Caro Antonio, provo a risponderti anche io.Caro Demi,
con te mi piace dialogare nonostante le nostre distanze siano corpose.
Sono d'accordo con te che siamo in un "mercato del lavoro": a me non piace, e lo combatto perchè credo che non si possa correggere ciò che è sbagliato "per sua stessa natura"; tu, forse, credi di poterlo correggere e migliorarlo. Spero per te (e per me, e per noi) che il tuo proposito non sia più utopistico del mio...... ma ho forti dubbi.
Come avrai notato, nei miei interventi non propongo mai soluzioni tipo "rivoluzione", "lotta armata", "guerriglia urbana"... ma sempre interventi legislativi realmente progressisti, cioè leggi che rappresentamo un considerevole avanzamento sociale, economico e, poi, culturale.
In particolare:
1) perchè non impedire ad una azienda di assumere precari se non ha minimo (è un esempio) 3 o 4 lavoratori a tempo indeterminato? Così il precariato diventerebbe l'eccezione, non la regola.
2) La flessibilità deve essere in entrata, non in uscita. Altrimenti diventa precarietà. Io non dico di assumere uno a tempo indeterminato SUBITO, ma dopo 1 o 2 anni si! Se l'azienda vede che non sei bravo, ti cacciasse prima dei 2 anni... ma se ti tiene 36 mesi a tempo determinato e poi ti caccia, l'azienda ha fatto una cosa semplicissima: TI HA SFRUTTATO! Allora impediamo ad una azienda che licenzia dopo 36 mesi (non dopo 6, ma dopo 36) di assumere precari con la medesima manzione. E' bolscevismo? Non credo...
3) Perchè non sperare in una stabilizzazione dei prezzi imposta dallo Stato? Se i prezzi vengono bloccati, ed i salari aumentati, l'inflazione non cresce, giusto? Allora invece di puntare sui redditi (vecchio errore della sinistra, soprattutto comunista), perchè non puntare su prezzi e consumi? E' chiaro che se speriamo che sia il Mercato a calmierare i prezzi, stiamo freschi....
1) La struttura del mercato del lavoro è mutata. Proviamo a metterci in quest'ottica: una piccola azienda, che si trova sul mercato, non ha la certezza di rimanervi se non mutando continuamente le proprie furmule organizzative. Fino a poco fa, io lavoravo in un'azienda di 40 dipendenti. Ebbene, ti assicuro che per adeguarci al mercato dovevamo inventarci di mese in mese qualcosa di diverso. Il c.d. posto fisso a vita è un portato di un'epoca diversa. Con ciò non voglio dire che non debba esistere più: è interesse dell'Azienda fare contratti a tempo indeterminato perché significa trattenere lavoratori in gamba e impedire che vadano altrove a fare la fortuna di qualcun altro. Purtroppo, però, le risorse sono determinate (o scarse in partenza). Vedi, noi viviamo in un Paese in cui le risorse per venire incontro alle Aziende serie, che investono in ricerca e sviluppo e che vogliono stabilizzare i lavoratori non ci sono. E sai perché? Perché la generazione precedente, quella dei nati tra gli anni '50 e '60 per intenderci, ha goduto di un regime preferenziale e continua ancora a succhiare risorse togliendole agli altri. E questo per le Aziende serie, figuriamoci cosa succede per le aziende poco serie, quelle che non hanno una seria organizzazione e sperano di restare sul mercato riducendo il costo del lavoro.
2) Stabilizzare i prezzi è inutile e dannoso, lo ha dimostrato negli anni '30 il premio Nobel per l'economia Von Hayek. Il governo centrale, infatti, non possiede le informazioni necessarie per determinare quali e quanti beni produrre. I prezzi, infatti , liberamente determinati dalla legge naturale della domanda e dell'offerta, indicano alle aziende quanto produrre sulla base delle richieste dei consumetori. In questo modo, le risorse a disposizione vengono usate in maniera efficiente e non vi sono sprechi o sottovalutazioni.
Il governo, invece, non possedendo informazioni su quanti beni voglia acquistare ciascun consumatore (si tratta, infatti di valutazioni soggettive, che sfuggono a metodi statistici), si deve basare su prezzi ombra, che inevitabilmente portano a produrre troppo o troppo poco di un determinato bene, sprecando le risorse. E' una delle ragioni per cui è crollata l'Urss... e qualsiasi sistema comunista è inapplicabile...
Qual è la strada allora? Da liberaldemocratico credo nella flexcurity... ma il prezzo lo devono pagare tutti. E la vedo molto dura, con tutti questi vecchiacci (spesso ex 68ttini) attaccati ai loro privilegi, e senza alcuna voglia di concedere nulla...




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