



ciao a tutti
Certo che noi siamo un Paese governato da gente "bizzarra"!!.
Dopo l'incidente di Chernobyl abbiamo deciso (unici nel mondo credo) di abbandonare l'utilizzo delle centrali nucleari (costate miliardi, ancora a regime produttivo per decine di anni) con ulteriori miliardi di costo di smantellimento e stoccaggio scorie, per di più in zone poco adatte e quindi mantenendo il "rischio" contaminazione dei terreni e delle falde acquifere (vedi Saluggia, Roma, ecc). Un conto economico a dir poco..fallimentare !!
Oggi dopo che gli altri Stati hanno sfruttato gran parte delle riserve della materia prima "uranio" (ce ne ancora ma di difficile e costosa estrazione) forse decidiamo di ritornare al suo utilizzo, quando altri invece decidono di fermarsi. Si potrebbe aspettare di utilizzare le centrali di terza e quarta generazione che possono utilizzare il plutonio ricavato dagli armamenti nucleari, ma chi può dire quanto c'è ne a diposizione? e fra otto-dieci-quindici anni quando dovrebbe entrare in funzione una nostra centrale? Sappiamo quali sono i "reali" costi del ciclo completo di una centrale nucleare (costruzione, manutenzione, smantellamento a fine ciclo, stoccaggio scorie)? Non ho trovato ancora un esperto che sappia dire quali sono tutti i costi, compresi quelli occultati dagli stati e caricati alla collettività, che rendano il nucleare meno onereso dei combustibili fossili. Forse allora conviene aspettare di vedere se la "fusione" nucleare (dove abbiamo due importanti centri di ricerca RFX Padova e Frascati Enea Roma che partecipano al progetto europeo ITER centrale a fusione in territorio francese) sarà la soluzione ottimale del prossimo futuro energetico del Mondo. Sulle energie rinnovabili, in particolare il solare fotovoltaico e termodinamico, credo che sia opportuno continuare lo sviluppo sia di ricerca che di istallazione (perchè se i pannelli fotovoltaici diventano di uso comune si creano posti di lavoro, si abbassano i prezzi e si ottengono anche risorse finanziarie per permettere alle società che li producono, ai centri di ricerca, di fare ricerca migliorativa del rendimento energetico degli impianti solari). Ma anche altre fonti energetiche, come le biomasse legnose, il geotermico, l'eolico (anche se abbiamo poche località con venti forti e costanti), l'idroelettrico e mini-idroelettrico, i biocarburanti non derivanti da materie prime alimentari, il biogas, la gassificazione delle biomasse e dei rifiuti, possono dare un buon contributo al nostro fabbisogno energetico. L'importante come già qualcuno di voi ha detto, è avere un "piano strategico energetico nazionale", cioè avere persone competenti che se ne occupano, vagliando le migliori opportunità di utilizzo delle tecnologie impiantistiche a disposizione, e di quelle che l'evoluzione della ricerca propone e proporrà negli anni a venire, tenendo sempre presente i costi-ricavi economici che se ne possono trarre, senza dimenticare la disponibilità che si ha e avrà delle materie prime necessarie al loro funzionamento presente e futuro.
http://www.alagoas.it


Sono proiettili convenzionali che hanno l'anima in uranio impoverito per favorire la forza di penetrazione, l'uranio ha un peso specifico molto elevato pertanto anche l'inerzia del proiettile permette ad esso di sfondare corazze anche pesanti.
Per esempio il cannone del caccia-bombardiere americano A-10 monta proiettili all'uranio impoverito.
http://it.wikipedia.org/wiki/Uranio_impoverito




La tua incompetenza in materia mi è chiara da tempo e, anche per questo, ti ignoro senza problemi.
Ogni tanto, però, l'occhio mi cade sulle sciocchezze che scrivi e divulghi.
Già con "fabbisogno energetico" dovresti spiegare cosa intendi.
Ma è ovvio che tu ti riferissi al "fabbisogno energetico per la quota parte elettrica".
Dovresti spiegarmi i due grafici seguenti:
Fonte: Red Eléctrica de España


