
Originariamente Scritto da
Lev Davidovic
Ovvio che entrando in una maggioranza in cui la mozione 1 fa la parte del leone abbiamo tutti rinunciato a qualcosa, non rinunciando certo a batterci per un aggiustamento della linea politica. Abbiamo però ottenuto delle valide contropartite: il disarmo dei vendoliani, la collaborazione con le forze comuniste e anticapitaliste in Italia e in Europa (importante revisione di quello strampalato esperimento della Sinistra Europea), la messa in discussione dell'alleanza coi liberali, la rivalorizzazione dei circoli operai, la razionalizzazione degli stipendi di dirigenti e funzionari, ecc. E non credo sia cosa da poco.
Questo compromesso si regge però su alcuni punti fermi da tutti votati: la presentazione del simbolo del partito alle elezioni, la permanenza dello stesso per l'oggi e per il domani. Forzare su questo, significa rompere il patto di governo e far decadere l'attuale maggioranza, ovvero andare a nuovo congresso.
Poi - questa è la mia personalissima opinione - se il partito stenta a raggiungere i suoi obiettivi, peraltro difficilmente misurabili in un lasso di tempo così ristretto, non è che la fusione col PdCI ci tira come per incanto fuori dai guai. Quello che non capisco degli "unitari" impazienti è la visione taumaturgica che hanno dell'unità, come se fosse la panacea da tutti i mali. Cerchiamo piuttosto di rodare bene la macchina e trarci fuori dalle secche, gli allargamenti dopo verranno anche meglio. Non è che saldando due partiti malandati (e il PdCI lo è molto più di noi) se ne fa automaticmaente uno sano e robusto.
Ora come ora, assimilando questa classe dirigente del PdCI, Rifondazione non guadagnerebbe altro che una torsione a destra. Ripeto: personalissima opinione.