Rosselli critica la logica nella quale la Storia fornisce una struttura sociale predeterminata tipica del Marxismo.
secondo lui la Storia è legata al modo in cui l'uomo concepisce la società in prima persona.
non esiste nessuna logica dialettica che al di sopra dell'azione umana avvia il configurarsi di una certa struttura sociale,che sia di periodo romano,medievale o attuale.
Rosselli fa una critica della società (fascista) individuandone i limiti e le contraddizioni,ma nella consapevolezza che per giungere al socialismo,il percorso debba partire dall'individuo e non essere imposto all'individuo!
il senso della storia c'è eccome,solo che non viene subordinato alla metafisica a differenza di quanto fa Marx!
la Storia viene interpretata secondo la Morale e le norme che hanno caratterizzato gli eventi storici e gli uomini.
per giungere al tassello successivo,bisogna partire dalle Libertà e dai Diritti e non da un superamento drastico del sistema sociale che di per sé si dimostra come scelta d'apparato e non come virtù acquisita degli uomini.
in realtà è un pensiero utopista che riprende e adatta al periodo fascista,prendendo atto della degenerazione dello stato borghese e del venir meno delle conquiste liberali dei secoli precedenti,ma adesso in arricchimento dei diritti operai.
giudica la Storia come percorso etico-sociale,come conquista di diritti e di libertà e come superamento graduale tramite essi.
l'Uomo è al centro della Storia...
non esiste nessuna logica sui generis...





Rispondi Citando