Piccola ricerca su internet.....
COSA E' L'URANIO IMPOVERITO
L’Uranio è un metallo pesante che si trova in piccole quantità in rocce, suolo, aria, acqua e cibi. Nella sua forma naturale, l’uranio è costituito da 3 isotopi, con una netta prevalenza (99.2745%) dell’isotopo 238. Tutti gli isotopi dell’uranio sono radioattivi, e hanno un tempo di dimezzamento mostrato nella Tabella.
A causa della sua grande vita media (4.468·109 anni), il 238U ha una attività molto bassa. Per utilizzarlo nei reattori nucleari, o nelle armi nucleari, è necessario arricchire l’uranio naturale con gli isotopi fissili 235U e 234U. Il materiale che ne deriva è noto come uranio arricchito, e la sua concentrazione di 235U in peso varia fra il 2% ed il 90%.
Il materiale di scarto di questo processo è noto come uranio impoverito (DU = depleted uranium), e contiene meno dello 0.7% di 235U. Il DU è meno radioattivo dell’uranio naturale di circa il 40%, e di circa un ordine di grandezza meno dell’uranio arricchito.
L'uranio impoverito, che emette particelle alfa e beta, con una attività di soli 14.8 mBq/mg, il DU è classificato nella fascia più bassa di rischio fra gli isotopi radioattivi. Per confronto, le attività specifiche dei due radioisotopi che maggiormente contribuiscono al fondo di radiazione ambientale, 40K e 222Rn, sono di circa 400 mBq/mg e 8 GBq/mg, rispettivamente.
Il DU possiede delle uniche proprietà fisiche quali la densità elevatissima (19 g/cm3, 1.7 volte maggiore della densità del piombo) ed una notevole duttilità. Inoltre, l’uranio è piroforico, e quindi delle piccole particelle prendono spontaneamente fuoco a contatto con l'aria.
L'importante presenza di stabilimenti nucleari che producono energia (circa il 40% dell'energia elettrica americana è prodotta in centrali nucleari), permette agli USA di possedere circa 560,000 tonnellate di "materiale di scarto" derivante da questi processi (uranio impoverito) sotto forma di esafluoruro (UF6) attualmente stoccate in cilindri (foto seguente) in tre impianti di diffusione gassosa: Paducah, Kentucky; Portsmouth, Ohio e Oak Ridge, Tennessee. (Questo non è probabilmente l'inventario completo.)
Il plutonio nei proiettili all'uranio impoverito
All'interno di alcuni dei proiettili sparati in Kosovo, sono state trovate alcune tracce dell'isotopo u-236. Questo significa che l'uranio impoverito utilizzato non deriva solo dal processo di arricchimento ma anche dal riprocessamento del combustibile nucleare esaurito, cioè dalle scorie dei reattori nucleari, che per i motivi sopra-esposti, sono presenti in grandi quantità sul territorio americano e mondiale (si pensi che per smaltire le scorie fu proposto anche un improbabile lancio nello spazio; la quantità totale di scorie prodotte fino ad oggi e sparse chissà dove è di milioni di tonnellate).
Le scorie nucleari prodotte dalle centrali nucleari contengono tutta una serie di radionuclidi non presenti in natura ed estremamente pericolosi per l'uomo e per l'ambiente (ad esempio il Plutonio). Questo rende ancora più pericolosi i proiettili all'uranio impoverito.
L'ingestione di 0.5 grammi di Plutonio rappresenta una dose mortale [1]. Nei proiettili sembra però stata trovata una dose molto bassa dell'isotopo u-236 (circa lo 0.0028% del peso del proiettile). Secondo uno studio, che trovate in nota [2], in prospettiva inalare una massa di circa 0.0001 milligrammi di plutonio aumenta la probabilità di morte per cancro da 200 su 1000 (rischio di mortalità per cancro escluse cause non naturali) a 201.2 su 1000. Questo corrisponde a una diminuzione delle aspettative di vita media di circa 15 giorni. Per fare una comparazione, fumare un pacco di sigarette al giorno riduce la durata media della vita di circa 2250 giorni (più di sei anni).
Finchè non saranno chiarite le quantità degli isotopi presenti nei proiettili non si potrà giudicare correttamente la vicenda. Sicuramente il fatto che vengano utilizzate scorie nucleari prodotte dal processo di arricchimento e di utilizzo dell'uranio nelle centrali, rende la vicenda ancora più disonorevole.
[1] D. S. Myers, The Biological Hazard and Measurement of Plutonium, Lawrence Livermore National Laboratory, Livermore, CA, UCRL-76571 (1975). A lethal dose of 0.5 grams appears plausible, but the actual amount would depend on a variety of circumstances.
[2] B. L. Cohen, "Catalog of Risks Extended and Updated," Health Physics 61 (3), 332 (1991).
Da http://www.uranioimpoverito.it/


