è una questione complessa.
Senza dubbio non credo che si possa imporre a una donna di portare avanti una gravidanza contro la sua volontà, anche se a volerlo è il padre biologico.
Perchè fintanto che è nel corpo della donna, appartiene solo a lei, di fatto.
Il problema del padre non è banale (quando esiste).
Il problema della morula è più semplice, dato che non è un essere umano:
la donna deve essere ritenuta in grado di avere una sua personale opinione sul valore della presunta "vita" concepita nel suo corpo.
Imporle cosa fare significa ritenerla non in grado di capirlo da se', ed è questo che non ha senso.





dal momento che quella nuova vita non appartiene solo a lei!!
quindi la decisione dovrebbe spettare ad entrambi ma mi rendo conto della diffcoltà per una donna a portare avanti una gravidanza per conto di un uomo con il quale non intende condividere nulla 
