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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    La parola " VENTENNIO " ti dice niente ?
    Come tu ben sai le bugie dei vincitori sono quelle scrivono la storia.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da jonny_71 Visualizza Messaggio
    Come tu ben sai le bugie dei vincitori sono quelle scrivono la storia.
    AH...ho capito ! Ciò che è successo nel ventennio sono bugie dette dai vincitori...comprese le leggi razziali, non 'è vero niente, tutte bugie !

  3. #13
    I.A.F.
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    AH...ho capito ! Ciò che è successo nel ventennio sono bugie dette dai vincitori...comprese le leggi razziali, non 'è vero niente, tutte bugie !
    L'ho detto + volte anche nel forum del mis che quello è un periodo di cui vergognarsi, ma è anche vero che di bugie te ne fanno studiare fino a farti il lavaggio del cervello.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da jonny_71 Visualizza Messaggio
    L'ho detto + volte anche nel forum del mis che quello è un periodo di cui vergognarsi, ma è anche vero che di bugie te ne fanno studiare fino a farti il lavaggio del cervello.
    Caro Jonny, se per periodo ti riferisci al tutto il ventennio, non posso essere che lieta per questa tua consapevolezza, se invece ti riferisci esclusivamente al periodo nel quale furono emanate le leggi razziali, mi permetto di ricordarti altri ' periodi ' : la persecuzione contro gli omosessuali ( hai mai visto il film di Ettore Scola ' Una giornata particolare ' ? ), la persecuzione contro gli zingari,
    il confine contro coloro che dissentivano, e potrei continuare.........

  5. #15
    I.A.F.
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    io condanno tutto ciò che è dittatura e totalitarismo, tutto ciò che è repressione, tutto ciò che è imposizione, l'ho detto e lo ripeterò fino alla morte, come credo che la pensino tutte lepersone di buon senso,io rispetto le gerarchie perchè rispetto le regole non perchè ci deve essere il gerarca che di dice di menare, io rispetto lo stato perchè ci sono delle leggi e vanno rispettate non perchè deve esistere solo la mia razza e le altre non valgono nulla e vanno sterminate, e penso che tutte le persone di buon senso la pensino così.
    Mi piacerebbe che non si faccia caccia alle streghe xchè esiste una società con una cultura di destra sana che non ha nulla a che vedere con l'odio indiscriminato, pensiamo solo che dove c'è guerra odio e violenza a farne le spese è ilpopolo e basta.
    Non ho visto il film e credo che lo vedrò volentieri, (se tu mi consigli di vederlo vuol dire che ne vale la pena)
    Con grande rispetto nei tuoi confronti, e nei confronti di tutti quelli che che vogliono confrontarsi in modo pacifico.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da jonny_71 Visualizza Messaggio
    io condanno tutto ciò che è dittatura e totalitarismo, tutto ciò che è repressione, tutto ciò che è imposizione, l'ho detto e lo ripeterò fino alla morte, come credo che la pensino tutte lepersone di buon senso,io rispetto le gerarchie perchè rispetto le regole non perchè ci deve essere il gerarca che di dice di menare, io rispetto lo stato perchè ci sono delle leggi e vanno rispettate non perchè deve esistere solo la mia razza e le altre non valgono nulla e vanno sterminate, e penso che tutte le persone di buon senso la pensino così.
    Non ho visto il film e credo che lo vedrò volentieri, (se tu mi consigli di vederlo vuol dire che ne vale la pena)
    Con grande rispetto nei tuoi confronti, e nei confronti di tutti quelli che che vogliono confrontarsi in modo pacifico.
    Jonny, il rispetto è reciproco; so che sei una persona " dialogante ", che in ciò che affermi ci credi, e che non sei in malafede.
    << Mi piacerebbe che non si faccia caccia alle streghe xchè esiste una società con una cultura di destra sana che non ha nulla a che vedere con l'odio indiscriminato,>>
    Le mie esperienze personali mi portano a non condividere questa tua affermazione, mi piacerebbe sbagliarmi.
    In quanto alla caccia alle streghe...per il momento mi sembra che a cacciare siano le streghe.
    Adesso si sta tentando il gioco sporco di togliere la ' veste ideologica' ai forzanovisti di Verona, tu in merito che ne dici ?

  7. #17
    I.A.F.
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    non riesco a interpretare la tua affermazione " Adesso si sta tentando il gioco sporco di togliere la ' veste ideologica' ai forzanovisti di Verona",aiutami a capire, in merito a questa schifosa storia mia modesta opinione è che si stia gettando troppa benzina sul fuoco e non si sta rispettando il dolore per una morte di un'innocente a causa di un gruppo di nfami.

  8. #18
    Sicilia mia unica patria!
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    Vorrei capire FN cosa c'entra in tutto questo.........................

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da w la trinacria Visualizza Messaggio
    Vorrei capire FN cosa c'entra in tutto questo.........................
    Leggi questo articolo, in esso troverai la risposta al tuo quesito.

