rompono le zolle,
    seminano
    e fanno orti e giardini.

    Con le braccia,
    fabbricano palazzi,
    costruiscono scuole,
    ponti,
    officine
    e aeroporti.

    Con le braccia,
    le api da miele della Sicilia
    aprono strade,
    perforano montagne,
    svuotano la pancia della terra.

    Con le braccia,
    i soldati senza patria,
    gli stracciati,
    le carni senza lardo
    vestono d’oro i porci di fuori.

    Li chiamano terroni,
    zingari,
    piedi fetenti;
    e hanno i figli e le madri
    che contano i giorni
    con gli occhi bagnati;
    e questo cielo che bacio,
    e questa terra che tocco
    e mi canta nelle mani;
    e secoli di civiltà
    sotto i piedi.

    La Sicilia non ha più nome;
    ma milioni di sordi e di muti
    sprofondati in un pozzo
    che io chiamo e non sentono,
    e se allungo le braccia
    mi mordono le mani.

    Io gli calerei le corde delle vene,
    le reti degli occhi
    per tirarli dal pozzo;
    perché qui sono nato
    e parlo la lingua di mio padre;
    e i pesci
    gli uccelli
    il vento,
    pure il vento!
    entra nelle orecchie
    e ciarla in siciliano.

    Qui sono nato,
    e se mi bacio le mani
    bacio le mani dei miei morti;
    e se mi asciugo gli occhi
    asciugo gli occhi dei miei morti.

    Qui sono nato,
    allattai nelle mammelle di questa terra,
    le succhiai il sangue;
    se mi tagliate le vene,
    vi bruciate le mani!

    Non è vero che amiamo la Sicilia
    se abbiamo la storia nel pugno
    e la soffochiamo;
    non è vero
    se accendiamo il fuoco
    e lo spegniamo;
    non è vero nemmeno
    se stiamo un giorno liberi
    e per cent’anni servi.

    Non chiediamo perdono alla storia
    ora che abbiamo dimenticato
    i martiri di tutti i tempi
    che misero il collo sotto la mannaia
    senza piangere;
    Di Blasi, uno!

    Ora che abbiamo dimenticato
    i torturati nelle galere,
    i condannati a vita,
    gl’impiccati,
    e gli arrostiti vivi nelle piazze.

    Pietre e fango
    per chi sopporta la miseria,
    pietre e fango
    per chi batte le mani ai potenti,
    pietre e fango
    per chi non si mette il collo
    nella forca della libertà:
    lo dico ai siciliani
    e mi scoppia il cuore!

    E fu ieri,
    (la data non conta)
    io vidi piangere le madri
    nel Piano di Portella,
    e Saveria Megna
    inginocchiata sull’erba
    parlare con il figlio ammazzato.

    Lei lo vedeva,
    io no:
    il pazzo ero io
    se dopo vidi uscire dalle fosse
    tutti i morti per la libertà della Sicilia:
    vivi
    a migliaia
    a marosi,
    e il fuoco negli occhi!

    Dammi la mano
    Cola Lombardo,
    (io parlavo con lui!)
    straccia la tua camicia, gli dissi,
    fammi vedere il petto
    bucato dalle pallottole italiane.
    A Bronte, gli dissi,
    nel Piano di San Vito,
    dopo cent’anni chi passa
    sente ancora la tua voce:
    muoio per il popolo!

    Raccontami la storia
    Turiddu Carnevale,
    (io parlavo con lui!)
    figlio dell’inferno e del paradiso,
    raccontami la storia!

    In questo pugno c’è la morte,
    ti dissero;
    in questo pugno i denari,
    ti dissero;
    e tu:
    la morte,
    la morte!
    e gli torcesti il pugno.

    L’indomani
    a Sciara
    i compagni
    lo portavano a spalla:
    quattro,
    sudati,
    un passo dopo l’altro.

    Di colpo
    la cassa
    diventò leggera,
    gli scappava dalle mani:
    il morto non c’era nella cassa,
    camminava in prima fila
    fra le bandiere rosse;
    la testa,
    toccava il cielo!

    Chi cammina curvato
    torce la schiena,
    se è un popolo
    torce la storia.



    Ignazio Buttitta

  2. #2
    Gioa
    Ospite

    Predefinito

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=380688
    Consiglio un pò la lettura di questa discussione.

  3. #3
    Sicilia nazione!
    Data Registrazione
    23 Jan 2008
    Località
    Catania - Sicilia
    Messaggi
    1,058
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Ogni primo Maggio il mio cuore e la mia mente sono rivolti a Portella delle Ginestre, dove nel 1947 avvenne una strage di contadini siciliani.


