

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Dell'unità d'Italia pare non gliene freghi niente a nessuno,
ma un pretesto per attaccare i leghisti fa sempre comodo a tutti, preti compresi.
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)




MI ripeto per i non udenti: "il più delle volte corrispondenti anche ad unità etno-linguistiche (cioè popoli), tante volte invece no (Svizzera, Belgio, UK ecc.). ".
Sull'Italia ognuno la pensi come gli pare, non ho certo voglia di affrontare per la millesima volta la stessa discussione.
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Bene, ma nessuno ha detto che una particolare situazione si debba cristallizzare per l'eternità. Ad esempio, l'attuale territorio italiano è passato dall'unità sotto l'impero romano all'unità dal 1861, passando attraverso mille frammentazioni (comuni, piccoli stati). Perché si dovrebbe considerare l'attuale Italia come immutabile?


Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Tutti quelli che non gliene frega niente di questa Italia è solo perché sanno che questa unità non è messa seriamente in discussione (tantomeno dai leghisti)
Una unità raggiunta col sangue e contro gli egoismo dei preti e dei potentati locali.
Una unità che segnò l'inizio della liberazione dell'Italia dal governo dei preti.



