Non capisci una cosa che non ho mai detto, perciò non hai da capirla.
Io penso che un ateo dipenda da reazioni, fiche, meccaniche e chimiche che muovono un corpo (il suo), formato da ciccia e ossa, in maniera casuale. Una massa corporea che viene comunemente chiamata "persona" e che è dissimile da un anellido solo e soltanto perchè è capace di sviluppare, all'interno di se, rispetto ad esso, molte più reazioni chimiche.
Dal mio punto di vista, non esiste ateo - inteso come persona che non crede a niente che sia paranormale - che possa distare di più di un millimetro dalla descrizione che ho dato io. A parer mio, un ateo che crede in qualcosa di metafisico che non è dimostrabile, è un ateo che, come ho già detto, per sopperire all'insopportabile sentimento di vuoto che sente dentro, fa lo stesso identico sbaglio che imputa al credente in Dio: si inventa qualcosa senza poterne dimostrare l'esistenza o la credibilità.e poi chi non crede nell'esistenza di dio, mica ha una concezione filosofico-morale unica, esattamente come chi crede in dio non ha una concezione filosofico-morale unica. ognuno interpreta l'ateismo alla sua maniera. basta studiare il pensiero dei vari filosofi atei. l'ateismo del positivista comte è profondamente diverso, anzi, agli antipodi rispetto all'ateismo dell'esistenzialista sartre... le teorie di sartre saranno invece molto più vicine, in molti punti coincidenti, con il pensiero del credente kierkegaard...
In questo caso, a differenza di un cattolico, ad esempio, non ha la menoma prova di quanto dice. La riprova l'abbiamo dal fatto che, tutti gli atei che hanno sostenuto questo, su questo 3d, non hanno voluto (o saputo) approfondire il loro "credo", ne in maniera razionale, ne in maniera scientifica, ne in maniera anche leggermente approfondita, ne tantomeno in maniera convincente.
Per me questi non sono atei.
Io, se fossi un vero ateo, penserei: questo è sbagliato, ma lo è solo perchè una reazione chimica, adesso, me lo fa dire. E' ciò che succede con tutto ciò che non possiamo prevedere che accada. Come posso ritenermi colpevole di una cosa di cui io, nonostante avvenga dentro di me, non sono responsabile e non posso farci niente?scordati di trovare una morale assoluta nell'ateismo e nel pensiero dei filosofi atei. ma non fare l'errore di pensare che una morale relativa sia una mancanza di morale.
Parlami di te, se sei ateo.
riguardo alla tua concezione di come debba essere la vita di "un'ateo coerente"... beh, lascia un po' il tempo che trova. mi spiego meglio, un ateo, per essere coerente deve semplicemente credere che dio non esiste. la mancanza di dio, non implica necessariamente la mancanza di spiritualità, non implica per forza una concezione del mondo di tipo materialistico e meccanicistico. e ovviamente la non esistenza di dio non implica per forza anche la non esistenza dello spirito (sia esso inteso come, immaterialità, anima, coscienza interiore o qualunque altro elemento spirituale).
ripeto, esistono concezioni atee di vari tipi. alcuni atei hanno una profonda spiritualità, prendi i panteisti atei o i buddisti atei (ma non solo), altri invece possono avere una concezione più meccanicista, ridurre il tutto a semplice chimica. del resto ache l'ateismo è una forma di fede. fede nella "non esistenza di dio", questa "non esistenza" la si può poi elaborare in infiniti modi... in questo mondo di matti esistono un sacco di nuove religioni atee che nascono e muiono nel giro di niente... i miei preferiti ad esempio sono i raeliani, che, senza voler essere offensivo, sono semplicemente esilaranti.
comunque bel 3d, offre infiniti spunti di riflessione.
Tutti i casi che hai elencato, se analizzati, o non sono atei, o non escludono quello che ho detto sopra.
Attenzione: non mi cadere in contraddizione, considerando autorevole la posizione di chi, palesemente, non meno di quanti SECONDO TE SI SONO INVENTATI UN DIO, si è inventato un qualcosa che non è certo più credibile di quel Dio di cui tu e loro siete sicuri della non esistenza.






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