
Euroregione, o altra denominazione, purchè dia risposte a progetti comuni
Giancarlo Galan, Presidente del Veneto e Jorg Heider, Presidente del land della Carinzia, a capo di speciali delegazioni socio-economiche-culturali, hanno esaminato una serie di tematiche di comune interesse, nel contesto transfrontaliero, come dalla convenzione di Madrid. E’ stata fatta una verifica sullo status quo della Programmazione Comunitaria (con Interreg Italia-Austria, le due Regioni hanno avviato 33 Progetti e 23 di questi fanno capo ad interventi Ue). Ma tanti altri settori sono stati al centro di scambi di informazioni per arrivare a dar vita a nuove forme di collaborazione. Si tratta di: cultura, sanità, sociale, ambiente, turismo, trasporti, protezione civile, agricoltura, economia, ricerca scientifica e formazione professionale.
L’interesse maggiore è stato per l’Euroregione, una formula molto più moderna della comunità di lavoro Alpe Adria (che ha fatto da apripista, già dal 1978, e anche da scuola in tempi diversi da quelli di oggi, in quanto le Istituzioni di territori un tempo erano divisi dalla “cortina di ferro” come l’Ungheria, Slovenia, Croazia) ma che ora porta a concretezza progetti d’interesse comune dentro e con l’Unione Europa.
I protocolli già definiti tra Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Veneto indicano le vie e gli strumenti verso questi obiettivi; alla nuova formula daranno adesione anche regioni istriane di Slovenia e Croazia, anch’esse interessate dai Corridoi Europei e dall’alto Adriatico.
Galan: non importa se chiameremo questa alleanza Euroregione o Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera, come del resto previsto da una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, sta di fatto che si tratta di una risposta politica necessaria e, comunque, siamo davanti ad una strada obbligata. Alpe Adria ha fatto scuola, la cortina di ferro che bloccava taluni territori a noi vicini non c’è più: ecco che allora bisogna dare risposte e trovare formule efficaci e moderne.
Heider: ha confermato i buoni rapporti di amicizia ed i legami storici con il Veneto e la necessità di avviare nuove formule, per contrastare concorrenze irregolari. S’è detto convinto che occorre creare condizioni europee e che il giusto percorso è quello di saperlo costruire, nel rispetto delle regole e dei territori interessati. Con Heider, c’erano i due vicepresidenti carinziani, Martin Strutz e Peter Ambrozy e 4 assessori del governo di Klagenfurt; con Galan alcuni assessori (Gava, De Poli, Conta, Coppola, Marangon, Chisso, Valdegamberi, Giorgetti) e il vicepresidente Zaia. Hanno fatto parte delle due delegazioni anche dirigenti superiori, segretari regionali e direttori di settore. La popolazione dell’area considerata arriva ad un buon numero di residenti: circa 14 milioni, pari al 3% degli abitanti dell’Ue oggi formata da 25 Paesi. Il Veneto risulta essere la regione maggiormente popolata, con oltre 4,5 mln di persone che rappresentano oltre il 32% della popolazione dell’intera fascia che prenderà – se tutto andrà per il verso giusto – il nome di Euroregione, a seguire c0’è la Croazia, con il 31,8%.\