





Mi raccomando ricordatevi di spegnerlo carlomartello quando non lo usate, che sennò resta tutta la notte a cantare "dhimmi quando tu verai, dhimmi quando quando quando" e si scaricano le pile


C'è cmq uno slittamento dei termini: l'islamofobia non è il problema, quanto la reazione al problema. E il problema è l'islam che si incista in Europa. La reazione è dunque legittima, doverosa e sacrosanta.
"Fobia", poi, può valere non solo come paura, ma anche come rifiuto, chiusura.
E gli atteggiamenti di chiusura e rifiuto non sono necessariamente irrazionali, anzi, possono scaturire da esperienze e valutazioni estremamente razionali.


Diciamo che un rifiuto legittimo è argomentato (implica il conoscere seriamente ciò di cui si parla e non due formulette comiche alla Feltri), una fobia è un misto di réssentiment e ignoranza. In altre parole un conto è non voler adottare altrui forme tradizionali perché ci si richiama alle proprie (che implica, anche qui, il conoscerle) ed un altro, come succede nella quasi totalità dei casi, criticare l'Islam con argomentazioni "di sinistra", cioè moderniste e liberali. Questo per quanto riguarda l'Islam, che per la cronaca è una religione e non un gruppo di immigrati (senza contare che di norma i paesi islamici radicali brutti, cattivi e sovrani la propria gente se la tengono).
La questione migratoria è e resta un problema etnico, spiace che la DR arriverà a capirlo solo quando, fra un paio di generazioni e se le migrazioni non verranno respinte al mittente, non ci sarà più traccia di "Islam" in Europa e le torme di immigrati, più che Allah, venereranno il rap e la droga.


Diciamo invece che all'atto pratico, il rifiuto è rifiuto e dovrebbe comportare precise conseguenze, che poi sia razionale e argomentato piuttosto che sentimentale e intuitivo, non è cosa che ci debba far preoccupare.
Il punto è il risultato che si vuole. Si vuole sbarrare la strada, fra le altre cose, all'islam in Europa, si o no ?
La questione è sia etnica che religiosa, sia perchè tra le varie componenti dell'immigrazione, l'islam è probabilmente la peggiore, sia perchè anche l'islam ha un marchio di fabbrica etnico, quindi anche se fosse veicolato da italiani convertiti, sarebbe ugualmente fonte di sradicamento, anche se non vi fosse un solo immigrato presente sul territorio.
Se poi il popolino è triviale e capisce solo gli slogan di Borghezio e le formulette di Feltri, ebbene si usino gli slogan di Borghezio e le formulette di Feltri. Per l'immigrazione extraeuropea in quanto tale, se ne useranno altri.


Non è questione di islamofobia o quant'altro.
E questione di non volerceli proprio i mussulmani in italia e in europa perche questi rispetto agli italiani o agli europei sono molto più prolifici visto il calo di nascite qua da noi e una popolazione composta in prevalenza da anziani.
In più mettiamoci che vogliono far entrare la turchia in europa e questo e sufficiente a non volerli qua da noi.
Essere a favore dell'islam vuol dire prenderla nel culo allegramente,bisogna ricordare cosa disse un imam francese riguardo all'islamazazione dell'europa con le vostre leggi vi invaderemo! con le nostre leggi vi domineremo!.
Possono costruirsele a casa loro in arabia saudita o in medioriente ma a casa mia niente
moschee,auspico che l'europa possa trovare le sue vere radici spirituali, e liberarsi di quelle imposte con la forza dal giudeo cristianesimo,che ora collabora attivamente con i suoi cuginetti mussulmani all'islamizzazione dell'europa.




Premetto che qui sto esulando dalle questioni di praticità della propaganda, che sono un altro paio di maniche. Un conto però è usare il becerismo come strumento, altro è crederci davvero.
L'Islam non può essere la "peggiore tra le varie componenti dell'immigrazione", perché una religione non è una "componente dell'immigrazione", al limite lo sono i flussi delle varie etnie, immagino tu volessi riferirti agli arabi.
Sul "marchio di fabbrica etnico" dell'Islam sorvolo giacché bisognerebbe vedere di quale fra le molte e spesso assai differenti correnti ed interpretazioni e componenti dell'Islam si sta parlando.
In ogni caso, come ho già detto altrove, stando a certe logiche islamofobiche gli americani del tempo degli schiavi avrebbero dovuto temere un futuro in cui il vudù africano praticato dai negri avrebbe egemonizzato l'America. Invece, proprio come succederà qui, sono diventati rapper e spacciatori.
C'è da dire che, prescindendo dalle terminologie estremistiche riguardo la razza che impaurirono e portarono alla condanna, le argomentazioni e l'approccio usati a suo tempo dal Fronte Nazionale di Freda restano tuttora e di gran lunga quanto di più maturo si sia proposto in italia in tema di lotta politica all'immigrazione.


" l'islamofobia " è l'ultima trovata del marcio sistema sion-americano per giustificare il loro capitalismo di rapina e le criminali aggressioni ai Popoli detentori di materie prime.....
oltre a consentire la continuazione della sottomissione dei Popoli Europei..con la perpetua occupazione militare e la imposizione di collaborazioni in missioni di guerra..per la cosiddetta "lotta al terrore".