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Discussione: Domanda da un ingenuo

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Un'altra cosa. Il vecchio di Treviri diceva "l' ideologia è la falsa coscienza" (ah, come aveva ragione!). Io sarei stufa anche degli ideologismi, sia di quelli Peace and Love da fattoni tardo hippy fuori tempo massimo (che un po' mi fanno tenerezza, un po' mi fanno sghignazzare per quanto sono ridicoli e assolutamente inadeguati), sia quelli che guardano all' Italia del 2008, in un mondo globalizzato, come se fosse l'Urss anni '30, la Cina del '48 o La Cuba del ' 59 e vogliono per forza farla rientrare in schemi conosciuti e, quindi, rassicuranti. Il vecchio di Treviri, al contrario, avrebbe analizzato i cambiamenti nelle classi e nei rapporti di produzione e sarebbe andato avanti a cercare di capire, anche mettendo se stesso in discussione fino in fondo, come ha sempre fatto in vita sua. Io, invece, di voglia di analizzare, di capire e poi di agire di conseguenza, in giro non ne vedo.
    Io invece vedo che forse QUALCUNO ha capito il problema e lo sta affrontando, o meglio sta ponendo le basi per affrontarlo. Non mi va di citare chi è sto QUALCUNO, altrimenti via con le polemiche...ma forse c'è chi si è svegliato dal letargo ! Ora bisogna solo attendere e vedere se ci saranno frutti. Certo è che ora è tutto in fase assolutamente embrionale.

  2. #52
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    Roba da matti

    Ma che cosa deve succedere affinché i Comunisti Italiani facciano un po' di autocritica?
    Quanta cecità! Siete incredibili!

    Che cosa deve fare uno se ha avuto pessime esperienze ed ha sempre sentito parlare altri di esperienze altrettanto pessime nei rapporti col PdCI? Ne dovrà pur tenere conto o deve far finta di niente?
    Guardate che l'unità dei comunisti non può e non deve essere un'operazione di vertice, deve nascere dal basso, dalla nostra pratica quotidiana. Sarebbe bello avere una situazione facile e lineare, ma in molte realtà non è così, quindi è ipocrita e controproducente pensare: "Ma sì, siamo tutto compagni, andrà tutto bene, baaandiera rossa la trionferàààààà". Non ci possiamo rimettere insieme con lo scotch, se l'unità fosse affrettata e forzata e avvenisse prima di risolvere rancori e incomprensioni, sarebbe fragile e poco duratura o, se resistesse formalmente, farebbe allontanare dalla militanza tanta gente che non se la sente di condividere il suo spazio politico con gente che disprezza profondamente, non (solo) dal punto di vista personale.
    Non possiamo permetterci l'approssimazione.

  3. #53
    Vamos bien!
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Roba da matti

    Ma che cosa deve succedere affinché i Comunisti Italiani facciano un po' di autocritica?
    Quanta cecità! Siete incredibili!

    Che cosa deve fare uno se ha avuto pessime esperienze ed ha sempre sentito parlare altri di esperienze altrettanto pessime nei rapporti col PdCI? Ne dovrà pur tenere conto o deve far finta di niente?
    Guardate che l'unità dei comunisti non può e non deve essere un'operazione di vertice, deve nascere dal basso, dalla nostra pratica quotidiana. Sarebbe bello avere una situazione facile e lineare, ma in molte realtà non è così, quindi è ipocrita e controproducente pensare: "Ma sì, siamo tutto compagni, andrà tutto bene, baaandiera rossa la trionferàààààà". Non ci possiamo rimettere insieme con lo scotch, se l'unità fosse affrettata e forzata e avvenisse prima di risolvere rancori e incomprensioni, sarebbe fragile e poco duratura o, se resistesse formalmente, farebbe allontanare dalla militanza tanta gente che non se la sente di condividere il suo spazio politico con gente che disprezza profondamente, non (solo) dal punto di vista personale.
    Non possiamo permetterci l'approssimazione.
    quotissimo

