L'UNIONE SARDA
Martedì 27 gennaio 2009
L'INTERVISTA di ENRICO PILIA
«Insularità, svolta storica»
http://giornaleonline.unionesarda.il...ticolo=2318635
Il ministro Scajola: puntiamo sulla Sardegna
Oggi il ministro dello Sviluppo economico è a Cagliari per una giornata di accordi e di incontri. Nell'intervista, Scajola sottolinea quanto fatto dal Governo a favore della Sardegna.
Ministro, è freschissimo il decreto del governo che riconosce gli svantaggi legati all'insularità. Quali benefici concreti arriveranno?
«La norma voluta dal presidente Berlusconi che riconosce gli svantaggi dell'insularità introduce un principio fondamentale di equità e di riequilibrio per la Sardegna e questo per i cittadini e per le imprese sarde rappresenta una svolta storica. Significa mettere in condizione la Sardegna di non subire più negativamente il proprio status insulare, consentendo alla Regione di avere pari condizioni di produzione e di trasporto, considerato che tutti i divari socio-economici e infrastrutturali saranno misurati e compensati dallo Stato e dall'Unione europea».
Il centrosinistra, soprattutto ora in campagna elettorale, accusa l'esecutivo di avere dimenticato la nostra Isola. Lei cosa risponde?
«Intanto, il riconoscimento dell'insularità è un segno di grande attenzione da parte del Governo. È sempre di questi giorni la firma del decreto che assegna al ministero della Funzione pubblica il compito di avviare la ricollocazione dei 140 ex dipendenti della base Usa di La Maddalena, sbloccando le procedure sulla riduzione delle servitù militari nell'isola. Oggi firmeremo un Contratto di Programma per l'avvio di investimenti per 33 milioni di euro, di cui 12 pubblici, per sei iniziative del consorzio Crea in provincia di Cagliari. E questa è solo una parte».
Il costo dell'energia, un altro nodo da risolvere.
«La Sardegna è al centro della strategia energetica nazionale: abbiamo siglato l'accordo definitivo per la realizzazione del nuovo gasdotto Galsi tra l'Algeria e l'Italia via Sardegna, che rappresenta il primo passo per la metanizzazione della Sardegna, che oggi non dispone di gas naturale».
L'industria è il settore più in crisi, non stanno bene le nostre imprese, per di più alla vigilia di una lunga stagione di sofferenza. La Sardegna è un malato irrecuperabile?
«Nell'Isola ci sono 190 mila disoccupati e 300 mila persone sotto la soglia di povertà. La situazione è grave, ma ci sono le basi e soprattutto la voglia e il dovere di costruire una Sardegna migliore. L'impegno congiunto imprese-Regione-Governo può raggiungere importanti risultati: per esempio creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro investendo sulle persone, sulle professionalità e valorizzando le produzioni dell'agricoltura, del turismo e dell'ambiente».
Oggi le chiederanno misure straordinarie per sostenere l'impresa, media o piccola.
«Stiamo per ridurre il prezzo dell'energia elettrica in Sardegna attraverso il metodo del Virtual Power Plant, che prevede la cessione virtuale di capacità produttiva di elettricità. Ho già citato il gasdotto con l'Algeria. Ma anche l'Isola deve fare la propria parte».
Si spieghi meglio.
«Il presidente Soru ha detto che io vorrei imporre una centrale nucleare alla Sardegna, e che farei meglio a costruirla a casa mia, perché lui intende puntare sulle energie rinnovabili. Una simile battuta denota la non conoscenza del problema: non sarà il Governo nazionale a decidere se e dove costruire le centrali nucleari, ma le Regioni in dialogo con le imprese energetiche, sulla base dei criteri ambientali e di sicurezza che fisseremo a livello nazionale e che prevederanno anche benefici economici per le popolazioni. Anche noi puntiamo sulle energie rinnovabili, che però non possono essere contrapposte, nel piano energetico nazionale, al nucleare: le rinnovabili costano molto, mentre il nucleare produce energia a basso costo. Scegliere le rinnovabili e rifiutare il nucleare significherebbe condannare famiglie e imprese sarde a pagare l'elettricità più cara».
E per le piccole imprese che farete?
«Il Governo ha operato da subito per garantire il credito attraverso il rafforzamento dei Confidi e la capitalizzazione con il Fondo impresa e finanza che partirà tra breve. Abbiamo anche varato 22 Zone franche urbane, di cui tre in Sardegna (a Cagliari, Quartu Sant'Elena e Iglesias) che dalla prossima estate, dopo il via libera europeo, consentiranno agevolazioni fiscali e contributive proprio per le piccole imprese».
Quali sono i settori produttivi sardi che, a suo avviso, possono vantare le maggiori potenzialità di crescita? Dove intervenire?
«Oltre all'agricoltura di qualità, occorre valorizzare di più il turismo. La Sardegna deve uscire dall'immobilismo, invertendo la rotta rispetto a iniziative negative come la famigerata “tassa sul lusso” o i vincoli urbanistici che sembrano fatti apposta per scoraggiare il turismo di qualità. L'ambiente è una grande risorsa da valorizzare, ma non può essere l'alibi per bloccare lo sviluppo».
Che cosa si aspetta in concreto dagli imprenditori sardi?
«Prendiamo i tre bandi di innovazione “Industria 2015”, lanciati dal mio ministero nei settori dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile e del made in Italy, che stanno distribuendo 570 milioni di incentivi: le imprese sarde si sono posizionate rispettivamente al 13°, 18° e 19° posto della graduatoria, un po' indietro rispetto alle altre regioni. A breve uscirà un nuovo bando sul turismo: quale migliore occasione per gli imprenditori a presentare progetti innovativi?»
Il centrodestra - si voterà il 15 e 16 febbraio - schiera Ugo Cappellacci. Come sta conducendo la sua campagna, a suo avviso?
«Cappellacci è l'uomo della svolta. È una scelta azzeccata perché fornisce il giusto equilibrio tra impegno nella società civile ed esperienza politica. La capacità di ascolto, di dialogo e di gioco di squadra sono i suoi punti di forza. Meglio, molto meglio rispetto ai padri-padroni dell'amministrazione precedente.
Il premier Berlusconi sta dando un sostegno forte al candidato del centrodestra, fra le critiche di chi giudica inopportuna la sua presenza.
«Il governo Soru ha fallito ed è imploso per contrasti all'interno della sua maggioranza. La Regione è a pezzi. La presenza del presidente Berlusconi al fianco di Cappellacci è un' ulteriore speranza per la Sardegna, a cui Berlusconi è particolarmente affezionato e che considera a tutti gli effetti la sua seconda regione».




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