    VERONA - Il biondino e i suoi amici si muovevano come una banda di Arancia Meccanica negli ambienti degli skinheads fronte Veneto e dei neofascisti di Forza Nuova, sperando d’incontrare se non proprio il plauso della città, per lo meno la sua indulgenza. Chè Verona si sa, è sempre stata una città nera. E ricca. E gelosa di sé. E se anche il sindaco leghista Flavio Tosi adesso invoca «pene esemplari» e quelli di Forza Nuova prendono le distanze, si capisce che il Biondino e i suoi amici in fondo erano funzionali a una certa cultura. «Che poi è un modo di pensare - dice il procuratore Guido Papalia - molto diffuso di questi tempi che esclude il diverso, chi non si veste come noi, non mangia come noi, non parla con il nostro accento, in difesa di un sistema ritenuto semplicemente migliore di altri e dunque da difendere anche con la violenza. E’ un modo di sentirsi rassicurati ancorandosi a cose che invece andrebbero analizzate più approfonditamente. Non è un problema solo di polizia. E’ questione di educazione che dovrebbe portare a pensare che è l’inclusione quella che paga. Non l’esclusione». Invece il Biondino e gli amici stavano proprio in questa logica. Anche loro di ronda - che oggi va tanto di moda - per punire «i diversi», «quelli che sporcano», quelli che offendono «il decoro del nostro bel centro». Quelli che non ci garbano, in definitiva. Che, come si sa, sono sempre tanti e affollano impuniti le nostre paure. E allora, giù botte. Come a Nicola Tommasoli il grafico di 29 anni massacrato a pugni e calci e ridotto in fin di vita per essersi rifiutato l’altra notte di offrire una sigaretta. «Anche lui - spiega il procuratore aggiunto di Verona, Mario Schinaia - era stato individuato come un diverso. A loro bastava trovare qualcuno che magari aveva semplicemente i capelli lunghi e volavano schiaffi». Quasi ogni sabato, con la bella stagione, a pattugliare strade e piazze storiche, a prendere a schiaffi «i negri» ma anche «i terroni», come i tre parà picchiati mesi fa perchè «parlavano meridionale». O il ragazzo con la maglietta del Lecce massacrato di botte «perché terrone». O quello picchiato in piazza delle Erbe perché sedendo su alcuni gradini «danneggiava l’immagine di Verona, città di classe». O la vita resa impossibile ai venditori di khebab. Tutte scuse, per nascondere il vero obiettivo: la violenza fine a se stessa. «Una violenza programmata, per difendere quello che consideravano il loro territorio - sottolinea Schinaia - sono tutti di una certa area ma alla fine l’ideologia o l’appartenenza a gruppi politici definiti conta poco. La cosa vera che li unisce è la caccia al “diverso” da loro. Ed è questa l’unica ideologia. Tanto che per questo ripetersi delle aggressioni, avevamo ipotizzato l’esistenza di un nuovo gruppo organizzato, ancor più pericoloso di altri per questo fine esclusivo di violenza». La scorsa estate la banda di neofascisti era stata fermata dalla Digos e identificata: 17 giovani in tutto, alcuni rampolli della buona borghesia, altri figli di operai. Molti legati agli ultrà dell’Hellas Verona, quasi tutti trovati con simboli nazisti e fascisti in casa. Il Biondino, ovvero R.D., 19 anni, studente, capelli castani chiari, frequentatore della sezione cittadina di Forza Nuova si era distinto come uno tra i più attivi e violenti, destinatario perfino di una diffida a non entrare allo stadio. La notte del primo maggio R.D. non era nemmeno ubriaco. «Noi non ci droghiamo, non beviamo, siamo gente a posto», ha raccontato nell’interrogatorio-confessione reso ieri dalle 8 alle 12 nella questura di Verona. Ma sì, un bravo ragazzo senza vizi, come tanti da queste parti. Come i due di Ludwig, ricorda ancora il procuratore Schinaia, anche loro «figli della buona borghesia, laureati, perbene. Pensavano di ripulire il mondo uccidendo le persone». Il pm Rombaldoni, il capo della Digos e il colonnello dei carabinieri aspettavano R.D. da qualche ora. Individuato dalle indagini, pressato dai genitori, incalzato dal suo legale, dopo aver passato tre giorni fuori casa, non si ancora bene aiutato da chi, sentendosi il fiato sul collo, alla fine si è costituito. Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni. Per confessare ma solo in parte, ammettendo di aver dato pugni e calci ma senza ricordare «di aver colpito quel ragazzo quand’era a terra»; confermando i nomi di almeno due dei complici, già individuati, ma senza fare il nome degli altri due perchè «di loro non voglio parlare». Eppure ha esordito dicendosi «dispiaciuto», «spaventato dalle conseguenze» del suo gesto.
    La Stampa – 5.5.08

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Leggi questo articolo, in esso troverai la risposta al tuo quesito.