  4. #54
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da aurora81 Visualizza Messaggio
    Io invece vedo che forse QUALCUNO ha capito il problema e lo sta affrontando, o meglio sta ponendo le basi per affrontarlo. Non mi va di citare chi è sto QUALCUNO, altrimenti via con le polemiche...ma forse c'è chi si è svegliato dal letargo ! Ora bisogna solo attendere e vedere se ci saranno frutti. Certo è che ora è tutto in fase assolutamente embrionale.
    Forse non mi sono spiegata bene. L'analisi a cui facevo riferimento era quella riferita all' Italia e a come le cose sono cambiate in Italia e a come stanno ora: l' economia, la struttura produttiva, l' ideologia dominante e i mass media, il territorio e le strutture urbanistiche così come si sono venute a configurare ecc. Come è l'Italia adesso. Probabilmente tu invece stai parlando di questioni organizzativistiche, volontaristiche e nominalistiche che, secondo me, non sostituiscono affatto ciò di cui parlavo io e anzi, in assenza di quell' analisi di cui parlo, hanno solo un carattere consolatorio, come il ciuccio che si dà al bambino perchè non pianga. Fra l'altro, su di me non hanno neppure quest' effetto: sono una sentimentale solo nei rapporti personali. A me, per esempio, non fa nessun effetto che uno abbia falci, martelli, bandiere e tutta la paraphernalia e poi stia in un governo che invada il Kosovo oppure imponga come capolista Soffritti (vedi link). Preferirei mille volte chi magari non avesse bandiere di sorta, non avesse la lacrimuccia all' angolo dell' occhio se pensa alla mummia di Lenin nella Piazza rossa, ma si ponesse il problema di che cacchio fare nelle periferie urbane devastate, non solo materialmente ma anche da un' ideologia mediatico-padronal-razzista e di come capire chi sono queste persone, come sono cambiate le cose negli ultimi 10 anni e come entrare in rapporto con loro (e che non imponesse come capolista Soffritti, ovviamente). Ahimè, non vedo nessuno che si preoccupi di ciò, con bandiere o senza.

  5. #55
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    Forse non mi sono spiegata bene. L'analisi a cui facevo riferimento era quella riferita all' Italia e a come le cose sono cambiate in Italia e a come stanno ora: l' economia, la struttura produttiva, l' ideologia dominante e i mass media, il territorio e le strutture urbanistiche così come si sono venute a configurare ecc. Come è l'Italia adesso. Probabilmente tu invece stai parlando di questioni organizzativistiche, volontaristiche e nominalistiche che, secondo me, non sostituiscono affatto ciò di cui parlavo io e anzi, in assenza di quell' analisi di cui parlo, hanno solo un carattere consolatorio, come il ciuccio che si dà al bambino perchè non pianga. Fra l'altro, su di me non hanno neppure quest' effetto: sono una sentimentale solo nei rapporti personali. A me, per esempio, non fa nessun effetto che uno abbia falci, martelli, bandiere e tutta la paraphernalia e poi stia in un governo che invada il Kosovo oppure imponga come capolista Soffritti (vedi link). Preferirei mille volte chi magari non avesse bandiere di sorta, non avesse la lacrimuccia all' angolo dell' occhio se pensa alla mummia di Lenin nella Piazza rossa, ma si ponesse il problema di che cacchio fare nelle periferie urbane devastate, non solo materialmente ma anche da un' ideologia mediatico-padronal-razzista e di come capire chi sono queste persone, come sono cambiate le cose negli ultimi 10 anni e come entrare in rapporto con loro (e che non imponesse come capolista Soffritti, ovviamente). Ahimè, non vedo nessuno che si preoccupi di ciò, con bandiere o senza.
    Cara compagna, avevo capito la tua analisi e ahinoi hai perfettamente ragione. I partiti sedicenti comunisti non fanno che perdere tempo tra dispute sul simbolo e personalismi vari...e allora che fare?Si può provare ad entrare in partito ed a svecchiarlo...oppure ripartire completamente da zero!Però è ancora più difficile partire completamente da zero...è difficilissimo ottenere la fiducia della gente, ora come ora.

  6. #56
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    Forse non mi sono spiegata bene. L'analisi a cui facevo riferimento era quella riferita all' Italia e a come le cose sono cambiate in Italia e a come stanno ora: l' economia, la struttura produttiva, l' ideologia dominante e i mass media, il territorio e le strutture urbanistiche così come si sono venute a configurare ecc. Come è l'Italia adesso. Probabilmente tu invece stai parlando di questioni organizzativistiche, volontaristiche e nominalistiche che, secondo me, non sostituiscono affatto ciò di cui parlavo io e anzi, in assenza di quell' analisi di cui parlo, hanno solo un carattere consolatorio, come il ciuccio che si dà al bambino perchè non pianga. Fra l'altro, su di me non hanno neppure quest' effetto: sono una sentimentale solo nei rapporti personali. A me, per esempio, non fa nessun effetto che uno abbia falci, martelli, bandiere e tutta la paraphernalia e poi stia in un governo che invada il Kosovo oppure imponga come capolista Soffritti (vedi link). Preferirei mille volte chi magari non avesse bandiere di sorta, non avesse la lacrimuccia all' angolo dell' occhio se pensa alla mummia di Lenin nella Piazza rossa, ma si ponesse il problema di che cacchio fare nelle periferie urbane devastate, non solo materialmente ma anche da un' ideologia mediatico-padronal-razzista e di come capire chi sono queste persone, come sono cambiate le cose negli ultimi 10 anni e come entrare in rapporto con loro (e che non imponesse come capolista Soffritti, ovviamente). Ahimè, non vedo nessuno che si preoccupi di ciò, con bandiere o senza.
    parole sante

 

 
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