    Un secolo di storia

    Accuso i politici
    di oggi e di ieri:
    Crispi e compagni,
    predicatori della monarchia,
    beccamorti e falegnami
    che inchiodarono la Sicilia viva alla croce.

    Accuso i Savoia,
    i primi e l’ultimo
    re e imperatore,
    fascista e italiano,
    incoronato di medaglie
    strappate con il sangue
    dal cuore delle madri.

    Un secolo di guerre,
    un secolo di stragi:
    ci sono ossa di siciliani
    sotterrate nei deserti,
    nella neve,
    nel fango dei fiumi:
    c’è sangue di zolfatari,
    di zappatori,
    di madri scheletri
    e bambini uccisi
    nelle piazze della Sicilia.

    Non hanno voce e gridano
    gli ammazzati del ’93
    con le pietre nelle tasche
    e la fame nelle pance vuote.

    Non hanno voce e gridano
    con il collo sotto i piedi dei baroni,
    con le ossa storcigliate dal lavoro;
    con la lingua di cani
    e il fiato ai denti.

    Tre giorni di macello
    di mortòri e beccamorti
    di lamenti e pianto
    nelle case dei poveri.

    Ci fu carne a buon prezzo
    sulle tavole dei baroni ;
    a buon prezzo
    per i sovrani di Roma;
    a buon prezzo per Crispi,
    macellaio di Corte;
    e Lavriano
    generale e sicario
    pagato a giornata.

    Li abbiamo qui
    ancora qui
    con le stesse facce
    e il cuore di selvaggi
    gli scanna-popolo;
    gli lecchiamo i piedi,
    gli diamo il voto,
    le unghie per scorticarci,
    la corda per impiccarci;
    la mazza e l’incudine
    per romperci le ossa.

    L’abbiamo qui
    ancora qui la mafia,
    seduta sui banchi degli imputati
    a dettare legge;
    a scrivere sentenze di morte
    con le mani che sanguinano.

    Li abbiamo qui
    i compari della mafia
    con le mani pulite,
    i fabbri di chiavi false,
    gli spoglia altari con la croce sul petto;
    dove posano i piedi secca l’erba,
    secca l’acqua
    spuntano spine e lacrime per la Sicilia.

    Li abbiamo qui
    gli affamati del potere;
    gli affamati di carne cruda,
    che credono la Sicilia
    un porco scannato
    e le spolpano le ossa.

    Se sei siciliano
    alza il braccio,
    apri la mano:
    cinque bandiere rosse,
    cinque!
    Accendi la polveriera del cuore!

    Se sei siciliano
    fatti la voce cannone,
    il petto carro armato,
    le gambe cavalli di mare:
    annega i nemici della Sicilia!

    Li abbiamo qui e cantano
    gli usignoli ammaestrati
    che aggiungono lagrime d’inchiostro
    alle lagrime della Sicilia,
    e stornellano il miserere
    a gloria dei padroni.

    Cantano odi al sole
    al cielo
    al mare
    alla zagara,
    e portano la Sicilia sul trono
    col velo nero
    di mal maritata.

    Il forno avvampa
    e buttano cenere a palate,
    incapaci d’impastare
    i cuori dei siciliani
    e farne uno a tre punte
    tredici volte più grande della Sicilia.

    La Sicilia non ha più nome
    né casa e paese;
    ha i figli sparsi per il mondo
    sputati come cani,
    venduti all’asta:
    soldati disarmati
    che combattono con le braccia.

    Con le braccia
    i rami verdi della Sicilia
    rimescolano la terra,
    rompono le zolle,
    seminano
    e fanno orti e giardini.

    Con le braccia,
    fabbricano palazzi,
    costruiscono scuole,
    ponti,
    officine
    e aeroporti.

    Con le braccia,
    le api da miele della Sicilia
    aprono strade,
    perforano montagne,
    svuotano la pancia della terra.

    Con le braccia,
    i soldati senza patria,
    gli stracciati,
    le carni senza lardo
    vestono d’oro i porci di fuori.

    Li chiamano terroni,
    zingari,
    piedi fetenti;
    e hanno i figli e le madri
    che contano i giorni
    con gli occhi bagnati;
    e questo cielo che bacio,
    e questa terra che tocco
    e mi canta nelle mani;
    e secoli di civiltà
    sotto i piedi.

    La Sicilia non ha più nome;
    ma milioni di sordi e di muti
    sprofondati in un pozzo
    che io chiamo e non sentono,
    e se allungo le braccia
    mi mordono le mani.