a questo ho già risposto, attaccandoti come tu ti sei permesso con me
NO. Stai dicendo una CAZZATA. E QUINDICI. L'idrogeno è un VETTORE, non ti aumenta la potenza, è meno di quel che avresti di potenza collegando direttamente tanti impianti FV a una rete e quindi all'utilizzatore. E l'idrogeno lo puoi fare anche col nucleare, comunque. Quanto al costo, è così: I COSTI SONO IMMENSI.on topic; il mio punto e' esattamente quello che alla fine indichi tu, ovvero che il tutto e' tecnicamente fattibile, ovvero utilizzare la bassa potenza fornita dal FV per produrre idrogeno che puo' a sua volta essere utilizzato per produrre alta potenza.
il tutto non e' PRATICAMENTE fattibile per problemi di costo, OGGI.
ma che cazzo stai dicendo, ma lo vedi che parli a vanvera?ora, se tutto il mondo occidentale sussidia il solare per abbattere i costi (da quel che dici tu ci sta mettendo sopra un pacco di soldi), molto piu' di quanto non investa in ricerca sul nucleare (con l' eccezione dell' idea di francia e GB di partire con un progetto sulla IV generazione -ma a loro serve mantenere il nucleare per un fatti militare-),
fonte
1- e tu chi sei per aspettarteli?io mi aspetto dei risultati. e me li aspetto prima che la prima eventuale centrale nucleare fatta partire da skyola possa essere inaugurata.
2-che sogni che hai comunque, il solare FV non arriverà MAI ai livelli del nucleare, e non ci arriverà tanto meno per allora. Vabbè.
1- il futuro si chiama ERA NUCLEARE, e si chiama così da 40 anni, e sarà così PER QUALCHE MILLENNIOin altre parole, io non ho paura del futuro.
sul futuro ci conto, e mi sembra che il futuro non sia il nucleare.
pronto a cambiare idea, ma sulla base di argomenti plausibili.
2- agli argomenti sei sordo, rileggiti il 3d, non so che altro dirti
3- il futuro (e secondo tutto il mondo che conta, da Berlusconi a Brown assando per Sarkozy e Bush e la Merkel, da Hu Jintao fino ai Japs fino a putin e persino agli sfigati iraniani) si chiama rilancio nucleare. Anche il MIT la pensa così.
dai su, adesso quota di nuovo e non rispondere di nuovo, e precisa di nuovo che il grafico che segue non lo rimetti nel quote "per evitare il flooding"
forza jordan, fagliela vedere a quell'invasato di Ronnie
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


se si dovesse fare un referendum sul nucleare, il lider maximo farà così
vede i sondaggi se sono favorevoli lancia una campagna attraverso i suoi servi pro nucleare e fa votare il popolino come vuole lui.
se i numeri sono schiaccianti fa una campagna denigratoria per non far andare a votare il popolino.
se si vuole tornare al nucleare, si farà vincere il sì
ma io non credo hce si vorrà tornare al nucleare mi sembrano le solite sparate da inizio governo per far sperare gli idioti che l'hanno votato, tanto sanno che tra sue anni, gli stessi idioti si saranno dimenticati di cos'è il nucleare.
del resto l'abbiamo già visto nel 2001-2006



