
Originariamente Scritto da
epiros
Benchè di solito siamo su posizioni differenti, condivido la tua analisi. Dalla quale però si possono fare delle considerazioni, ed è importante il fatto che anche quelli come te la pensino in questo modo, significa che la frittata è fatta e indietro non si torna.
Infatti, un po perchè bisogna calmare la gente, un po perchè non bisogna "spaventare i mercati". Ma secondo me nelle loro stanze segrete sanno tutto e hanno già studiato tutto, possibili sviluppi, ripercussioni ecc. Il che non significa che abbiano trovato una soluzione...
Si, ma tali aggregazioni non sono così immediate. CI sono molte variabili in gioco tra cui, ad esempio, la sopravvivenza dell'attuale classe politica europea, sostanzialmente filo-Usa e anti-Russa. Ossia, PER ORA, è improbabile un'unione UE-Russia (anche se perfino un sasso si rende conto che la loro energia e la nostra industria/capitali ecc sono perfettamente complementari...)
E' la mia speranza. A quel punto però si deve tener in conto di diventare il bersaglio principale per tutti. Gli Usa per aver perso una costola, potrebbero dare l'ultimo colpo di coda (anzi, sicuramente lo faranno) con l'enorme apparato militare. La Cina potrebbe pensare, data la ricchezza della SIberia e la scarsa popolosità, di accaparrarsi un po di terra, anche perchè Europa e Siberia assieme sono un gigante fenomenale.
E' da tempo che penso che lo sbocco naturale per l'Europa sia un'alleanza strategica con la Russia e il Caucaso, e con il Sud America dall'altra parte (che ha fenomenali legami culturali e sociali con l'Europa, basterebbe coltivarli bene senza volergli depredare le risorse...).
Questo è un punto cruciale. Per me gli Usa rimarranno si e no padroni di casa loro, ammesso di non venire "colonizzati". Le loro basi militari in giro per il mondo verrano chiuse, sia per impossibilità a sostentarle, sia perchè ad es. in Europa non le vorranno più. Da lì, crolla metà del loro potere, e se crolla anche l'economia come prospettato, crolla anche l'altra metà del loro potere.
Insomma, gli Usa si stanno rivelando un colossale gigante dai piedi d'argilla, e ancora una volta ciò dimostra che gli scarti dell'Europa (i coloni europei spostati in America) non sono in grado di competere con i loro maestri: un impero enorme che dura non più di 70 anni e crolla in meno di 10 significa che era basato sul nulla, a differenza di imperi plurisecolari europei che invece avevano basi ben più solide.
Qui si gioca un pezzo della partita. La produzione di petrolio ha raggiunto il picco nel 2007, o lo raggiungerà a brevissimo, sicchè gli avvoltoi, che vogliono mantenere il loro stile di vita consumistico senza rallentare, sono obbligati a rimpiazzare il calo della produzione con nuove "scoperte": nuovi giacimenti, più pozzi, acquisizione di società minori...e FURTO di giacimenti.

La guerra in Iraq aveva, tra i motivi, la conquista di grosse riserve petrolifere, da strappare a Francesi e Russi e dare a Inglesi e Americani (e qualcosa all'Eni). Ora il prossimo obiettivo è l'Iran, ma il gioco è difficile, molto difficile. Logoramento degli eserciti, crisi economico-politica e opinione pubblica avversa stanno frenando la decisione, ma rimane il fatto che la maggior parte del petrolio iraniano va verso l'Asia, e quindi gli asiatici non staranno in nessun modo a guardare.
Pertanto, la guerra vera e propria potrebbe nascere proprio qui, e se scoppiasse nel 2008 (come si ipotizza), gli Usa impedirebbero di fatto uno spostamento dell'UE verso la Russia (siamo ancora culo e braga con gli Usa), cosa deleteria per noi dato che se la Russia chiude i rubinetti siamo spacciati.
Comunque vada la guerra, i paesi arabi saranno sconfitti.
Come ben fai notare, il mondo ne ha piene le tasche dei combustibili fossili e si muoverà entro breve verso nuove tecnologie, tra cui potremmo identificare sicuramente fonti rinnovabili di vario genere, politiche di risparmio (sono tecnologie anche queste), energie nucleari di vario tipo (reattori veloci, trasmutazione, reattori a gas con produzione di idrogeno su vasta scala da dissociazione termochimica dell'acqua, eventualmente fusione calda e fredda), nuovi sistemi di autotrazione (tra cui quelli elettrici, una rivoluzione in piena regola ma che non è impossibile) ecc.ecc.
Insomma, i beduini hanno fatto i bulli, ci hanno smutandato per decenni ma non hanno in nessun modo reinvestito i loro introiti per creare uno straccio di stato funzionante (ad eccezione dell'Iraq...che però è stato fracassato), e quando noi ci interesseremo ad altro loro non sapranno che pesci pigliare per tener buone le masse. Ah, i Saud secondo me faranno una brutta fine

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Comuqnue, finito lo scontro, sperando che l'Europa vinca, la prima cosa che farei sarebbe un colossale '68 in salsa islamica: rivoluzione sessuale, rivolta anti-religiosa e un bello scrollone alla rigidità bacchettona di quelle aride lande. Per fare tutto ciò, si assoldano agitatori e propagandisti tramite finanziamenti segreti provenienti dall'Europa...insomma una pratica vecchia e collaudata. Si buttano per aria i regimi inutili (Arabia e Libia soprattutto) e si riporta un po di laicità. A quel punto, sbaragliate le frange fondamentaliste, si può ipotizzare un piano Marshall e fare quel che hanno fatto gli Usa con noi dopo la guerra.