
Originariamente Scritto da
Ciudidudi
Riassumo alcuni miei punti di vista espressi su di una altro 3d:
1) La concezione della vita, per un cattolico, è differente dalla concezione che ha un ateo.
Un ateo, se è tale, sa di non errare mai, è questo il punto, qualsiasi cosa esso faccia e in qualsiasi tempo.
2) un ateo che si dice tale e al contempo lo è, o almeno non ha paura di esserlo, è quasi impossibile che esista.
Perchè?
a) Perchè nessuno di chi si dice tale ha il coraggio di dire, forte e chiaro che "polvere è e polvere ritornerà". Ciò non avviene perchè, nel momento in cui lo si ammetesse agli altri, lo si ammetterebbe anche a se stesso. In tal caso subentrerebbe un'insopportabile sentimento di inquietudine e frustrazione.
Si preferisce quindi non pensarci, e dire ad un credente: tu ti sei inventato un Dio per sopperire a ciò a cui io stesso non voglio pensare (quest'ultima parte della frase ovviamente viene sempre omessa).
Quest'ultimo punto è la ragione fondamentale per cui, nel medioevo, a differenza di quanto è succeso nel resto del mondo, l'Europa ha fatto passi da gigante nell'elaborazione del pensiero razionale, e di conseguenza nella scienza, nella tecnologia, nella cultura, nella civica et cetera. Una piccola dimostrazione di questo ce l'ha data più di una volta il forumista kenshiroIT , per esempio al seguente post http://www.politicaonline.net/forum/...&postcount=466
b) ci sono atei che tentano di sopperire a quel vuoto, facendo lo stesso identico sbaglio che loro imputano ai credenti. Questi sono gli atei che, artatamente, si definiscono "non materialisti" e che dicono di credere in un qualcosa di metafisico, in maniera irrazionale aggiungo io, giacché, a differenza di un cattolico, ad esempio, non hanno la menoma prova di quanto dicono. La riprova l'abbiamo dal fatto che, tutti gli atei che hanno sostenuto questo, su questo
3d, non hanno voluto (o saputo) approfondire il loro "credo", ne in maniera razionale, ne in maniera scioentifica, ne in maniera anche leggermente approfondita, ne tantomeno in maniera convincente.
Per me questi non sono atei.
- L'ateo per me è colui che pensa che siamo polvere e che polvere resteremo, e che la propria fidanzata, quando gli dice "ti amo", è la stessa cosa che una manciata di spaghetti che cuoce in una pentola di acqua bollente, solo che quella reazione chimica, muove dei muscoli e dei neuroni, mentre il calore del gas muove solo delle piccole molecole d'acqua. Se poi questi atei non hanno il coraggio di ammettere ciò che pensano, sono semplicemente dei codardi.
- Per un ateo vero e coerente, la sua vita non dovrebbe essere altro che un'ammasso di materia fisica che ama, odia, apprezza l'arte o un tramonto, studia la scienza della natura solo e soltanto perchè, come una macchina un po' più complessa delle caffettiere, si muove e produce, perchè al suo interno si svolgono determinate reazioni fisiche, chimiche e meccaniche e
null'altro.