



Dunque, Abbott, correggimi se sbaglio (e passami l'eccesso di didattica)...
C'è gente che investe.
Ci sono azioni ed obbligazioni, per limitarci alle buone, antique cose.
Tralascio il mercato azionario.
Le obbligazioni vengono emesse dagli Stati sovrani (Bot, CCT, TBond ecc) e vengono acquistati o direttamente, attraverso le aste periodiche, o attraverso strumenti derivati (in senso buono).
Cioè, ad esempio, in fondi obbligazionari, in fondi obbligazionari corporate (cioè di aziende private, la FIAT, per dire), in fondi di fondi e chi più ne ha più ne metta.
Il sottostante di questi fondi sono SEMPRE i titoli di stato O i corporate. Più, in genere, una quota di liquidità.
Questi fondi possono essere comprati da chiunque. Privati, Stati, Fondi pensione ecc.
Ripeto. C'è il caso di una neonata banca italica che esplose facendo i miliardi comprando Bot al 17% (neanche le azioni ti danno DI CERTO il 17%).
E dunque? Dunque il debito, che consiste esattamente nell'ammontare dei riscatti ad una determinata data, viene polverizzato sul pianeta.
Ora, è vero che il debito pubblico italiano non è stato molto ambito di recente, vuoi per il rating non eccelso del nostro paese, vuoi per la concorrenza degli altri strumenti. Ma di certo buona parte del debito italiano (come quello di qualunque altro paese) è in mani straniere.
Ma chissene frega?
Io ho avuto per le mani quote del debito di paesi come il Messico, il Brasile, la Russia e altri 'emergenti' che mi hanno fatto fare discreti guadagni (per breve tempo)
Dico giusto Abbott?
Poi c'è il caso in cui uno Stato diventa principale creditore di un altro (Cina e USA). Per i motivi che sono stati spiegati prima, credo anch'io. Ma non è il caso Italia.
PS: col debito si sono creati astri nascenti. Mica è necessariamente negativo... E' uno strumento della finanza... buona... e controllabile. Se le autorità monetarie sono sveglie.


30 giugno 2007
Nel comparto a lungo termine, invece, si sono registrate emissioni nette negative
pari a 8.942 milioni per il titolo decennale, dovute alla scadenza di oltre 14 miliardi del
mese di novembre. Nel dettaglio, sono continuate le emissioni del BTP 1/08/2007-
1/02/2018, con cedola al 4,5 per cento. Come accennato precedentemente, nel mese di
ottobre è stato inaugurato il nuovo BTP trentennale 01/08/2007-01/08/2039, con
cedola al 5,0 per cento. Nonostante un difficile contesto di mercato, vi è stata una
domanda complessiva molto sostenuta, superiore agli 11 miliardi. L’importo collocato è
stato pari a 5 miliardi, utilizzando un consorzio di banche che ha raggiunto una platea di
investitori ampia e ben diversificata. Circa il 56 per cento dell’emissione è stato
sottoscritto da banche, mentre asset manager e fondi d’investimento si sono aggiudicati l’11
per cento, così come fondi pensioni e assicurazioni. Le banche centrali hanno sottoscritto
un ammontare pari al 6,0 per cento, mentre la quota allocata agli hedge fund è stata pari al
13,0 per cento. Il collocamento del titolo è stato caratterizzato da una distribuzione
geografica molto diversificata che ha visto, oltre alla partecipazione degli investitori italiani
(pari al 15,0 per cento), un particolare interesse da parte degli investitori residenti in Gran
Bretagna e Irlanda (50,0 per cento), così come degli altri paesi europei: Benelux (8,0 per
cento), Francia (5,0 per cento), Germania e Austria (5,0 per cento), Scandinavia (4,0 per
cento). Gli investitori nordamericani hanno sottoscritto una quota pari al 5,0 per cento
mentre quelli asiatici pari al 3,0 per cento.
http://www.mef.gov.it/documenti/open.asp?idd=18363Sul sito della Banca d'Italia ci dovrebbe essere maggiore informazione, ma al momento in cui scrivo il server loro sembra fuori uso.Nel caso dell’Italia, i differenziali dei BTP rispetto al Bund hanno subito incrementi
di pochi punti base, grazie all’elevata liquidità che caratterizza i titoli di Stato italiani.
Infatti, se gli investitori hanno innanzitutto premiato gli strumenti emessi da emittenti
sovrani con più elevato merito di credito, d’altra parte essi hanno privilegiato anche quei
titoli caratterizzati da elevati livelli di efficienza sul mercato secondario. Nel dettaglio, a
fine dicembre, lo spread del titolo benchmark del comparto a medio-lungo termine della
curva, il BTP decennale, si è attestato intorno ai 31 punti base mentre lo spread del BTP
trentennale, sempre rispetto all’omologo titolo tedesco, ha registrato un lieve aumento
rispetto al 30 settembre, portandosi a 40 punti base.
בראשית








Funziona se si considera la crisi attuale nella sua interezza. I titoli di stato, non solo italiani, sono molto ambiti, è la loro annata d'oro. Questo per una serie di motivi:
- con i mercati che crollano e con una crisi che si prospetta duratura, si stanno togliendo molti fondi dall'azionario e li si stanno destinando sull'obbligazionario
- sull'obbligazionario, i titoli di stato sono i più liquidi e più sicuri rispetto ai corporate o bancari o qualsivoglia altro titolo di debito
- i titoli di stato possono essere usati per altri scopi, come ad esempio per essere scambiati dalle banche per avere liquidità e via dicendo
Tutti questi fattori messi assieme stanno facendo in modo che chi ha grosse quantità di soldi come i fondi pensione, le banche, le assicurazioni, gli stati stessi (e non certo i vecchietti, chissà perchè si crede ancora che loro abbiano buona parte del debito pubblico italiano) stanno comprando titoli di stato a manetta. L'Italia paga più interessi di tutti e considerando che ha sempre pagato tutto ed ha avviato una politica di riduzione del debito pubblico (siamo passai dal 125% del Pil nel '94 fino al 104% del 2007, una riduzione spaventosa anche se aumenterà in questi anni a causa della crisi) non credo proprio avrà problemi a finanziarsi, anzi, sarà più facile per i motivi di cui sopra.


Il default non implica automaticamente la cancellazione del debito, a meno che non ci sia vera discontinuità (nuova forma dello Stato, dalla bandiera alla Costituzione ex novo), ci sarebbero delle cause internazionali per i rasircimenti ed il rischio di uscire dal WTO.
Se il default fosse un modo tanto semplice e indolore per cancellare il debito il Giappone lo avrebbe già fatto una decina d'anni fa.

