Vorrei farti riflettere sul fatto che pur di difendere l'indifendibile stai tirando fuori la storia di Mussolini 'opportunista' sul Cattolicesimo Romano, rispolverando argomentazioni che non definisco di ulfenoriana memoria solo perchè il soggetto in questione è ahimé analfabeta, mentre tu no.
L'attendibilità dei diari di Ciano è discussa da molti storici anche a causa di numerose discrepanze con altri dati, ma non sto a impegalarmi in un dibattito che riguarda più gli storici che noi due. Sta di fatto che - anche se quella frase fosse vera - non prova alcun anti-clericalismo 'ideologico' di Mussolini, ma solo un momento di incazzatura del Duce perchè c'erano state dei contrasti con le gerarchie ecclesiastiche poi risolti, tutto qui.
E poi, ricordiamoci che nei diari di Ciano sta pure scritto che il Duce disse che voleva che Napoli si trasformasse in una "città nordica" e non so quanto ai mazziniani de noantri la cosa - se vera - avrebbe fatto piacere :sofico:
Non lo nego, dico solo che - secondo me - una svolta più decisa si tentò realmente solo con Crispi e Pelloux (più il primo del secondo ad esser sinceri).Ammazza non furono di polso?
Starrabba è quello che diede mano libera a Bava Beccaris , Salandra quello dell'ingresso in guerra.
Tra l'altro per quel che concerne Salandra c'è anche da dire che de facto viene , dal governo, bypassato lo Statuto Albertino per quel che concerne le effettive prerogative del Re.





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