    Io gli calerei le corde delle vene,
    le reti degli occhi
    per tirarli dal pozzo;
    perché qui sono nato
    e parlo la lingua di mio padre;
    e i pesci
    gli uccelli
    il vento,
    pure il vento!
    entra nelle orecchie
    e ciarla in siciliano.

    Qui sono nato,
    e se mi bacio le mani
    bacio le mani dei miei morti;
    e se mi asciugo gli occhi
    asciugo gli occhi dei miei morti.

    Qui sono nato,
    allattai nelle mammelle di questa terra,
    le succhiai il sangue;
    se mi tagliate le vene,
    vi bruciate le mani!

    Non è vero che amiamo la Sicilia
    se abbiamo la storia nel pugno
    e la soffochiamo;
    non è vero
    se accendiamo il fuoco
    e lo spegniamo;
    non è vero nemmeno
    se stiamo un giorno liberi
    e per cent’anni servi.

    Non chiediamo perdono alla storia
    ora che abbiamo dimenticato
    i martiri di tutti i tempi
    che misero il collo sotto la mannaia
    senza piangere;
    Di Blasi, uno!

    Ora che abbiamo dimenticato
    i torturati nelle galere,
    i condannati a vita,
    gl’impiccati,
    e gli arrostiti vivi nelle piazze.

    Pietre e fango
    per chi sopporta la miseria,
    pietre e fango
    per chi batte le mani ai potenti,
    pietre e fango
    per chi non si mette il collo
    nella forca della libertà:
    lo dico ai siciliani
    e mi scoppia il cuore!

    E fu ieri,
    (la data non conta)
    io vidi piangere le madri
    nel Piano di Portella,
    e Saveria Megna
    inginocchiata sull’erba
    parlare con il figlio ammazzato.

    Lei lo vedeva,
    io no:
    il pazzo ero io
    se dopo vidi uscire dalle fosse
    tutti i morti per la libertà della Sicilia:
    vivi
    a migliaia
    a marosi,
    e il fuoco negli occhi!

    Dammi la mano
    Cola Lombardo,
    (io parlavo con lui!)
    straccia la tua camicia, gli dissi,
    fammi vedere il petto
    bucato dalle pallottole italiane.
    A Bronte, gli dissi,
    nel Piano di San Vito,
    dopo cent’anni chi passa
    sente ancora la tua voce:
    muoio per il popolo!

    Raccontami la storia
    Turiddu Carnevale,
    (io parlavo con lui!)
    figlio dell’inferno e del paradiso,
    raccontami la storia!

    In questo pugno c’è la morte,
    ti dissero;
    in questo pugno i denari,
    ti dissero;
    e tu:
    la morte,
    la morte!
    e gli torcesti il pugno.

    L’indomani
    a Sciara
    i compagni
    lo portavano a spalla:
    quattro,
    sudati,
    un passo dopo l’altro.

    Di colpo
    la cassa
    diventò leggera,
    gli scappava dalle mani:
    il morto non c’era nella cassa,
    camminava in prima fila
    fra le bandiere rosse;
    la testa,
    toccava il cielo!

    Chi cammina curvato
    torce la schiena,
    se è un popolo
    torce la storia.



    Ignazio Buttitta
    Un doveroso omaggio ai caduti di Portella delle Ginestre, alcuni dei tanti caduti del nuovo colonialismo italiano e del suo nuovo socio: la mafia!

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    19 Feb 2007
    Messaggi
    5,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


    Vignetta di Vukic

  5. #5
    Moderatore
    Data Registrazione
    19 Feb 2007
    Messaggi
    5,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Primo Maggio: in migliaia a PortellaRicordo della strage del 1947 e' 'contro racket e pizzo'(ANSA)- PIANA ALBANESI (PALERMO), 1 MAG - In migliaia si sono radunati a Portella della Ginestra, per l'anniversario della strage del Primo Maggio del 1947. La manifestazione in ricordo dei 12 morti della strage e' 'per rilanciare la lotta al racket e alle estorsioni'. Presenti gli aderenti al movimento 'Addiopizzo' e il titolare dell'Antica focacceria San Francesco, Conticello. Ieri sera i familiari delle vittime hanno acceso dei lumini sui 12 sassi a loro dedicati attorno al sasso di Barbato.
    http://www.ansa.it/site/notizie/regi...101166701.html

