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  1. #31
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    Speravo che almeno adesso gli avvoltoi la smettessero di banchettare sul corpo di Eluana, speravo che la finissero di alzare le loro voci gracchianti, speravo che capissero che ormai era giunta l’ ora di tacere, speravo che rispettassero lo strazio ed il dolore di un padre, speravo che coloro che in nome di Dio si proclamano difensori della vita avessero un briciolo di carità cristiana nei confronti di Eluana e di una famiglia che da 17 anni è lacerata dal dolore.
    Speranze vane le mie, gli avvoltoi stanno banchettando ancora, più affamati che mai.

    << Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano "una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme più o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente, impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore". Per Luca Volontè (Udc) la Cassazione "autorizza il primo omicidio di stato in nome del popolo italiano". L'associazione Scienza e Vita arriva addirittura a chiedere una esecuzione pubblica e con testimoni, visto che "si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana". >>
    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-3/reazioni-sentenza/reazioni-sentenza.html

  2. #32
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    2009-01-17 19:22ELUANA: INDAGATO A ROMA SACCONI, ATTI A TRIBUNALE MINISTRIROMA - Il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, è stato indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro.

    Gli atti, predisposti in seguito ad una denuncia dei radicali, sono stati inviati per competenza al Tribunale dei Ministri che dovrà valutare la fondatezza delle accuse. Secondo quanto si sottolinea a piazzale Clodio l'avvio dell'inchiesta è "un atto dovuto", in seguito alla querela presentata nei confronti di Sacconi.

    Nella denuncia presentata dai Radicali e depositata alcune settimane fa dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, si ipotizzava il reato di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della casa di cura Città di Udine e chiedeva di verificare in che termini le affermazioni di Sacconi avessero impedito di dar corso al decreto della corte d'appello di Milano.

    "A nostro parere dopo le verifiche del tribunale dei ministri gli atti dovranno essere mandati alla giunta delle autorizzazioni a procedere - ha detto l'avvocato Rossodivita - pensiamo che sarebbe giusto che Sacconi non si trincerasse dietro i benefici delle attribuzioni del parlamentare e del ministro e si lasciasse, nel caso, processare".
    http://www.ansa.it/opencms/export/si...871499336.html

  3. #33
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    Intervista a Poletto: "Questa è eutanasia, chi crede in Dio rispetti le sue leggi
    Ci si può opporre quando l'applicazione della legge contrasta con i propri convincimenti"
    Il cardinale di Torino ai medici
    "Fate obiezione su Eluana"


    di PAOLO GRISERI







    TORINO - C'è la legge dell'uomo e c'è la legge di Dio. Se entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo è una cattiva legge per l'uomo. Dunque, è diritto dei cittadini obiettare. Così il cardinale di Torino, Severino Poletto, spiega la sua posizione sul caso Eluana. E aggiunge: "Per queste ragioni i medici cattolici che si trovassero a lavorare nell'ospedale dove si intende interrompere l'alimentazione di una persona, dovrebbero obiettare e rifiutarsi di farlo".

    Cardinale Poletto, per quale motivo un medico cattolico non dovrebbe rispettare la scelta di una persona, in questo caso di Eluana Englaro?
    "Perché quella scelta va contro i principi morali della chiesa".

    La chiesa è favorevole all'accanimento terapeutico?
    "La chiesa è contraria all'accanimento terapeutico. Ma qui non siamo in un caso di accanimento. Qui dobbiamo decidere se continuare ad alimentare una persona o lasciarla morire di fame. Lasciare morire di fame qualcuno che è ridotto a uno stato vegetativo è eutanasia e la chiesa è contraria all'eutanasia come a ogni forma di negazione della vita".

    La chiesa è contraria ma lo Stato italiano dice che bisogna rispettare la volontà del padre di Eluana. Quale legge deve prevalere? Quella dello Stato o quella della religione?
    "La legge di Dio non può mai essere contro l'uomo. La legge di Dio è sempre per l'uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti".

    Quindi, nell'alternativa, un cattolico deve disobbedire alla legge dell'uomo?
    "Un cattolico rispetta le leggi e rispetta la sua coscienza. Per questo esiste la possibilità di fare obiezione quando l'applicazione di una legge contrasta con i propri convincimenti profondi".

    In questo modo però i cattolici rischiano di avere una legislazione parallela, dettata dalla coscienza e in contrasto con la legge italiana. Non è una contraddizione?

    "Questo non è un problema che riguarda solo i cattolici. Anche per molti non credenti è stato così. Si ricorda quando c'era la leva obbligatoria e molti ragazzi facevano obiezione perché non accettavano di impugnare le armi? Non tutti erano cattolici, anzi. Allora la chiesa non si schierava neppure contro il servizio militare ma ammetteva che ci potessero essere persone, credenti e non credenti, che per ragioni di coscienza non accettavano di mettersi una divisa e imbracciare un fucile".

