



Il primo maggio insanguinato.
Pubblicato on Maggio 6, 2008 in Politiche sociali.
Devianza giovanile, noia, bullismo, categorie per rendere comprensibile in una società impolitica l’omicidio di Verona, le stesse frasi le abbiamo sentite qualche anno fa per l’omicidio Biagetti, e prima ancora per Dax, tutti e due giovani, uccisi da coltellate da fascisti.
Tutto è cambiato dalla violenza politica degli anni 70, il linguaggio e la rivendicazione degli omicidi, e soprattutto lo spontaneismo che li contraddistingue. Tutto è cambiato, ma da qui a dire che questi gesti infami siano connaturati alla complessità della società moderne senza ragionare sul livello simbolico che li origina, è un’operazione grave, che in certi modi tende a banalizzare questi fatti come risse fra ubriachi, o a gerarchizzare come fa Fini se sia più grave un morto in strada o una bandiera bruciata. Non è così, la destra sa benissimo che ha delle bestie nel suo grembo che oggi non controlla più, ma la caccia al diverso, alla presunta zecca, nasce spontaneamente ma si origina da matrici simboliche che la legittimano in qualche misura, e la costruzione di questo “patrimonio simbolico” fatto di demagogia, capri espiatori e violenza contro il diverso fa parte di questo processo. Non è un caso che la “punizione” sia avvenuta la sera del primo maggio, non è una sera come le altre per la ronda che voleva ripulire Verona, nessuno della grande stampa se ne ricorda ma è così, non è una questione di sigarette negate, ma di finire nel mirino perché nemico, o presunto tale nel giorno in cui rovino la festa al mio avversario. Chi sa come si ragiona in curva sa che una cosa del genere è come prendere uno striscione in uno scontro.
A Verona negli ultimi anni abbiamo assistito a una sequela impressionante di aggressioni, verso gay e “compagni” senza che nessuno intervenisse con forza per stroncare questa deriva, tutti sanno in città chi sono le filiere di relazioni dalle quali si originano questi atti, tutti sanno quali colori e linguaggi strutturano queste identità. Tricolori e mastini dell’Hellas, croci celtiche, sangue ed onore.
In questi mesi Tosi ci ha riempito le orecchie di ronde e sicurezza, peccato che non abbia mai detto una riga su tutto questo, evidentemente era impegnato a cacciare dalla sua città i Rom…
http://www.sinistrasociale.it/?p=309


Però a me pare un pò strano che si prenda la difesa un avvocato che è dirigente dentro Forza Nuova. Mi pare strano perchè non si capisce la scelta dell'avvocato che milita in una formazione neofascista militante partitica (che tra l'altro a livello di partito ha preso le distanze dall'accaduto) se questi ragazzi non hanno a che fare con il mondo della DR militante.
Per il resto delle sue dichiarazioni direi che a parte il fatto che sono grottesche (non ci sarebbero traumi rilevanti quindi questo è morto di noia), sono in linea con il classico lavoro degli avvocati difensori ovvero minimizzare l'accaduto.
Penso ci siano solo due ipotetiche risposte
1 è una mossa propagandistica , cercano di recuperare politicamente tutti quei cani sciolti che non militano in nessun partito,lanciando un messaggio del tipo guardate se avrete bisogno noi ci saremo.
2 sono dei militanti di forza nuova,si rinnega per ovvi motivi la loro appartenenza al mondo della destra radicale
In entrambi i casi si tratta di una scelta strategica del partito.


Ulaan Baatar fa ipotesi non peregrine...però risulta che Bussinello non sia più di FN, ma di altra formazione politica attualmente.
Ad ogni modo, stupisce come le famiglie di questi ragazzi abbiano optato per un avvocato del genere, in un momento in cui i loro figli sono alla nella gogna mediatica...


