





pepe ne metto parecchio, la carbonara per me deve essere piccante.


Mi ricordo tanti..tanti anni fa..quand'ero giovane a Punta Faro..a Messina..dove abitavo con la famiglia nel mio ruolo di figlio..
Andavamo al ristorante..a Punta Faro appunto..e il mio piatto preferito era la carbonara...che ordinavo sempre ogni volta che sedevamo in una specie di gargotta familiare..
La carbonara era un piatto epico..e mai più l'ho rimangiata così gustosa..
e a tutt'oggi non saprei rifarla uguale..
Era densa..collosa..e al dente..con una crema saporitissima che la circondava dove galleggiavano impastati tra gli spaghetti piccoli pezzi di pancetta abbrustolita e croccante..
Sicuramente sarà stata addensata con la farina..forse..ma tutto il piatto aveva un chè di bruciacchiato e cremoso e formaggioso..
Perdinci..! Sono passati decenni ma i pasticcini di Proust in confronto alla mia carbonara sono decadenti ospiti di sanatorio a fronte di bontà sode e generose..un pieno senso della terra..che la pietanza..volentieri non si separava dal piatto..che dovevo gustarla a morsi come una mela..
Bei tempi..! Quando cucinare significava rendere i cibi saporiti..senza timori..sfrontati nel loro difetti spacciati per giuste virtù.....:gluglu:
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


altro che proust!
io ricordo che a Punta Faro facevamo la gara con amici a chi mangiava di piu' cozze crude.
c'erano un sacco di carretti pieni di cozze appena tirate su, e di limoni, con il tipo che le apriva in continuazione.
allora il mare era pulito.
strano, ma Punta Faro e' stato per me il luogo delle gare mangerecce: oltre alle cozze, d'estate, facevamo pure a gara a chi mangiava piu' fichi d'india.
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A fool and his money can throw one hell of a party.


A Ganzirri..proprio davanti al lago c'era un portone con dentro un tavolo e qualche panca..e un tipo con gli zoccoli maglietta unta e sigarette pendente..ci preparava dei piatti di spaghetti alle cozze che affogavano in un sugo unto e buonissimo..
Mi ricordo ancora la scarpetta con quell'unto..che all'epoca si chiamava zupparci il pane e strusciare il piatto..
senz'altro il momento più intenso della mangiata..lo scoppiettio finale che segnava il passaggio tra la morbidezza della pasta e l'asprezza del pane col conseguente morso potente e definitivo..il morso che non scherza..
e nell'addentare sul serio avevamo scoperto il nostro destino di professionisti dell'abbuffata..quella estrema..che ci accompagnerà nella vita come le montagne accompagnano Messner...e ogni giorno..per lunghi anni..un nuovo cimento..e un allenamento continuo e costante alle mascelle..come Messner allenava i polpacci alla fatica..
Quando si nasce atleti...![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Come per l'amatriciana va il guanciale e il pecorino




io metto un uovo in meno del numero dei commensali.
tutti tuorli, tranne uno, che uso intero.
soffriggo la pancetta senza aggiungere grassi, metto la pasta scolata nella padella con la pancetta, poi la trasferisco nella zuppiera in cui ci sono le uova sbattute con il parmigiano. aggiungo acqua di cottura se necessario. molto pepe alla fine.
le uova sempre a crudo, secondo me.
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