    VERONA - Il biondino e i suoi amici si muovevano come una banda di Arancia Meccanica negli ambienti degli skinheads fronte Veneto e dei neofascisti di Forza Nuova, sperando d’incontrare se non proprio il plauso della città, per lo meno la sua indulgenza. Chè Verona si sa, è sempre stata una città nera. E ricca. E gelosa di sé. E se anche il sindaco leghista Flavio Tosi adesso invoca «pene esemplari» e quelli di Forza Nuova prendono le distanze, si capisce che il Biondino e i suoi amici in fondo erano funzionali a una certa cultura. «Che poi è un modo di pensare - dice il procuratore Guido Papalia - molto diffuso di questi tempi che esclude il diverso, chi non si veste come noi, non mangia come noi, non parla con il nostro accento, in difesa di un sistema ritenuto semplicemente migliore di altri e dunque da difendere anche con la violenza. E’ un modo di sentirsi rassicurati ancorandosi a cose che invece andrebbero analizzate più approfonditamente. Non è un problema solo di polizia. E’ questione di educazione che dovrebbe portare a pensare che è l’inclusione quella che paga. Non l’esclusione». Invece il Biondino e gli amici stavano proprio in questa logica. Anche loro di ronda - che oggi va tanto di moda - per punire «i diversi», «quelli che sporcano», quelli che offendono «il decoro del nostro bel centro». Quelli che non ci garbano, in definitiva. Che, come si sa, sono sempre tanti e affollano impuniti le nostre paure. E allora, giù botte. Come a Nicola Tommasoli il grafico di 29 anni massacrato a pugni e calci e ridotto in fin di vita per essersi rifiutato l’altra notte di offrire una sigaretta. «Anche lui - spiega il procuratore aggiunto di Verona, Mario Schinaia - era stato individuato come un diverso. A loro bastava trovare qualcuno che magari aveva semplicemente i capelli lunghi e volavano schiaffi». Quasi ogni sabato, con la bella stagione, a pattugliare strade e piazze storiche, a prendere a schiaffi «i negri» ma anche «i terroni», come i tre parà picchiati mesi fa perchè «parlavano meridionale». O il ragazzo con la maglietta del Lecce massacrato di botte «perché terrone». O quello picchiato in piazza delle Erbe perché sedendo su alcuni gradini «danneggiava l’immagine di Verona, città di classe». O la vita resa impossibile ai venditori di khebab. Tutte scuse, per nascondere il vero obiettivo: la violenza fine a se stessa. «Una violenza programmata, per difendere quello che consideravano il loro territorio - sottolinea Schinaia - sono tutti di una certa area ma alla fine l’ideologia o l’appartenenza a gruppi politici definiti conta poco. La cosa vera che li unisce è la caccia al “diverso” da loro. Ed è questa l’unica ideologia. Tanto che per questo ripetersi delle aggressioni, avevamo ipotizzato l’esistenza di un nuovo gruppo organizzato, ancor più pericoloso di altri per questo fine esclusivo di violenza». La scorsa estate la banda di neofascisti era stata fermata dalla Digos e identificata: 17 giovani in tutto, alcuni rampolli della buona borghesia, altri figli di operai. Molti legati agli ultrà dell’Hellas Verona, quasi tutti trovati con simboli nazisti e fascisti in casa. Il Biondino, ovvero R.D., 19 anni, studente, capelli castani chiari, frequentatore della sezione cittadina di Forza Nuova si era distinto come uno tra i più attivi e violenti, destinatario perfino di una diffida a non entrare allo stadio. La notte del primo maggio R.D. non era nemmeno ubriaco. «Noi non ci droghiamo, non beviamo, siamo gente a posto», ha raccontato nell’interrogatorio-confessione reso ieri dalle 8 alle 12 nella questura di Verona. Ma sì, un bravo ragazzo senza vizi, come tanti da queste parti. Come i due di Ludwig, ricorda ancora il procuratore Schinaia, anche loro «figli della buona borghesia, laureati, perbene. Pensavano di ripulire il mondo uccidendo le persone». Il pm Rombaldoni, il capo della Digos e il colonnello dei carabinieri aspettavano R.D. da qualche ora. Individuato dalle indagini, pressato dai genitori, incalzato dal suo legale, dopo aver passato tre giorni fuori casa, non si ancora bene aiutato da chi, sentendosi il fiato sul collo, alla fine si è costituito. Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni. Per confessare ma solo in parte, ammettendo di aver dato pugni e calci ma senza ricordare «di aver colpito quel ragazzo quand’era a terra»; confermando i nomi di almeno due dei complici, già individuati, ma senza fare il nome degli altri due perchè «di loro non voglio parlare». Eppure ha esordito dicendosi «dispiaciuto», «spaventato dalle conseguenze» del suo gesto.
    La Stampa – 5.5.08
    No, ma ke loro frequentavano certi ambienti lo sapevo....ma nn appartenevano a nessun movimento politico....agivano x conto loro....la mia frase era detto nel senso FN nn c'entra....Neva è come se in Sicilia 3-4 ragazzi dicono di essere indipendentisti e in nome dell'indipendentismo picchiano x es, coloro ke hanno un tricolore! Se tirassero in ballo subito il MIS, nn sarebbe una cosa giusta.... Capisci....in questo senso l'ho detto....

 

 
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