
Originariamente Scritto da
Informatore
In genere le persone - credenti o meno - sono abbastanza influenzate da un modo piuttosto "terra-terra" di considerare la vita umana. Un uomo solo, celibe, che sia monaco, prete o laico, ingenera sempre un poco di tristezza nell'attuale opinione comune. Questo è un dato di fatto che non è completamente sbagliato: oggi più che mai "guai all'uomo solo!".
Credenti e non, si trovano a vivere in una società frammentatissima, in cui manca lo spirito di comunità. L'individualismo la fa da padrone ovunque. Una persona sola è evidentemente più esposta, più debole. Posso quindi capire il modo, forse "terra-terra" ma concreto, di chi si sente piuttosto triste davanti a chi fa una scelta di solitudine o celibataria. Ci vuole realmente una grande fede e una robustezza di animo non comune per attraversare i deserti della società postmoderna attuale. Vivere soli nella scelta radicale di fede ha ancora valore, evidentemente, ma pesa decisamente di più.