



su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


La fede serve alla teologia..e ai sistemi religiosi..
ma per la Spiritualità..o le religioni della Consapevolezza..la fede non serve..
Se trovi dentro di te ciò che è sempre stato uguale..raggiungi il Centro..il Testimone..detto anche Atman..e la sua percezione è ciò che in religione si dice vivere in grazia di Dio..ma per religioni senza fede si chiama essere Illuminati..Coscienti..e a fede non è necessaria ma solo la fiducia..fiducia nell'abbandonarsi a questa sensazione che è la roccia su cui edificare la casa della nostra vita..e oltre..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)






I Protestanti rifiutano in toto la possibilità della ragione umana di cogliere la verità, cioè Dio.
Karl Barth, uno dei teologi riformati più celebri (se non il più celebre) del 900, sosteneva appunto che Dio è il totalmente altro (rifacendosi a Kierkegaard), l'assolutamente trascendente, nessuna possibilità per l'uomo di comprenderlo o dimostrarne la necessità.
L'inconoscibilità di Dio è un nodo centrale delle critiche di Lutero al cristianesimo romano, significa cioè buttare all'aria tutta la tradizione teologico-metafisica, sopratutto la scolastica medievale.
I Protestanti rifiutano cioè Tommaso, la dottrina filosofica ufficiale della chiesa.
E il cuore della sua filosofia è il rapporto tra ragione e fede, stato e firmamento, Cesare e Dio.
Anche Cristo dice che i compiti di Cesare e di Dio sono diversi, ma non pensa che quelli di Cesare possano eludere la volontà divina: l'armonia tra fede e ragione formalizza questo concetto: se la ragione non testimonia la fede è falsa ragione, la vera ragione testimonia le verità di fede, le rende indubitabili.
Cioè lo stato non può sottrarsi alle leggi di Dio, deve cioè adeguarsi ad esse, ma, appunto, questo significa che lo stato è teocratico.
Il rapporto tra cristianesimo e democrazia è cioè conflittuale, necessariamente.
La seconda oltretutto propugna la libertà e la positività delle leggi, il primo la naturalità e non discutibilità di esse, non c'è cioè libertà al di fuori della verità.
In sintesi: per il cattolicesimo l'uomo coglie autonomamente e con evidenza (nn x fede) la volontà di Dio e dunque conosce il discrimine a cui adeguarsi, il Protestantesimo nega tutto ciò.







