
Originariamente Scritto da
mayhem451
ROMA (12 ottobre) - Sono stati rilasciati i tre ultrà italiani arrestati ieri a Sofia dopo gli incidenti prima di Bulgaria-Italia. Lo ha reso noto dalla capitale bulgara l'avvocato che li assiste, Giovanni Adami.. «I miei tre assistiti sono stati rilasciati questa sera - ha spiegato il legale, che è anche componente del gruppo Ultrà Italia - anche per il terzo ragazzo, il pm bulgaro ha derubricato la posizione da indagato a persona informata dei fatti. Il giudice ha riconosciuto che non c'erano prove, l'inchiesta prosegue contro ignoti».
I tre fermati provengono tutti dal nord Italia: si tratta di A.P. 28 anni, indagato e solo in serata divenuto «persona informata dei fatti», e poi V.F., 21 anni, ed E.B. 27 anni, le cui posizioni, come sottolinea Adami, sin da stamattina erano state derubricate a quella di testimoni
I tre italiani (e non cinque come detto in un primo tempo) erano stati trattenuti in stato di arresto dalla polizia bulgara in quanto ritenuti responsabili di aver dato fuoco a una bandiera bulgara all'inizio della partita, giocata ieri sera e valida per le qualificazioni ai mondiali del 2010. Nello stesso frangente, secondo quanto si è appreso, i tifosi della Bulgaria avevano dato alle fiamme uno striscione con il tricolore sottratto ai supporter italiani. Per i nostri tifosi, quando rientreranno in Italia, scatterà comunque il divieto di accedere a manifestazioni sportive. Lo ha annunciato il ministro Maroni: «Saranno sottoposti a provvedimenti amministrativi di sospensione dalla partecipazione ad avvenimenti sportivi, il Daspo, perché non ci si può comportare così né dentro né fuori gli stadi».
La Russa: vergogna. Il tifoso azzurro e ministro della difesa Ignazio La Russa bolla la «notte brava» degli ultras dell'Italia che, a Sofia per la partita con la Bulgaria, hanno
provocato scontri e dato vita a marce ecori di ispirazione fascista. «Se fossi stato lì - spiega al telefono con l'agenzia Ansa - mi sarei vergognato. Non c'è nessuna giustificazione storico politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari».
«È una vergogna del calcio, anzi dello sport italiano, ma non la caratterizzerei in maniera politica». Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo sport, usa parole forti. Ma la connotazione politica dei tifosi la giudica «irrilevante». «Perché la verità è che ci sono tifosi violenti di destra, di centro e di sinistra che cercano solo di sfruttare la ribalta mediatica del calcio».
«I cori "Duce-Duce" e il braccio teso durante l'inno di Mameli? In Bulgaria non è reato...». Domenico Mazzilli, da poche settimane direttore dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive non sceglie la linea della condanna dura per gli episodi ai quali hanno dato vita i centocinquanta ultrà italiani a Sofia. «Io non faccio il sociologo - aggiunge - i reati vanno attribuiti nel Paese in cui avviene il fatto. Ma parliamo anche dei fischi all'inno di Mameli: anche quelli non sono reato, ma se mi permettete non sono educazione...».
Minniti: gravissimo e inquietante. «Gli incidenti di Sofia, gli ultras che fanno i saluti romani, che agitano svastiche e innalzano grida fasciste: quello che è successo in Bulgaria è gravissimo e allarmante e rappresenta un colpo duro all'immagine stessa dell'Italia». Lo afferma Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd.
Gigi Riva: una cosa mai successa. «È la prima volta che la nazionale vive una serata così, e lo dice uno che è in azzurro dal 1963». La memoria storica di Gigi Riva bolla gli ultras dell'Italia per la notte brava di Sofia. «Noi non abbiamo bisogno di tifosi così - aggiunge il capo delegazione azzurro - anche perché non siamo come loro. Insomma, condanniamo quello che è successo».
Lippi: non me ne ero accorto. «Io non m'ero accorto di nulla, l'ho letto dai giornali questa mattina». Il ct dell'Italia, Marcello Lippi, ha parlato di quanto successo ieri a Sofia e dei cori di stampo fascista: «Sono rimasto male per i fischi all'inno, poi sinceramente qualcuno mi ha detto che potevano essere stati una conseguenza per quanto successo prima, ma mi sembra difficile che uno stadio fischi così. Ripeto, ci sono rimasto male. Del resto non me ne sono nemmeno accorto».
Petrucci: un fatto gravissimo. «Quello che è successo ieri a Sofia è stato un fatto gravissimo che ha dato una bruttissima immagine del calcio italiano». È durissima la censura del presidente del Coni Gianni Petrucci: «La Federazione non ha colpe - ha detto - giocavamo fuori casa. La Figc sta facendo tutto il possibile, ha regole strettissime ed ha accettato tutto quello che gli hanno chiesto Fifa e Uefa. Il Coni sarà a fianco della Figc per tutto quello che vorranno fare».
Alemanno: ferma condanna. Chiara la posizione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Condanno con fermezza l'episodio dei tifosi italiani che hanno urlato frasi fasciste bruciando una bandiera bulgara.Dobbiamo lavorare affinché a Roma queste cose non accadono, non c'è alcuna giustificazione a fatti di questo tipo».