Anno Siriano (2008-2009)
Giuseppe Siri teologo:
Sulla perniciosità del pluralismo
Di Giuseppe card. Siri
Nella teologia e cultura contemporanee il pluralismo ha smesso di essere soltanto un concetto di distinzione e di “coesistenza”; ha smesso di essere un’espressione dell’incertezza di parecchie accezioni su un medesimo soggetto. E’ diventato una forma di mente e di sensibilità: vivere senza riferimento stabile, senza ricerca né possibilità di discernimento, senza intima esigenza di armonia, il che permette che ci si sforzi per equilibrare, nei confronti di ogni cosa, il sì e il no. Si giunge fino a proporre proposizioni la cui simultanea applicazione è impossibile e irreale. […]
Il pluralismo è un grave evento perché esprime ben altra cosa di una santa modestia di fronte all’immensità delle cose ignote. E’ la formale negazione della Rivelazione, di ogni contenuto di ordine morale e spirituale consegnato nell’ordine naturale della creazione. E’ la negazione dell’ordine interno del verbo dell’uomo. Tale è il pluralismo trascendentale attestato da una considerevole parte delle attuali tendenze teologiche. Il pluralismo è una calamità universale che toglie, nell’ambito intellettuale, spirituale e morale dell’uomo il discernimento tra segno e fatto e la parole evolve senza filo conduttore comune e neanche individuale. Il pluralismo come dottrina significa il totale distacco da Dio creatore e quindi dal vero amore.
La pluralità delle forme della creazione, la pluralità dei movimenti manifestano, per lo spirito libero, l’unità e la stabilità dell’ordine interno del creato. Il pluralismo dissolve nella coscienza l’unico vincolo tra le molteplici forme. E’ la distruzione della molteplicità delle forme di vita, per mezzo dell’assenza di uno stabile punto di partenza di verità e, peculiarmente per il tempo della Chiesa, di verità rivelata. Il pluralismo esprime l’ostruzionismo dell’interna ribellione ad ogni principio, essere e verità superiori. Il pluralismo nel campo dell’attività teologica, anche senza intenzione cosciente, sfocia nel sovvertimento di ogni principio e di ogni organismo di vita. Falsa prima di tutto la profonda nozione, nel contempo umana e sovrumana, della Chiesa.




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