    Oggi però sono i cattolici a invocare più spesso il diritto di obiezione. C'è un limite a questa tendenza?
    "Il limite è la coscienza. Non può che essere così. Ma nessuna legge umana può andare contro le coscienze costringendoci a commettere atti che sono in grave contrasto con i nostri convincimenti più profondi. Questo vale per il medico chiamato a praticare un aborto ma anche per chi fosse costretto a staccare il sondino di Eluana o per il farmacista che si rifiuta di vendere una certa pillola".

    Quel farmacista non lede il diritto di un'altra persona interrompendo un servizio?
    "Vorrà dire che chi vuole quella pillola si rivolgerà ad altri, non certo a lui".

    Cardinale Poletto, nella sua esperienza di sacerdote avrà incontrato diverse situazioni nelle quali il dolore e la sofferenza sono grandi. Come si può giudicare il padre di Eluana?
    "Io non giudico, solo Dio giudica. Sono anzi vicino al dolore di quel padre come a quello di tutte le famiglie che vivono situazioni drammatiche. Mi viene in mente il caso di una famiglia di Asti con una figlia che da dieci anni vive in stato vegetativo ed è alimentata in casa con un sondino. Sono situazioni molto difficili, prove dure nelle quali di tutto c'è bisogno meno che diventare lo strumento di una battaglia ideologica. Al padre di Eluana dico di continuare ad affidarsi alle religiose che da tanti anni si sono prese cura di sua figlia con amore e dedizione. E prego per lui perché la sua sofferenza è grande".

    (22 gennaio 2009)
    http://www.repubblica.it/2008/12/sez...a-poletto.html

  4. #34
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    Il presidente del Piemonte interviene sul caso Englaro dopo l'intervista
    a Repubblica in cui il prelato ha chiesto ai medici l'obiezione di coscienza
    Eluana, la Bresso al cardinal Poletto
    "Non è la repubblica degli ayatollah"


    di EDOARDO BUFFONI





    Il presidente del Piemonte Mercedes Bresso


    ROMA - "I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata, su cui milioni di cattolici in tutto il mondo ogni giorno prendono decisioni assolutamente simili a quelle della famiglia Englaro, e lo fanno con sofferenza e difficoltà. Questo la Chiesa lo sa, e ci sono tanti medici cattolici che ogni giorno devono prendere decisioni difficili, e ne sono dilaniati. Occorre delicatezza negli interventi. Stiamo rischiando di perdere il carattere laico del nostro Stato con polemiche di questo genere".

    E' la dura risposta di Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte, alle critiche lanciate contro di lei, in un'intervista a Repubblica, dall'arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto. Mercedes Bresso - governatore del Pd - è intervenuta in diretta a Repubblica Tv, questa mattina.

    "A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l'espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima, Un'altra cosa è l'ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico".

    Perché la presidente Bresso si è fatta avanti su una vicenda così difficile? "Io penso che ci sia un dovere delle strutture pubbliche di dare attuazione alla decisione della Cassazione, che peraltro è stata presa due volte perché c'era stato un annullamento per ragioni formali. Trattandosi di una questione molto delicata sul piano etico, è evidente che pur non esistendo nel nostro ordinamento l'obiezione di coscienza dei medici se non per la 194 esplicitamente indicata, è evidente che nessuno che non lo desiderasse sarà obbligato a intervenire in questo caso. Ricordo peraltro che medici cattolici e non cattolici, credenti e non credenti tutti i giorni prendono con le famiglie decisioni di questo tipo e non vedo che altro principio adottare se non quello che deriva dall'habeas corpus, fondante del diritto occidentale, cioè la decisione di una persona e di chi quella persona rappresenti quando questa non è più in grado di decidere".


    "Già in passato come Regione Piemonte avevamo offerto la nostra disponibilità alla famiglia Englaro. E lo ribadisco: la circolare del ministero Sacconi non supera la legge, e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi. E' inquietante che si pieghi la legge a una decisione politica. Se ci saranno dei problemi nell'applicare il protocollo, verranno affrontati, nel pieno rispetto delle regole, insieme alla famiglia. Sono preoccupata: vedo minacciato l'unico principio laico e di rispetto delle persone è quello dell'autodeterminazione. Per questo serve una legge sul testamento biologico. La medicina permetterà tra pochi anni di mantenere in vita chiunque, e allora cosa faremo? Eluana è una persona in stato vegetativo permanente, non una disabile
    http://www.repubblica.it/2008/12/sez...ta-bresso.html

 

 
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