Cuori neri
Più di 350 azioni dal 2005 ad oggi
«Progetto antifà» Il sito ecn.org cataloga giorno per giorno episodi vandalici e aggressioni: «Tre morti, 262 violenze e 98 danni a partiti e centri sociali»
Sara Menafra
Roma
Il germogliare crescente di aggressioni neofasciste li ha allarmati già tre anni fa, quando non ci badava più nessuno. E nell'arco di tre anni, i creatori del sito http://www.ecn.org/antifa (ospite di uno dei più antichi «progetti informatici» via web, Isole nella rete) hanno collezionato e monitorato 262 aggressioni fasciste, insieme a 98 atti vandalici «inneggianti al nazifascismo». Tutto diviso e classificato per categorie: «88 attacchi a sedi di centri sociali/ sedi militanti/ sedi di partiti/sindacati/Anpi; 98 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali; 76 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, giornalisti, ragazzi); 98 atti vandalici nazifascisti/ danneggiamenti/ scritte e minacce personali». E, poi, i tre morti negli ultimi cinque anni: nel 2003 a Milano, «Dax», Davide Cesare, aggredito ed ucciso da un gruppo di neofascisti. Il 27 agosto 2006, Renato Biagetti accoltellato da due giovani simpatizzanti di estrema destra sul lungomare di Focene, poco lontano da Roma. E venerdi scorso, Nicola Tommasoni a Verona.
Con delle differenze, perché non tutte le azioni sono episodi di violenza squadrista, e in alcuni casi non si va più in là di «episodi espressionie della cultura fascista» che «non vanno sottovalutati». Quell'analisi dei super esperti, che dice che in Italia ci sono soprattutto episodi di «bullismo con la testa rasata», li convince a metà: «Non è del tutto vero che chi compie questi gesti non abbia idea di quel che fa. Si può dire che odiano comunisti ed ebrei già a quindici anni senza conoscerne neppure uno - spiega uno degli autori di Antifà, che chiede l'anonimato - ma non bisogna sottovalutare il fatto che molti di questi militanti hanno in tasca la tessera di uno dei partiti che hanno partecipato alle scorse elezioni, magari apparentandosi con il Popolo delle libertà. Da questo punto di vista, Silvio Berlusconi ha aperto a quest'area ben più di quanto avesse fatto l'Alleanza nazionale di Gianfranco Fini».
Tolti i movimenti neri più o meno antichi e più o meno radicati e tolte le «occupazioni non conformi», in Italia esistono almeno cinque veri e propri partiti di stampo neofascista: Forza nuova, il Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher, Fiamma tricolore, quel che resta dell'Alternativa sociale di Alessandra Mussolini e infine il movimento Fascismo e libertà con il fascio littorio per simbolo e sulla home page del sito le trentatrè sentenze di assoluzione da altrettante inchieste sulla «ricostruzione del partito fascista». Ma è soprattutto il partito di Forza nuova ad essere finito spesso nei guai per le azioni dei militanti. Stando all'archivio di Antifà, negli ultimi anni almeno 28 delle 350 azioni monitorate portavano al movimento di Roberto Fiore, anche se nel conto ci sono le scritte nere spruzzate col buio.
Che l'onda nera rischi di diventare marea, gli autori di Antifà lo pensano da tempo. Perché i neofascisti hanno creato una cultura «antisistema» di destra, ma anche perché, la sinistra istituzionale, e in particolare Ds e Margherita, preferisce guardare da un'altra parte: «E dire che tra le vittime delle aggressioni fasciste ci sono membri dei due partiti che hanno creato il Pd, insieme alle loro sedi. La Margherita ha subito almeno due attacchi e i Ds tredici». Come quella volta a Fano, il 2 febbraio 2007, quando quattro giovani testerasate assalirono due dirigenti dei democratici di sinistra marchigiani: all'ospedale le ferite al volto furono gidicate «guaribili in sette giorni».
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...008/art17.html




bha i giornalisti, la carta stampata etc etc sono giorni che fanno titoloni non dicendo teppisti, bulli,balordi ma parlando esclusivamente di "naziskin" anche di fronte alle foto dei 5 dei quali solo uno tra l'altro ha i capelli cortini...
affermare fatti contrari all' evidenza per forzature politiche non mi sembra grande esercizio di intelligenza anche se poi ognuno vuole tirare acqua al proprio mulino e...tutto fa brodo, anche la morte di un povero ragazzo...




dal corriere
Ora si attende l'udienza di convalida davanti al gip Sandro Sperandio, in programma stamattina. «Non siamo naziskin, basta guardarci» ripetono i cinque ragazzi dal carcere di Montorio. Lo dice anche Federico Perini, il «Peri», il più taciturno, che pure è stato candidato alle amministrative dello scorso anno per la seconda circoscrizione tra le fila di Forza Nuova. Il suo candidato sindaco era proprio Roberto Bussinello, il legale che ora lo difende. Finora i cinque hanno confermato di essere stati presenti all'aggressione, ma nessuno ammette di aver picchiato Nicola. I suoi genitori hanno chiesto funerali in forma privata. Mamme e papà degli aggressori non si danno pace. «Abbraccio tutti, prego sempre per Nicola» piange la mamma di Guglielmo Corsi, Silvana. Il papà di Andrea Vesentini è sconvolto: «Ci dispiace molto, è un momento terribile per tutti». La madre vorrebbe incontrare la mamma di Nicola. Oggi alle 20 è prevista una manifestazione indetta dal Comune, che chiederà di costituirsi parte civile. I sindacati manifesteranno venerdì mentre sabato 17 saranno in piazza coordinamento migranti e centri sociali.
Cristina Marrone
08 maggio 2008