  6. #6
    Gioa
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Primo Maggio: in migliaia a PortellaRicordo della strage del 1947 e' 'contro racket e pizzo'(ANSA)- PIANA ALBANESI (PALERMO), 1 MAG - In migliaia si sono radunati a Portella della Ginestra, per l'anniversario della strage del Primo Maggio del 1947. La manifestazione in ricordo dei 12 morti della strage e' 'per rilanciare la lotta al racket e alle estorsioni'. Presenti gli aderenti al movimento 'Addiopizzo' e il titolare dell'Antica focacceria San Francesco, Conticello. Ieri sera i familiari delle vittime hanno acceso dei lumini sui 12 sassi a loro dedicati attorno al sasso di Barbato.
    http://www.ansa.it/site/notizie/regi...101166701.html
    Neva sai se qualcuno ha ricordato i rapporti che la politica statunitenze ebbe in quel periodo con la Sicilia rappresentata da Salvatore Giuliano?

    L'uccisione di tanti comunisti in quegl'anni di guerra fredda?

    Del segreto di Stato sulla morte di Giuliano?
    Insomma si è parlato ancora una volta di Raket senza dire nulla su chi ha favorito il fenomeno mafia e il sostegno a cosanostra?

  7. #7
    Gioa
    Ospite

    Predefinito

    Politica statunitenze, vaticano, carabinieri, polizia, finanza, istituzioni italiane, siciliani che per amor di soldi e per desiderio di emergere nella società anche in questo modo essendo organizzati criminalmente e usati a danno del popolo, hanno prodotto un danno in Sicilia particolare, tutte queste cose se si muovono male contro la Sicilia vanno combattuti secondo pure la costituzione itraliana, e se ci sono vanno ricordati i loro rapporti scandalosi avuti nei confronti del popolo siciliano quando si parla di mafia.

    Per il bene faccio appello a tutti i siciliani al cambiamento, a fare di più nella legalità già da singoli e pure organizzati in un gruppo, mica è corretto parlare di legalità e poi non paghiamo le tasse, oppure offendiamo i politici, insomma cerchiamo di combattere meglio odiando le politiche nemiche comportandoci bene.

  8. #8
    I'm worse at what I do best
    Data Registrazione
    28 May 2007
    Località
    In bloom
    Messaggi
    259
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Io pago le tasse e offendo i politici, che sono vieppiù indegni. Me ne sento il diritto di cittadino, sebbene di "serie z", dato che i politici li mantengo io.

  9. #9
    Moderatore
    Data Registrazione
    19 Feb 2007
    Messaggi
    5,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Gioa Visualizza Messaggio
    Neva sai se qualcuno ha ricordato i rapporti che la politica statunitenze ebbe in quel periodo con la Sicilia rappresentata da Salvatore Giuliano?

    L'uccisione di tanti comunisti in quegl'anni di guerra fredda?

    Del segreto di Stato sulla morte di Giuliano?
    Insomma si è parlato ancora una volta di Raket senza dire nulla su chi ha favorito il fenomeno mafia e il sostegno a cosanostra?
    Credo che questo tuo post sia sfuggitto a Carmelo, essendo egli " storico della sicilia " ti avrebbe risposto da par suo.
    Gioa, ti prego, prima di fare certe affermazioni DOCUMENTATI!!!
    MA DOVE HAI LETTO CHE CHE IN QUEL PERIODO GIULIANO RAPPRESENTAVA LA SICILIA ???
    Giuliano ebbe dei rapporti con gli americani, ma solamente per cercare di risolvere la sua situazione, per cercare di espatriare, e NESSUNO MAI L'AUTORIZZO' A PARLARE IN NOME DELLA SICILIA !

  10. #10
    I'm worse at what I do best
    Data Registrazione
    28 May 2007
    Località
    In bloom
    Messaggi
    259
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Credo che questo tuo post sia sfuggitto a Carmelo
    No Nevuzza me ne sono accorto eccome, ma come ti scrivevo in pvt, oggi non è giornata...

    Tantomeno per stare appresso agli arzigogolamenti di Gioa che, a quanto pare, di tante parole e pazienza a lui rivolte, non sa farsene nulla...

    Altrove, nel thread da lui aperto su Bontade, è spiegato a chiare lettere il quadro dell'epoca. Ma lui continua a sostenere che gli indipendentisti erano capeggiati da mafiosi e malavitosi...

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 30-05-19, 20:33
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-05-10, 15:43
  3. Risposte: 101
    Ultimo Messaggio: 06-05-09, 14:44
  4. 8 maggio 1844 / 8 maggio 2008 : 124 anni fa nasceva Nostro Signore ...
    Di Istèvene (POL) nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 08-05-08, 13:29

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito